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Terminologia etc.

Blog sulla terminologia nei prodotti Microsoft e altre considerazioni linguistiche.
Animali nella terminologia informatica

Ieri stavo rivedendo alcuni termini di Microsoft Project, tra i quali turtle contour: si tratta di un profilo di distribuzione del carico di lavoro rappresentato graficamente da Turtle contour work assignment. In italiano turtle è stato reso con carico centrale, evitando ogni riferimento alla forma del guscio della tartaruga.

Mi sa che avevo bisogno di una pausa perché mi sono distratta a pensare ai termini informatici che in inglese contengono riferimenti agli animali...

Come prevedibile, in questi casi le metafore relative a esseri viventi espresse dai neologismi semantici inglesi non appaiono riproducibili in italiano e in genere si opta per dei prestiti. Questi gli "animali" che mi sono venuti in mente:

  • mouse - nella maggioranza delle altre lingue il nome del dispositivo coincide con quello del roditore ma l'italiano si distingue per il prestito;
  • bug - per indicare un errore di programmazione, nella terminologia Microsoft preferiamo il termine inglese originale al calco omonimico baco; 
  • spider - termine inglese anche per i programmi utilizzati dai motori di ricerca per identificare nuove informazioni sul Web. Effettivamente in italiano sarebbe ridicolo fare riferimento ai ragni sulle ragnatele (web) ma a quanto pare non lo è in altre lingue, ad es., anche senza aver fatto il liceo classico, qualche sospetto sul greco αράχνη mi viene...
  • virus - non proprio un animale e poi è latino e non inglese, ma lo includo lo stesso perché è uno dei pochi termini veramente internazionali;
  • worm - prestito anche per il codice malintenzionato che si autoreplica e si propaga automaticamente; altre lingue invece traducono, ad es. in spagnolo si dice gusano, come il verme nella tequila;
  • watchdog - il "cane da guardia" è un sistema di temporizzazione hardware e anche in questo caso preferiamo il prestito.

Altri riferimenti meno diretti ad animali, sempre in inglese:

  • un termine informale per descrivere la posta tradizionale, lenta come una lumaca rispetto a quella elettronica, è snail mail;
  • chi ricorda Veronica, uno dei primi servizi per Internet, saprà che il nome era un acronimo con un riferimento ai "roditori", very easy rodent-oriented Netwide index to computerized archives.

E in italiano, senza influenze dell'inglese? Mi vengono in mente solo chiocciola per il simbolo @ e bufala.

Per finire, quiz: chi sa cos'è lo schema Gatto (Cat layout) in Windows Vista?

a real bug!!   from my mum's garden!!

   

Ordinamento alfabetico

Ho appena letto Parole matematiche: ordine, ordinale, ordinata, ordinamento che, come suggerisce il titolo, è una bella panoramica su origine e uso della parola ordine e termini correlati, in particolare in campo matematico.

Aggiungo che nell'ambito di software e relativa localizzazione ordinamento (sort order in inglese) di solito fa riferimento al criterio con cui si organizzano i dati in base al loro tipo, ad es. alfabeticamente, numericamente o per data.

alfabeto inglese Il tipo di ordinamento alfabetico può variare da una lingua all'altra, ad es. nell'ordinamento spagnolo tradizionale CH, LL e Ñ erano considerati caratteri individuali: nei vecchi dizionari i lemmi che iniziavano per ch, ll e ñ erano elencati dopo quelli che iniziavano per cu, lu e nu. Nelle lingue scandinave, invece, i caratteri Ø, Å, Ä e Ö seguono la Z.

A proposito, forse altri come me hanno imparato l'alfabeto italiano di 21 lettere e fanno fatica a ricordare l'ordine corretto dei 5 caratteri aggiuntivi dell'alfabeto inglese. Il trucco è spiegato in J, K, W, X, Y: le "altre": basta memorizzare la frasetta JFK was sexy!

Ogni tanto capita di vedere problemi di localizzazione legati all'ordinamento alfabetico. Ne parla la Guida di stile per la localizzazione dei prodotti Microsoft:

Quando si localizza un elenco, ad esempio una serie di nomi di lingue, di paesi o di prodotti, è fondamentale assicurarsi che le voci dell'elenco italiano risultino in ordine alfabetico, cambiando dove necessario la sequenza del testo originale:

Testo originale * Localizzazione errata Localizzazione corretta
B
  Background
  Bookmark
  Browser
B
  Sfondo
  Segnalibro
  Browser
B
   Barra degli strumenti
   Barra del titolo
   Browser
...
   Segnalibro
   Sfondo

In contesti specifici potrebbe essere necessario adottare ulteriori raggruppamenti all'interno di un ordinamento alfabetico.
Nell'esempio seguente non è sufficiente ordinare le voci alfabeticamente: le opzioni di installazione che fanno riferimento a uno stesso prodotto devono essere elencate assieme, come d'altronde nel testo originale, per garantire un'esperienza ottimale all'utente che altrimenti sarebbe costretto a valutare contemporaneamente tutte le opzioni anziché considerarle in base all'applicazione:

Testo originale * Localizzazione errata Localizzazione corretta
PowerPoint Content Templates
PowerPoint Design Templates
PowerPoint Help
Publisher Commercial Printing
Publisher Help
Publisher Wizards
Word Help
Word Templates
Word WIzards
Creazioni guidate di Publisher
Creazioni guidate di Word

Guida di Word
Guida di PowerPoint
Guida di Publisher
Modelli contenuto di PowerPoint
Modelli di Word
Modelli struttura di PowerPoint
Stampa esterna di Publisher
PowerPoint - Guida
PowerPoint - Modelli contenuto
PowerPoint - Modelli struttura
Publisher - Creazioni guidate
Publisher - Guida
Publisher - Stampa esterna
Word - Creazioni guidate

Word - Guida
Word - Modelli

 

Accenti gravi e acuti in italiano

Nel forum Scioglilingua nel Corriere della Sera in questi giorni ci sono alcune discussioni sull'uso dell'accento grave e acuto in italiano.

Gli accenti grafici sono quelli previsti dall'ortografia italiana sulla vocale finale di alcune parole. Da un punto di vista pratico, l'unica distinzione che la maggior parte di noi è tenuta a conoscere è tra è aperta /ɛ/ (è, cioè, caffè, tè) che richiede l'accento grave ed é chiusa /e/ (perché, poté, sé, né) che richiede l'accento acuto: con le altre vocali c'è la convenzione di usare sempre l'accento grave.

L'ultimo contributo in Scioglilingua riassume bene la questione e fa le distinzioni del caso tra i vari tipi di accenti, con riferimenti specifici anche agli accenti tonici. Su un punto però non sono del tutto d'accordo:

fuori di accento tonico le vocali e ed o sono solo chiuse

In teoria per la sarebbe vero, ma in pratica basta andare a Trieste per rendersi conto che lì riescono a pronunciare la /ɛ/ aperta anche nelle sillabe atone!

Tornando invece all'ortografia, può essere utile sapere che la Correzione automatica di Office converte automaticamente le e accentate errate per le parole più comuni:

image

Per visualizzare o modificare l'elenco delle correzioni automatiche in Word 2007:

  1. Fare clic sul pulsante Microsoft OfficeIcona del pulsante , quindi scegliere Opzioni di Word.
  2. Nella finestra di dialogo Opzioni di Word fare clic su Strumenti di correzione, quindi su Opzioni correzione automatica.
Io puffo, tu puffi, noi effettuiamo

immagine dal sito ufficiale dell'anniversario dei Puffi www.smurfs.comIeri sera mi è capitata tra le mani una rivista di qualche mese fa che aveva un articolo sul 50º anniversario della nascita dei Puffi.

Mentre la sfogliavo, intontita dalla stanchezza, mi sono detta che, a pensarci bene (?!), c'è un punto in comune tra il linguaggio dei Puffi e un certo tipo di terminologia informatica: se loro usano il verbo puffare, noi abbiamo effettuare! 

In alcuni ambiti tecnici e specializzati i prestiti dall'inglese sono un fenomeno abbastanza comune. In genere si tratta di sostantivi che vengono adottati come prestiti non integrati, con ortografia e comportamento diversi da quelli dei sostantivi italiani (il plurale è invariato). Se però in inglese sono presenti anche verbi "omonimi" dei sostantivi, oppure se i sostantivi sono forme verbali, in italiano diventa difficile ricorrere ai prestiti anche per i verbi corrispondenti. Ecco allora che si ricorre a una soluzione passe-partout con il verbo puffare effettuare + sostantivo.

Un paio di esempi:

verbo / sostantivo inglese sostantivo italiano verbo italiano
back up / backup backup effettuare il backup
reengineer / reengineering reengineering effettuare il reengineering
roam / roaming roaming effettuare il roaming
spool / spooling spooling effettuare lo spooling

Si potrebbe obiettare che anche i verbi inglesi sono assimilabili, basti pensare ai calchi omonimici come formattare da format. Sono però convinta che nel caso dei verbi questa operazione funzioni solo se si riesce a ottenere prestiti integrati, dove il termine originale non è subito riconoscibile (esempio classico: il sostantivo bistecca, da beefsteak). Secondo me, forme come downloadare, chattare, forwardare, linkare ecc. sono poco accettabili perché includono caratteri o combinazioni di grafemi che non fanno parte dell'ortografia italiana e quindi stridono con la coniugazione che invece segue il comportamento dei verbi italiani. 

[Aggiornamento 6/10/2008: ho creato una pagina di riferimento sui vari tipi di calco e prestito nella lingua italiana]
    

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PS   Quando sono stata a Bruxelles, qualche mese fa, mi aspettavo di vedere in giro cose "puffose", e invece niente, neanche all'aeroporto. Da quelle parti sono molto più visibili Tintin (anche di cioccolata!) e in generale i personaggi di Hergé, addirittura in grande scala:

murales a Bruxelles

Chiave, chiavetta, penna, pennetta...

Il titolo non è l'inizio di una filastrocca ma un rimando al termine del mese di ottobre nel Portale linguistico Microsoft.

nib = penninoEh sì, è già il primo ottobre, data che a me ricorderà sempre che da piccola ho fatto in tempo a essere una remigina. Ho ancora bene impresso non solo il primo giorno di scuola ma soprattutto l'incubo dei pennini e del calamaio incorporato nel banco, però vengo guardata con perplessità se lo racconto: non sono così vecchia e devo ancora trovare qualcuno della mia generazione costretto a una simile tortura, peraltro non durata troppo a lungo perché avevo prontamente ricevuto in regalo dal papà un'apprezzatissima penna stilografica.

Il primo ottobre come data evocativa non fa certo parte della cultura dei più giovani o di chi non è stato a scuola in Italia (ancora meno i pennini spuntati!) ma mi dà la scusa per parlare di un dizionario divertente da sfogliare, Parole per ricordare - Dizionario della memoria collettiva, sottotitolato Usi evocativi, allusivi, metonimici e antonomastici della lingua italiana:

remigino   bambino che frequenta la prima elementare; in particolare, bambino che affronta il primo giorno di scuola. Per molti anni, infatti, fu stabilito che questo giorno fosse il primo ottobre, festa di San Remigio. Il termine si applica, più in generale, a chiunque esordisca in un'attività.

Altro esempio con alcuni riferimenti culturali riconoscibili solo da chi è cresciuto con la televisione in bianco e nero:

Richetto   il bambino asino e ripetente dello Zecchino d'oro , impersonato dall'attore Peppino Mazzullo, che era anche la voce di Topo Gigio, e che nei dialoghi con il presentatore Mago Zurlì descriveva il mondo della scuola dal punto di vista dell'ultimo della classe. 

Il Dizionario della memoria collettiva e risorse simili, ad es. An A to Z of British Life, sono utili per chi si occupa di traduzione, localizzazione e terminologia proprio perché aiutano a identificare eventuali riferimenti culturali nella lingua di partenza e ad adottare soluzioni per gestirli adeguatamente anche nella lingua di arrivo. A questo proposito, l'articolo di ottobre nel Portale linguistico Microsoft accenna alle Competenze culturali nel ciclo di vita del prodotto.


...

Giornata mondiale della traduzione

Oggi è la Giornata mondiale della traduzione, nata nel 1991 per iniziativa della International Federation of Translators.

La data non è casuale: il 30 settembre è San Girolamo, patrono dei traduttori. 

C'è una proliferazione di giornate mondiali ed europee di vario genere e questa ricorrenza è destinata a passare http://www.worldaccent.com/blog/images/international_translation_day_e-card.pdfin sordina, però vale la pena spendere una parola di apprezzamento per il traduttori e il loro lavoro: hanno un ruolo fondamentale nella comunicazione ma troppo spesso rimangono nell'ombra.

E mi fa piacere notare che il tema scelto per la giornata 2008, Terminology: Words Matter, sottolinea l'importanza della terminologia e relativa standardizzazione.

...

PS Suo malgrado, San Girolamo è ricordato anche per un errore di interpretazione che ha fatto sì che Mosè avesse le corna in molte rappresentazioni artistiche (stessa radice per i termini che indicano irradiare luce e corna, da cui la confusione)...

Il bel Paese dove il weekend suona

Articolo interessante su Treccani.it, Il bel Paese dove il weekend suona, perlomeno a partire dalla sezione In guerra contro l’inglese.

Con riferimento al sondaggio della Società Dante Alighieri sull'(ab)uso delle parole straniere in italiano, a cui era stato dato abbastanza rilievo nella stampa estera (es. qui e qui) e in parecchi blog, viene fatta un'analisi della presenza effettiva dei termini inglesi in italiano, rilevando che sono utilizzati soprattutto in ambiti specializzati (informatica, economia, finanza, ecc.) e che nel linguaggio comune in realtà hanno scarsa presa: 

[...]
La quota più cospicua di parole d’origine inglese è d’importazione recente e di ambito settoriale (qui l’inglese sopravanza il francese); ma se ci si restringe ai circa 50.000 lemmi del vocabolario corrente (sedimentate da più tempo), la percentuale delle voci d’origine francese è del 5%, mentre è del 3% per l’inglese. Se ci si focalizza poi sul fondamentale vocabolario di base (i mattoncini lessicali di quel solido costrutto di cui sono fatte gran parte delle nostre conversazioni quotidiane), la percentuale di anglicismi si abbassa allo 0,7% (50 parole), quella di francesismi è del 5,7% (più di 400 parole). Insomma la reale capacità di penetrazione degli anglicismi è limitata. «La sensazione – scrive Antonelli (p. 18) – è che il fenomeno si allarghi – come suol dirsi – a macchia d’olio, cioè in modo esteso ma superficiale: abbastanza sistematico, ormai, nella comunicazione di massa, sicuramente più esteso di prima nella lingua di tutti i giorni, ma ancora molto lontano dall’intaccare il nucleo della lingua spontanea, della comunicazione familiare».
Degli anglicismi ogni anno immessi a carrettate da molti dizionari dell’uso nel lemmario, a breve molti se ne vedranno scorrere, cadaveri, lungo il fiume: questione di anni.
[...]

Buon fine settimana!!

Nuove guide di stile nel Portale linguistico Microsoft

logo ufficiale e collegamento al sito della Giornata europea delle lingue

Buona Giornata europea delle lingue a tutti!

Ne approfitto per segnalare che dal Portale linguistico Microsoft ora sono scaricabili 25 nuove guide di stile (60 in totale) con le indicazioni per la localizzazione del software in altrettante lingue.

...

Segnali di globalizzazione

immagine originale dall'articolo You Want a Revolution - time.comUn numero recente del settimanale TIME dedica una pagina intera ai vantaggi delle rotonde, chiarendo innanzitutto cosa sono e come funzionano, con tanto di foto esplicativa:

[...] roundabouts, those circular alternatives to street intersections [...]    The problem is teaching Americans how to navigate them. (Folks, cars entering a roundabout yield to those already in it.)

Da un punto di vista europeo è perlomeno curioso che un settimanale americano, destinato comunque a un pubblico globale, dia queste informazioni: possibile che gli americani non sappiano cosa sono le rotonde?

O forse sono io che mi "fisso" su questi particolari, a causa del mio lavoro? Language Excellence, il team di cui faccio parte, fornisce servizi linguistici a supporto di globalizzazione, localizzabilità e localizzazione, tra cui le cosiddette globalization review: una valutazione di nomi di prodotti o servizi, immagini e messaggi non verbali per verificare che siano accettabili in mercati diversi, globalmente, senza dover intervenire con traduzioni o adattamento.

In queste valutazioni sono richieste competenze culturali, ovvero la capacità di identificare particolari aspetti che riflettono caratteristiche tipiche della lingua e della cultura del paese di origine (gli Stati Uniti per i prodotti Microsoft) e confrontarli con i sistemi equivalenti del proprio mercato.

Un caso tipico sono i colori, che possono avere connotazioni diverse in culture diverse: ad es. in molti paesi asiatici il colore del lutto è il bianco e non il nero, qualche italiano superstizioso rifugge il viola mentre per gli americani è un colore elegante e nobile, ecc. (altri esempi qui). etichetta 1

Supponiamo che ci venga chiesta una globalization review per l'etichetta qui a sinistra, con l'indicazione che segnalerà un messaggio importante che deve essere letto prima di procedere con una particolare operazione: chi ha prodotto l'etichetta vuole assicurarsi che il layout e i colori scelti non abbiano connotazioni indesiderate nei vari mercati.

Per i paesi europei non ci sono controindicazioni ma è utile sottolineare che segnali stradali americanila combinazione giallo+nero, etichetta 2tipica dei segnali stradali negli Stati Uniti, comunica implicitamente che si deve prestare attenzione solamente a chi ha familiarità con questo sistema ma non a chi vive altrove. In Europa l'effetto "avviso importante" potrebbe essere raggiunto più facilmente con una combinazione di colori che includa il rosso, come nei segnali stradali a cui siamo abituati.

Nelle globalization review vanno quindi identificate le informazioni implicite della cultura di partenza per valutare se sussistano anche nella cultura di arrivo e, in caso negativo, se sia accettabile perderle o se si debba ricorrere a soluzioni alternative per renderle esplicite. Esempio: come abbiamo visto, non si può dare per scontato che un americano capisca il concetto di "rotonda".

Tornerò sull'argomento differenze culturali perché penso sia un aspetto molto interessante delle attività di Language Excellence... perlomeno per me!

....  

simbolo di radioattività nuovo simbolo di radiazioni pericolose PS  A proposito di combinazioni di colori nei cartelli, credo non sia un caso che recentemente l'International Atomic Energy Agency abbia creato un nuovo simbolo per le radiazioni pericolose che privilegia il rosso e una forma triangolare: il simbolo tradizionale con sfondo giallo è infatti risultato poco intuitivo e non facilmente riconoscibile.

Una consonante di differenza...

Un intervento che mette in evidenza la confusione causata da termini simili, sottolineando così l'importanza di usare la terminologia corretta e di verificare le fonti: Latte alla melaNina, un nuovo abbronzante?.

[Aggiornamento 10/10/2008: un articolo su questo argomento nel Portale Treccani, Melammina, melanina]

Che segno di punteggiatura sei?

In giro ci sono test "psicologici" (?!) di ogni genere. Per chi ha qualche minuto da perdere in stupidaggini, What Punctuation Mark Are You? (via Brave New Words).

punteggiatura

Large Hadron Collider, analisi linguistica e "noun stack"

Oggi su Language Log c'è una lunga disquisizione, Pronouncing the LCH, sull'analisi sintattica e prosodica del nome Large Hadron Collider:

  1. [Large [Hadron Collider]], un [grande [acceleratore di particelle]], accento su collider
    oppure
  2. [[Large Hadron] Collider], un [acceleratore di [grandi particelle]], accento su hadron?

L'interpretazione corretta sarebbe la 1, ma la pronuncia più comune è la 2... 

Mi consola comunque che anche i linguisti possano avere qualche esitazione con i nomi composti in inglese, gergalmente noti come noun stack ("cataste" di sostantivi), comunissimi nei contesti informatici e non sempre facili da analizzare correttamente per le lingue che hanno un ordine delle parole diverso dall'inglese. 

Un esempio vecchiotto (interfacce pre Office 2007) ma che rende bene l'idea, le possibili interpretazioni di standard toolbar color:

  1. toolbar colorColore della barra degli strumenti standard
  2. Colore standard per la barra degli strumenti
  3. Colore delle barre degli strumenti standard
  4. Colore standard per le barre degli strumenti

Da un punto di vista linguistico, tutte le interpretazioni sono valide. Nell'ambito del prodotto, però, solo la 4 era corretta: non esisteva un’unica barra degli strumenti né una barra degli strumenti standard, era invece possibile scegliere un colore predefinito (standard) per tutte le barre degli strumenti del prodotto.

In un sistema di gestione della terminologia, le singole voci del database terminologico sono completate da metadati (informazioni grammaticali, sintattiche, ecc.) che aiutano a risolvere queste ambiguità.

Che relazione c'è tra obsoleto, disapprovato e deprecato?

Il database terminologico Microsoft documenta la terminologia informatica usata nei prodotti localizzati. Non include invece i termini che rappresentano concetti generici usati anche in contesti non informatici.

L'aggettivo inglese frequent, ad esempio, appare nelle stringhe di parecchi prodotti ma non è incluso nel database perché il suo significato ("che avviene spesso") è generico e non acquista accezioni particolari in ambito informatico.

La distinzione tra significato generico e significato specializzato non è sempre così ovvia e per questo è utile gestire la terminologia all'interno di sistemi concettuali. Cercherò di spiegarlo con un esempio recente. 

La lingua inglese ha un lessico 3-4 volte superiore a quello delle altre lingue europee e non sempre tra i termini inglesi e quelli nelle altre lingue c'è una corrispondenza univoca. Esempio: in contesti generici l'aggettivo italiano obsoleto può rappresentare una scelta di traduzione più che accettabile non solo per l'aggettivo inglese obsolete ma anche per deprecated e outdated (spesso praticamente sinonimi).  

In un contesto specifico relativo a caratteristiche del software o elementi di programmazione, però, la stessa traduzione non è più adeguata perché il termine inglese obsolete assume un significato specializzato: fa parte di un sistema concettuale dove coesiste con deprecated. In questo sistema, obsolete e deprecated non sono più sinonimi ma termini correlati, associati a due concetti diversi, e sono in relazione con altri concetti, rappresentati da altri termini, come nell'esempio:   obsolete deprecated etc

Finalmente arrivo al punto: solo quando obsolete e deprecated sono stati documentati nel database come termini informatici associati a concetti specifici  ci siamo accorti della traduzione italiana generica deprecated à obsoleto, passata fino a quel momento inosservata nelle stringhe di alcuni prodotti e potenzialmente in conflitto con obsolete à obsoleto.

D'ora in poi in italiano useremo deprecato, termine non comune ma entrato nel linguaggio tecnico come calco dall'inglese. Le alternative disapprovato e non approvato, di comprensione forse più immediata per utenti meno tecnici, sono state invece scartate: non si sa mai che nello stesso sistema concettuale prima o poi vengano introdotti disapproved e not approved!

Mi sono dilungata molto, spero però di essere riuscita a sottolineare che per evitare potenziali errori (ma anche per riuscire a correggerli!) è importante
Ÿ analizzare i termini in un sistema concettuale anziché individualmente 
Ÿ identificare l'eventuale polisemia di termini apparentemente generici
Ÿ documentare le relazioni tra concetti.

E grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qui.
  .

PS  Nessuno è perfetto, e nella pagina Commenti e suggerimenti nel Portale linguistico Microsoft si possono segnalare eventuali errori terminologici.

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Vedi anche:

Parla come mangi 3

Dal Corriere della Sera, in L'inglese e gli errori: «Aboliamo le regole dell'ortografia», sulla mancata corrispondenza tra pronuncia e ortografia: 

Il problema è che l’inglese non è una lingua fonetica. Prendiamo due verbi che terminano per "e" e che sono di quattro lettere, due consonanti e due vocali: "give" (dare) e "love" (amare). Il primo si pronuncia "giv"; in "amare" invece la e finale si sente: "love".

Forse il giornalista avrebbe dovuto verificare gli esempi o sceglierne di meno conosciuti. Eppure la pronuncia dei termini inglesi è facilmente consultabile, ad es. The Free Dictionary permette di ascoltare sia la pronuncia britannica (Br) che quella americana (Am). Altre risorse: 

In alternativa, il consiglio molto ufficioso che ci veniva dato all'università: trovarsi un romantic interest di madrelingua. Sicuramente la pronuncia di love dovrebbe migliorare.

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Aggiornamento: le frasi incriminate sono state eliminate dall'articolo del Corriere. Ecco l'originale:

Corriere e spelling

Isabella Massardo (Taccuino di traduzione 2.0) in Riforma chiarisce invece come il titolo dell'articolo originale inglese (Let pupils abandon spelling rules, says academic) abbia dato origine a fraintendimenti che sono poi stati propagati nell'articolo del Corriere.

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Vedi anche: Parla come mangi 1 e 2

Portale Treccani.it

Il portale Treccani.it è stato rinnovato, non solo graficamente ma anche nei contenuti: aree tematiche, una sezione con migliaia di neologismi, approfondimenti, collegamenti a enciclopedie, dizionari e banche dati, ecc.

È una versione beta e c'è ancora qualcosa da sistemare, specialmente in alcune funzionalità di ricerca e consultazione, ma i miglioramenti rispetto alla versione precedente sono parecchi, specialmente in usabilità.

Mi piace l'interfaccia del Vocabolario Treccani. Le voci hanno un'indicazione della lunghezza e sono facilmente espandibili; in questa versione viene usato l'alfabeto fonetico internazionale per la pronuncia (non sempre inclusa nei dizionari online) e per i termini stranieri viene indicata sia la pronuncia originale che quella usata in italiano. Non è stata mantenuta la ricerca anche per la parte iniziale, interna o finale di una parola ma spero venga reintrodotta (si può provare con l'asterisco ma i risultati non sono quelli che ci si aspetterebbe).

Una novità interessante: si possono aggiungere commenti alle voci e segnalare neologismi e termini regionali.

Vocabolario Treccani

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