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    QuiBrowser migra

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    QuiBrowser si sposta, migra su un'altra piattaforma, cambia logo e impaginazione, migliora la compatibilità html5, modifica anche l'url, semplificandolo in quibrowser.it. As simple as that. Poi se proprio volete, potete anche inserire il www davanti.

    E per chi ci segue usando IE9, siamo anche "pinnabili" sulla taskbar, con jump list in via di definizione. Visto che la funzionalità pined sites ci è sempre piaciuta molto, siamo orgogliosi di esserci allineati con essa. Leggerci e rimanere aggiornati sarà ancora più semplice.

    Questo è l'ultimo post pubblicato su Technet, che ringraziamo molto per l'ospitalità, i prossimi risiederanno su Dexter, dove è stato copiato anche l'archivio dei post pubblicati fin qui su Technet. Dovrebbero risolversi così anche i problemi segnalati da qualcuno di voi riguardo l'incompatibilità del blog con l'ultima versione di Safari. Dateci come al solito feedback e consigli su come migliorare l'aspetto e l'organizzazione della nuova veste di QuiBrowser.

    A presto sul nuovo QuiBrowser!

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    Ducati sceglie Html5 e IE9

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    Ducati è l'azienda che forse meglio di tutte incarna i concetti su cui è stata basata la campagna di comunicazione di Internet Explorer 9: velocità e bellezza. Il vanto del design e della motoristica italiana - che con l'arrivo di Valentino Rossi nella squadra corse di Borgo Panigale diventa ancor più ambasciatore dell'Italia nel mondo - su queste due caratteristiche ha fatto la propria fortuna. E probabilmente non è un caso che sia stata anche uno dei primi partner che hanno lavorato con Microsoft per l'ottimizzazione dell'uso delle nuove specifiche di Html5 e dell'accelerazione hardware adottata da IE9. Ieri, alla presentazione italiana di IE9 presso i Frigoriferi Milanesi c'è stata l'occasione di ascoltare direttamente da Patrizia Cianetti, general manager di Ducati.com, salita sul podio dei relatori dopo Silvia Candiani, Lorenza Poletto e Massimo Crippa, cosa significa lavorare al web del futuro. Dopo la presentazione abbiamo approfittato della sua presenza per farle alcune domande.

    Innanzitutto cosa vuol dire passare a Html5?
    È un passaggio epocale. Lato azienda è tutto da rifare, soprattutto per chi come noi faceva abbondante uso dei plug-in e degli add-ons come Flash per visualizzare i contenuti del sito, e il lavoro è lungo ma darà i suoi frutti nell'immediato futuro.

    L'inizio della nuova era del web è stato fatto a braccetto di Microsoft, siete tra i primi ad aver collaborato col team di sviluppo di IE9 per realizzare le nuove pagine web e tradurre quelle vecchie. Un lavoro che è iniziato fin dalla presentazione delle Beta, nel settembre scorso. Come sono andate le cose?
    Lavorare con Microsoft è stato molto semplice. La società bolognese che si occupa del nostro sito non ha avuto alcun tipo di problema nella collaborazione, che prosegue in maniera molto fluida. Il plug and play delle modifiche è stato eccellente. Per quanto riguarda quanto fatto fin qui, negli ultimi mesi è stata quasi ultimata l'eliminazione di Flash, che ora rimane solo per alcune fotogallery presenti sul sito

    E da qui in avanti?
    Continueremo a lavorare con le nuove specifiche Html5, in particolare ci stiamo concentrando sui fogli di stile per aggiungere bellezza velocità e appeal alle pagine Ducati.

    Non potevamo risparmiarci un'uscita di pista, sconfinare dalla velocità del web a quella delle due ruote, visto l'approdo del Dottor Rossi in sella alla Desmosedici: come si sta con Valentino al manubrio?
    È assolutamente eccezionale, ne ho conosciuti tanti di piloti, anche molto bravi (in Ducati sono passati campionissimi come Fogarty, Stoner, Hayden, Melandri e Capirossi, ndr) ma Valentino ha un'energia unica, lavorare con lui è eccitante.

     

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    Lancio di IE9 a Milano

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    Cosa c'entrano i pesci in un acquario con la bellezza del web? Per scoprirlo venite domani alle 11.30 all'evento di lancio di Internet Explorer 9 che si terrà presso i Frigoriferi Milanesi in Via Piranesi 10 a Milano. Durante la giornata, oltre alla presentazione della release to the web scaricabile dal 14 marzo, saranno presenti alcuni partner e sviluppatori che hanno utilizzato già le specifiche del nuovo set di standard Html5, ottimizzate per sfruttare anche l'accelerazione hardware di IE9. QuiBrowser sarà presente all'evento e lo seguirà anche con un live tweet.  

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    IE9 il giorno dopo

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    Sono stati due giorni davvero intensi. Prima il lancio di IE9 al SXSW di Austin, il giorno successivo il WebCamp per illustrare i nuovi standard web Html5, di cui abbiamo fatto live-coverage via Twitter.
    La ricezione del nuovo browser presso la stampa specializzata è stata ottima. Certo ci sono delle eccezioni, come questo articolo di Zdnet che indica cinque motivi per non installarlo, ma la maggior parte delle recensioni sono state entusiastiche. Su tutte forse si distingue per approfondimento dell'analisi e soddisfazione espressa su IE9 quella di Ars Technica.
    Tra le molte cose scritte sul nuovo Explorer c'è stata la segnalazione (lanciato a dire il vero più come un allarme che come una notizia) di un bug che renderebbe vulnerabile IE9. Il bug non è nuovo, è stato scoperto un paio di mesi fa e, benché non ancora risolto con una patch, è stato diffuso un fix-it e molte indicazioni su come evitare possibili danni. I danni che fino a qualche giorno fa rimanevano nella dimensione del possibile (si era scoperta cioè la falla ma non era stata sfruttata), in questi giorni di sono materializzati in alcuni attacchi veri e propri, ancorché limitati e circoscritti, come appare dall'aggiornamento del Security Advisory di Microsoft.

    Per portare un po' di chiarezza su questo problema di sicurezza ci sono due risorse: la prima è il risultato del contest annuale dedicato all'hacking dei browser, il Pwn2Own, da cui IE9 è uscito indenne. La seconda è la voce di un esperto, anzi dell'esperto di sicurezza di Microsoft Italia, Feliciano Intini. Feliciano ha già trattato della vulnerabilità segnalata in questi giorni in un post che risale a fine gennaio, ma ribadsice alcune questioni di massima sull'argomento:
    "Innanzitutto stiamo lavorando a una soluzione che è programmata per un rilascio ordinario; il bug inoltre riguarda un componente di Windows (Mhtml), IE è solo il vettore d'attacco e quindi la versione di IE è irrilevante; infine il tipo di vulnerabilità non è delle più gravi, si tratta infatti di un bug che rende possibile l'Information Disclosure e che è molto meno pericolosa di quelle che abilitano la Remote Code Execution". Ulteriormente semplificato il messaggio è che presto arriverà la patch, che di fatto è Windows a essere vulnerabile e non IE9, e che un attacco che sfruttasse questa vulnerabilità potrebbe carpire informazioni sull'utente, non eseguire codice sulla sua macchina.

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    Il grande giorno di IE9

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    Stanotte (alle 21 ora locale in Texas) sarà presentata la versione finale - Release to the web o RTW - di IE9. Per l'occasione un party preceduto da una conferenza stampa nella cornice del Festival SXSW (South by South West) ad Austin. 

    Nonostante ci si possa attendere qualche novità minima, nella sostanza quanto di nuovo c'è nell'ultimo browser della famiglia Explorer non è un segreto. Dean Hachamovitch, responsabile di IE9, ha pubblicato la lista degli interventi fatti a partire dalla prima platform preview presentata un anno fa. Senza scendere in dettagli - per quelli il post di Hachamovitch è una risorsa esaustiva - le ultime migliorie riguardano do not track, download manager, tab e pinned sites. C'è anche una interessante videointervista a Hachamovitch e Ryan Gavin, responsabile del marketing di IE, rilasciata a Channel9 in cui vengono spiegate in un linguaggio meno tecnico, evidenziando il fondamentale supporto dei milioni di feedback ricevuti dagli sviluppaori e dagli utenti che hanno scaricato la Beta (oltre 36milioni) in questi mesi di messa a punto del browser.

    Click here to play this video

    Ma non solo voci dall'interno di Microsoft, anche qualche giornalista specializzato è riuscito a mettere gli occhi sulla RTW, in particolare quelli di PCWorld, la rivista tecnica vera e propria istituzione per il settore. I commenti sono ottimi, come lo erano stati e non solo su PcWorld sia per la Beta presentata sei mesi fa che per la Release Candidate del mese scorso. Mark Sullivan, il reporter che ha visto in anteprima il nuovo browser, è rimasto particolarmente impressionato dall'interfaccia utente, che tende a scomparire lasciando il navigatore a tu per tu col contenuto, e dalle prestazioni grafiche dovute all'accelerazione hardware.

    Mancano ormai poche ore, domattina - per chi non vuole farsi la notte ad aspettare la distribuzione della versione inglese - ci si potrà scaricare IE9 e sperimentare in prima persona un nuovo modo di navigare il web.

    UPDATE: Nella notte, con un leggero anticipo sulla conferenza stampa di presentazione, è stato rilasciato IE9 in 40 lingue. SI può scaricare il nuovo browser sul sito beauty of the web. Il team di sviluppo di IE9 è particolarmente orgoglioso del prodotto, come comprensibile visti i risultati. Buona navigazione a tutti, nel nuovo web. Quello più bello...

     

     

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    Arriva IE9, cestinate IE6

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    All'alba della stagione di IE9, che verrà presentato nella sua versione stabile (RTW release to the web) il 14 marzo, è il momento migliore per liberarsi degli oggetti vecchi, da buttare dalla finestra nel più tipico spirito di fine anno.
    Gli sforzi compiuti da Microsoft per convincere gli utenti a dismettere la sesta versione di Internet Explorer sono stati ingenti, con la creazione di un'apposita task force deputata all'eliminazione del browser ormai vecchio di dieci anni e non più compatibile col web odierno. Un ferro vecchio, pur con tutto il rispetto per un software di navigazione che ha segnato la storia del web. Un browser che crea problemi di sicurezza e performance agli utenti finali e un notevole dispendio di tempo per i programmatori che devono realizzare siti e applicazioni customizzandole anche per IE6, senza contare che molti sviluppatori hanno smesso di supportarlo e quindi i loro siti non sono più navigabili con la sesta versione di Explorer.
    Ora per accelerare il processo di abbandono c'è un nuovo strumento, un sitoweb dedicato battezzato IE6 countdown  (il conto alla rovescia per IE6) che tiene traccia della diffusione del browser. Diffusione che nonostante gli sforzi è ancora troppo alta, pari al 12 per cento a livello globale. L'obiettivo dichiarato dal sito è raggiungere una quota di mercato inferiore all'un per cento. Al momento solo due Paesi vantano una percentuale d'uso inferiore a questa soglia, e sono la Svezia (0,7) e la Finlandia (0,9). Per gli altri resta ancora un po' di lavoro da fare. Non tanto in Europa, dove in media l'adozione di IE6 è intorno al 3 per cento (Francia e Svizzera 3,9; Italia e Spagna 3,3), né in America dove le pecore nere sono Argentina (4,5%) e Venezuela (5%), comunque ben al di sotto della media globale.



    La vera emergenza è in Asia, dove anche nazioni tecnologicamente evolute come il Giappone e la Corea del Sud sono ancora attanagliate dal ferro vecchio: 10 per cento in Giappone (così come in Vietnam, Arabia Saudita e Taiwan) e addirittura 25 per cento in Corea. Il dato però che preoccupa di più Redmond è quello che riguarda la Cina, dove IE6 è presente ancora su un terzo (34,5%) delle macchine attive. Visto che stando ai sondaggi e alle analisi IE6 è presente soprattutto in ambito aziendale, vale la pena per sostenere il progetto di eliminazione, ricordare le soluzioni per quelle aziende che restano impelagate col vecchio software. La prima soluzione viene offerta dai Microsoft Services che guidano l'aggiornamento a IE8,  c'è poi l'Internet Explorer Springboard Series.  Per aiutare i responsabili IT a convincere i propri responsabili a migrare a IE8, lo strumento più prezioso è il computo dell'impatto economico che tale migrazione avrà sul bilancio aziendale, realizzato anche grazie al supporto degli analisti di Forrester.

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    WebCamp sull'Html5

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     Che il rapporto tra Explorer e gli standard sia cambiato e non di poco negli ultimi anni, è ormai un dato di fatto. Per celebrare definitivamente la nuova linea per lo sviluppo del browser più usato al mondo sono state organizzate delle giornate dedicate all'Html5 e ai vantaggi che comporta per gli sviluppatori in primis e di conseguenza anche per gli utenti. Martedì prossimo, il 15 marzo dalle 14.30 inizierà il WebCamp organizzato da Microsoft per illustrare il supporto agli standard web Html5. L'evento inizierà alle ore 14.30 e per due ore circa vedrà alternarsi un trio di Evangelist - Giuseppe Guerrasio (Architect Evangelist), Gabriele Castellani (Evangelist Manager) e Pietro Brambati (Developer Evangelist) - che spiegherà le novità per gli sviluppatori. In particolare verranno affrontati questi argomenti: Pinned Sites, CSS3, Canvas, Video e geolocalizzazione, webstorage,JavaScript e i web standard in evoluzione (Websocket e IndexedDB).
    È possibile seguire i lavori esclusivamente online, attraverso uno streaming HD, e sarà disponibile una Chat Live in tempo reale con alcuni esperti Microsoft che risponderanno alle domande degli utenti interessati. Inoltre durante l'evento saranno messe in palio quattrocento t-shirt con il nuovo logo Html5, che verranno date a chi risponderà esattamente a una delle quattro domande che verranno poste online in corso d'opera. Al termine dell'evento sarà anche possibile approfondire on-demand alcuni temi trattati dai tre evangelizzatori. Tre i percorsi di approfondimento: Html5, Javascript e CSS3; applicazioni ASP.NET open source; ASP.NET MVC 3 e WebMatrix.

    Il WebCamp sarà seguito anche via Twitter, da più di un account Microsoft tra cui anche QuiBrowser, e i tweet saranno distinti dall'hashtag #webcamponline.
    Per ulteriori informazioni e per la registrazione all'evento andate sul sito dedicato al WebCamps.

     

     

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    Un anno dopo il ballot screen

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    Browser choice o ballot screen che dir si voglia, è passato ormai un anno da quando con ogni versione di Windows viene presentato all'utente la scelta tra i browser compatibili con il sistema operativo. Il provvedimento giunto al termine di una lunga indagine condotta dalla Commissione europea aveva lo scopo di liberare i clienti Windows dal lock-in (o bundle) con Internet Explorer, restituendo loro la libertà di scelta o, per essere più precisi, aiutandoli a vincere la loro pigrizia.

    Trecentosessantacinque giorni dopo l'introduzione del ballot screen cosa è cambiato? Nella forma tutto, gli utenti oggi sono effettivamente portati a compiere una scelta che prima potevano permettersi di non fare (adottando semplicemente il browser di default per Windows che era Internet Explorer). Nella sostanza però, e cioè nei numeri, non molto. Le tendenze di crescita o di calo dei principali browser non sono state modificate dalla schermata iniziale imposta dall'allora commissario per l'antitrust Neelie Kroes. Per rendersene conto basta controllare i dati del mercato europeo dei browser (il provvedimento è limitato infatti al solo vecchio continente): Explorer era in calo già prima del primo marzo 2010, quello che ha perso in questi dodici mesi è andato a solo vantaggio di Chrome, che peraltro era in netta ascesa già prima dell'anno scorso. Firefox e Safari non hanno minimamente giovato del ballot screen, e il sorpasso di Firefox ai danni di Explorer in Europa è dovuto più al calo del prodotto di Microsoft che a una crescita - che non c'è stata - del browser di Mozilla.

    Opera poi ha addirittura perso posizioni negli ultimi dodici mesi. E nemmeno i piccoli player proposti tra i dodici browser tra cui scegliere nella schermata iniziale di Windows hanno avuto segnali significativi di crescita: tutti sono rimasti sotto quota 0,05 per cento del mercato europeo. Una mini inchiesta condotta da PcPro è andata a intervistare i responsabili dei browser meno diffusi, come Maxthon, FlashPeak e SlimBrowser (che hanno unito le forze), SRWIron e Lunascape. In generale per loro le cose non sono cambiate sostanzialmente dal primo marzo 2010.

     

     

     

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    A febbraio la famiglia Explorer torna a crescere

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    Puntuali come sempre i dati NetApplications sul mercato dei browser del mese appena trascorso. A febbraio però ci sono stati dei segnali in controtendenza rispetto ai mesi precedenti. La notizia più evidente è che la famiglia Internet Explorer sale dal 56 al 56,77 per cento, arrestando il declino costante degli ultimi sei mesi, mentre scende dell'un per cento quella di Firefox (da 22,7 a 21,8 per cento). Rallentano la propria crescita sia il browser di Google (+0,23 contro il +0,72 del mese precedente) che quello di Safari (+ 0,06) e Opera mette a segno un lieve ribasso (- 0,13 per cento).

    All'interno della famiglia Internet Explorer, IE8 continua a crescere e arriva a sfiorare quota 35 per cento (34,95) e confermandosi di gran lunga il browser più usato al mondo (due volte tanto il secondo in classifica, Firefox 3.6). Ma il dato forse più attraente per Microsoft è quello relativo a IE9, che è stato scaricato 11 milioni di volte dalla distribuzione della release candidate (36 milioni i download complessivi da quando è stata resa disponibile la Beta a metà settembre). Prima della versione definitiva (la Rtw) annunciata per metà marzo, IE9 rappresenta già lo 0,6 per cento di mercato e il più del 2 per cento di chi ha macchine che usano Windows7. resta purtroppo ancora alta la quota di mercato di IE6, che perde poco rispetto al mese precedente, e resta sopra l'11 per cento.

    In casa Google invece Chrome9 ruba tutti gli utenti a Chrome8, 'furto' scontato visto l'aggiornamento automatico del browser di Brin e Page.

     

     

     

     

     

     

     

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