La costante evoluzione dei browser, che ha subito una decisa accelerata negli ultimi mesi, è segnata dal tentativo di definire un nuovo standard per la programmazione, l'HTML5. Cosa è esattamente? cosa implica per sviluppatori e utenti? come diventerà standard? Cosa c'era prima - cioè adesso - e perché è necessario aggiornare il codice attuale con un nuovo linguaggio per la progettazione di pagine web?
Partiamo dal fondo. Oggi si usa sostanzialmente HTML4.01, e per essere più precisi si usa l'Xhtml, che è una versione dell'Html4 adeguato all'XML, per agevolare l'encoding di documenti. L'HTML4 è però stato ratificato nel 1998, e rivisto poi l'anno successivo. Finora si è tirato avanti come meglio è stato possibile ma una revisione sostanziosa era necessaria, soprattutto per poter usare con più disinvoltura e leggerezza contenuti multimediali, su tutti il video, oggi sempre più diffuso. Per ovviare alle difficoltà di inserire i video nelle pagine web, oltre ai vari codec delle grandi software house multinazionali, ci si è affidati finora a soluzioni proprietarie come Silverlight o più comunemente Flash Video (il container video format di Flash). La lettera aperta “pensieri su Flash” scritta da Steve Jobs ha infuocato la scena con le accuse mosse dal Ceo di Apple al prodotto di Adobe di essere energivoro e “pesante”, mentre era sostenuto l'utilizzo di standard quali l'H.264 supportato anche da Microsoft e Google. L'alternativa è Ogg Theora sostenuto da Firefox e Opera. Google, che ha reso compatibile Chrome a tutti i formati suddetti, ha appena distribuito con licenza BSD un altro analogo di H.264 e Theora, il VP8 ribattezzato WebM. L'ago della bilancia sembra però essere YouTube, che già usa il codec H.264 con il player Flash (e uno nativo in HTML5): difficile che qualcuno possa permettersi di ignorare i grandi numeri della piattaforma di condivisione video.!-->!-->!-->!-->!-->!-->!-->
La battaglia sui formati di compressione video avrà come teatro il processo di standardizzazione che ratificherà nel dettaglio tutte le specifiche dell'Html5. L'iter che porterà una o più di una di queste alternative avviene all'interno delle istituzioni preposte, ovvero il W3C e il WhatWG. I lavori sono iniziati nell'ormai lontano 2004 e senza ulteriori slittamenti – peraltro probabili – saranno completati non prima dell'autunno 2011. Non è necessario però che lo standard sia completamente definito e già oggi molti browser implementano parti di Html5 e tutti i browser in progettazione sono - chi più chi meno – conformi. Anche perché collaborano con le istituzioni suddette i principali attori del mercato dei browser, Microsoft, Mozilla, Google, Apple e Opera.
Il nuovo linguaggio semplificherà la vita agli sviluppatori di pagine web, che potranno usare un solo codice per tutti i browser, o come ben espresso da Dean Hachamovitch, capo progetto di IE9 “same markup, same results across all browsers”. Inoltre sarà possibile sfruttare una nuova gamma di possibilità che facilitano la definizione della struttura e della semantica di una pagina. Per gli utenti le migliorie sono sintetizzabili in una parola: pagine più leggere e veloci, minori tempi di attesa per il rendering di tutti gli elementi che la compongono. Insomma una navigazione più veloce e in un mare calmo. È possibile vedere i primi risultati – usando i browser html5 compatibili – visitando alcuni siti web già completamente progettati in base a quanto fino a oggi è considerato Html5. Buona navigazione.