È nata una polemica tra 'evangelizzatori' nei giorni scorsi innescata da un post dell'evangelist di Mozilla Paul Rouget in cui IE9 viene definito un browser non moderno. Le argomentazioni vertono sulla bontà dei test che dimostrerebbero l'eccellenza di Explorer 9 in fatto di supporto agli standard. Nel dettaglio viene contestata la supremazia dei test in cui IE9 primeggia rispetto a suite come caniuse o html5test. La replica di Microsoft è giunta per voce di Tim Sneath, web evangelist, che ha articolato il ragionamento in due punti: i test, e i criteri per definire moderno un browser.
Sui test Sneath ricorda la loro adozione da parte del W3C e la maggiore quantità di parametri di cui tengono conto rispetto a caniuse o html5test (820 quelli W3C, una ottantina per html5test). Più interessante però è il discorso sui criteri per poter definire moderno un software per la navigazione del web. Un browser moderno deve essere veloce, sfruttando tutte le potenzialità hardware disponibili (a proposito una delle novità della RC è la modalità dinamica dell'accelerazione hardware). Seconda caratteristica necessaria per ottenere i crismi di modernità è abilitare un'esperienza di navigazione ricca e immersiva per ogni tipo di contenuto (audio, video, grafica o testo). Ma è altrettanto importante per Sneath che un browser si sviluppi secondo linee guida certe e il più possibile coerenti per non abbandonare formati e specifiche in corsa complicando non poco la vita agli sviluppatori di siti e applicazioni. Il riferimento è a Websocket, adottato con troppa premura da Chrome e Firefox e poi rivelatosi pericoloso per la sicurezza e abbandonato, con grave danno per alcuni siti web. Performance, sicurezza per gli utenti, e certezze per gli sviluppatori. Questo è un browser moderno.