14 February 2007
Un po' di teoria sull'analisi di rischio delle vulnerabilità Microsoft - 1a puntata
A fronte del bel pacchetto di bollettini di sicurezza emessi ieri sera, conto di fornirvi le considerazioni sintetiche per supportarvi nell'analisi di rischio. Prima però di poter procedere in tal senso credo sia opportuno anticiparvi in questo post i criteri di analisi che utilizziamo nel PCfS (in attesa di raccontarvi di più del mio team trovate la definizione in questo post) per stimare la criticità di una data vulnerabilità Microsoft, in modo che possiate comprendere meglio le indicazioni che vi darò nel prossimo post.
Il punto di partenza è definire un range di criticità e individuare l'estremo superiore di questa scala: qual è la vulnerabilità teorica più critica a cui si possa pensare ? Facile: è quella in grado di avere un impatto significativo in termini di danno causabile, su un numero elevatissimo di sistemi (tipicamente su scala internazionale), con la massima velocità di propagazione immaginabile e nel modo più automatico possibile. Abbiamo già avuto un esempio di malware con molte di queste caratteristiche: ricordate SQL Slammer ? E' stato calcolato che quando apparve SQL Slammer nel gennaio 2003 furono infettate circa 75.000 sistemi nel primo minuto e il 90% dei sistemi vulnerabili a livello mondiale fu infettato nei primi 10 minuti di vita del malware. Per fortuna il numero assoluto dei sistemi vulnerabili non era elevatissimo, trattandosi di una vulnerabilità di SQL/MSDE.
Ecco, definite le caratteristiche della vulnerabilità peggiore in assoluto, deriviamo i parametri che ci permettono di misurare questa pericolosità: i principali elementi che ci permettono di fare una prima valutazione del rischio sono i seguenti
- Impatto della vulnerabilità: remote code execution (il peggiore), privilege elevation, information disclosure, spoofing…
- Sfruttabilità da remoto: remote exploit (il peggiore), local exploit
- Attacco autenticato o meno, e con quali privilegi: anonymous attack (il peggiore), authenticated attack con bassi privilegi, e authenticated attack con alti privilegi
- Privilegi sfruttabili: Local System (il peggiore), Local/Network Service, quelli dell'utente loggato interattivamente, nessuno
Ve ne sono ovviamente altri che permettono di qualificare ancora meglio la gravità di una vulnerabilità, ma questa quaterna di parametri da sola è già un ottimo indicatore: se, per esempio, avessimo una vulnerabilità con i peggiori valori per tutti e quattro i parametri indicati … potremmo cominciare a preoccuparci seriamente! Certo prima di entrare in fibrillazione (… in realtà un security professional dovrebbe sempre avere la virtù del self-control più sviluppata degli altri …) dovremmo verificare la presenza di eventuali fattori che mitigano il rischio (sono gli altri parametri di cui parleremo una prossima volta), ma intanto questa sarebbe una vulnerabilità da tenere in buona considerazione!
Detto questo vi lascio alla lettura del prossimo post (spero di ultimarlo in fretta in modo che possa esservi subito d'aiuto) … A presto !
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