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    QuiBrowser migra

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    QuiBrowser si sposta, migra su un'altra piattaforma, cambia logo e impaginazione, migliora la compatibilità html5, modifica anche l'url, semplificandolo in quibrowser.it. As simple as that. Poi se proprio volete, potete anche inserire il www davanti.

    E per chi ci segue usando IE9, siamo anche "pinnabili" sulla taskbar, con jump list in via di definizione. Visto che la funzionalità pined sites ci è sempre piaciuta molto, siamo orgogliosi di esserci allineati con essa. Leggerci e rimanere aggiornati sarà ancora più semplice.

    Questo è l'ultimo post pubblicato su Technet, che ringraziamo molto per l'ospitalità, i prossimi risiederanno su Dexter, dove è stato copiato anche l'archivio dei post pubblicati fin qui su Technet. Dovrebbero risolversi così anche i problemi segnalati da qualcuno di voi riguardo l'incompatibilità del blog con l'ultima versione di Safari. Dateci come al solito feedback e consigli su come migliorare l'aspetto e l'organizzazione della nuova veste di QuiBrowser.

    A presto sul nuovo QuiBrowser!

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    Ducati sceglie Html5 e IE9

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    Ducati è l'azienda che forse meglio di tutte incarna i concetti su cui è stata basata la campagna di comunicazione di Internet Explorer 9: velocità e bellezza. Il vanto del design e della motoristica italiana - che con l'arrivo di Valentino Rossi nella squadra corse di Borgo Panigale diventa ancor più ambasciatore dell'Italia nel mondo - su queste due caratteristiche ha fatto la propria fortuna. E probabilmente non è un caso che sia stata anche uno dei primi partner che hanno lavorato con Microsoft per l'ottimizzazione dell'uso delle nuove specifiche di Html5 e dell'accelerazione hardware adottata da IE9. Ieri, alla presentazione italiana di IE9 presso i Frigoriferi Milanesi c'è stata l'occasione di ascoltare direttamente da Patrizia Cianetti, general manager di Ducati.com, salita sul podio dei relatori dopo Silvia Candiani, Lorenza Poletto e Massimo Crippa, cosa significa lavorare al web del futuro. Dopo la presentazione abbiamo approfittato della sua presenza per farle alcune domande.

    Innanzitutto cosa vuol dire passare a Html5?
    È un passaggio epocale. Lato azienda è tutto da rifare, soprattutto per chi come noi faceva abbondante uso dei plug-in e degli add-ons come Flash per visualizzare i contenuti del sito, e il lavoro è lungo ma darà i suoi frutti nell'immediato futuro.

    L'inizio della nuova era del web è stato fatto a braccetto di Microsoft, siete tra i primi ad aver collaborato col team di sviluppo di IE9 per realizzare le nuove pagine web e tradurre quelle vecchie. Un lavoro che è iniziato fin dalla presentazione delle Beta, nel settembre scorso. Come sono andate le cose?
    Lavorare con Microsoft è stato molto semplice. La società bolognese che si occupa del nostro sito non ha avuto alcun tipo di problema nella collaborazione, che prosegue in maniera molto fluida. Il plug and play delle modifiche è stato eccellente. Per quanto riguarda quanto fatto fin qui, negli ultimi mesi è stata quasi ultimata l'eliminazione di Flash, che ora rimane solo per alcune fotogallery presenti sul sito

    E da qui in avanti?
    Continueremo a lavorare con le nuove specifiche Html5, in particolare ci stiamo concentrando sui fogli di stile per aggiungere bellezza velocità e appeal alle pagine Ducati.

    Non potevamo risparmiarci un'uscita di pista, sconfinare dalla velocità del web a quella delle due ruote, visto l'approdo del Dottor Rossi in sella alla Desmosedici: come si sta con Valentino al manubrio?
    È assolutamente eccezionale, ne ho conosciuti tanti di piloti, anche molto bravi (in Ducati sono passati campionissimi come Fogarty, Stoner, Hayden, Melandri e Capirossi, ndr) ma Valentino ha un'energia unica, lavorare con lui è eccitante.

     

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    Lancio di IE9 a Milano

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    Cosa c'entrano i pesci in un acquario con la bellezza del web? Per scoprirlo venite domani alle 11.30 all'evento di lancio di Internet Explorer 9 che si terrà presso i Frigoriferi Milanesi in Via Piranesi 10 a Milano. Durante la giornata, oltre alla presentazione della release to the web scaricabile dal 14 marzo, saranno presenti alcuni partner e sviluppatori che hanno utilizzato già le specifiche del nuovo set di standard Html5, ottimizzate per sfruttare anche l'accelerazione hardware di IE9. QuiBrowser sarà presente all'evento e lo seguirà anche con un live tweet.  

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    IE9 il giorno dopo

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    Sono stati due giorni davvero intensi. Prima il lancio di IE9 al SXSW di Austin, il giorno successivo il WebCamp per illustrare i nuovi standard web Html5, di cui abbiamo fatto live-coverage via Twitter.
    La ricezione del nuovo browser presso la stampa specializzata è stata ottima. Certo ci sono delle eccezioni, come questo articolo di Zdnet che indica cinque motivi per non installarlo, ma la maggior parte delle recensioni sono state entusiastiche. Su tutte forse si distingue per approfondimento dell'analisi e soddisfazione espressa su IE9 quella di Ars Technica.
    Tra le molte cose scritte sul nuovo Explorer c'è stata la segnalazione (lanciato a dire il vero più come un allarme che come una notizia) di un bug che renderebbe vulnerabile IE9. Il bug non è nuovo, è stato scoperto un paio di mesi fa e, benché non ancora risolto con una patch, è stato diffuso un fix-it e molte indicazioni su come evitare possibili danni. I danni che fino a qualche giorno fa rimanevano nella dimensione del possibile (si era scoperta cioè la falla ma non era stata sfruttata), in questi giorni di sono materializzati in alcuni attacchi veri e propri, ancorché limitati e circoscritti, come appare dall'aggiornamento del Security Advisory di Microsoft.

    Per portare un po' di chiarezza su questo problema di sicurezza ci sono due risorse: la prima è il risultato del contest annuale dedicato all'hacking dei browser, il Pwn2Own, da cui IE9 è uscito indenne. La seconda è la voce di un esperto, anzi dell'esperto di sicurezza di Microsoft Italia, Feliciano Intini. Feliciano ha già trattato della vulnerabilità segnalata in questi giorni in un post che risale a fine gennaio, ma ribadsice alcune questioni di massima sull'argomento:
    "Innanzitutto stiamo lavorando a una soluzione che è programmata per un rilascio ordinario; il bug inoltre riguarda un componente di Windows (Mhtml), IE è solo il vettore d'attacco e quindi la versione di IE è irrilevante; infine il tipo di vulnerabilità non è delle più gravi, si tratta infatti di un bug che rende possibile l'Information Disclosure e che è molto meno pericolosa di quelle che abilitano la Remote Code Execution". Ulteriormente semplificato il messaggio è che presto arriverà la patch, che di fatto è Windows a essere vulnerabile e non IE9, e che un attacco che sfruttasse questa vulnerabilità potrebbe carpire informazioni sull'utente, non eseguire codice sulla sua macchina.

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    Il grande giorno di IE9

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    Stanotte (alle 21 ora locale in Texas) sarà presentata la versione finale - Release to the web o RTW - di IE9. Per l'occasione un party preceduto da una conferenza stampa nella cornice del Festival SXSW (South by South West) ad Austin. 

    Nonostante ci si possa attendere qualche novità minima, nella sostanza quanto di nuovo c'è nell'ultimo browser della famiglia Explorer non è un segreto. Dean Hachamovitch, responsabile di IE9, ha pubblicato la lista degli interventi fatti a partire dalla prima platform preview presentata un anno fa. Senza scendere in dettagli - per quelli il post di Hachamovitch è una risorsa esaustiva - le ultime migliorie riguardano do not track, download manager, tab e pinned sites. C'è anche una interessante videointervista a Hachamovitch e Ryan Gavin, responsabile del marketing di IE, rilasciata a Channel9 in cui vengono spiegate in un linguaggio meno tecnico, evidenziando il fondamentale supporto dei milioni di feedback ricevuti dagli sviluppaori e dagli utenti che hanno scaricato la Beta (oltre 36milioni) in questi mesi di messa a punto del browser.

    Click here to play this video

    Ma non solo voci dall'interno di Microsoft, anche qualche giornalista specializzato è riuscito a mettere gli occhi sulla RTW, in particolare quelli di PCWorld, la rivista tecnica vera e propria istituzione per il settore. I commenti sono ottimi, come lo erano stati e non solo su PcWorld sia per la Beta presentata sei mesi fa che per la Release Candidate del mese scorso. Mark Sullivan, il reporter che ha visto in anteprima il nuovo browser, è rimasto particolarmente impressionato dall'interfaccia utente, che tende a scomparire lasciando il navigatore a tu per tu col contenuto, e dalle prestazioni grafiche dovute all'accelerazione hardware.

    Mancano ormai poche ore, domattina - per chi non vuole farsi la notte ad aspettare la distribuzione della versione inglese - ci si potrà scaricare IE9 e sperimentare in prima persona un nuovo modo di navigare il web.

    UPDATE: Nella notte, con un leggero anticipo sulla conferenza stampa di presentazione, è stato rilasciato IE9 in 40 lingue. SI può scaricare il nuovo browser sul sito beauty of the web. Il team di sviluppo di IE9 è particolarmente orgoglioso del prodotto, come comprensibile visti i risultati. Buona navigazione a tutti, nel nuovo web. Quello più bello...

     

     

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    Arriva IE9, cestinate IE6

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    All'alba della stagione di IE9, che verrà presentato nella sua versione stabile (RTW release to the web) il 14 marzo, è il momento migliore per liberarsi degli oggetti vecchi, da buttare dalla finestra nel più tipico spirito di fine anno.
    Gli sforzi compiuti da Microsoft per convincere gli utenti a dismettere la sesta versione di Internet Explorer sono stati ingenti, con la creazione di un'apposita task force deputata all'eliminazione del browser ormai vecchio di dieci anni e non più compatibile col web odierno. Un ferro vecchio, pur con tutto il rispetto per un software di navigazione che ha segnato la storia del web. Un browser che crea problemi di sicurezza e performance agli utenti finali e un notevole dispendio di tempo per i programmatori che devono realizzare siti e applicazioni customizzandole anche per IE6, senza contare che molti sviluppatori hanno smesso di supportarlo e quindi i loro siti non sono più navigabili con la sesta versione di Explorer.
    Ora per accelerare il processo di abbandono c'è un nuovo strumento, un sitoweb dedicato battezzato IE6 countdown  (il conto alla rovescia per IE6) che tiene traccia della diffusione del browser. Diffusione che nonostante gli sforzi è ancora troppo alta, pari al 12 per cento a livello globale. L'obiettivo dichiarato dal sito è raggiungere una quota di mercato inferiore all'un per cento. Al momento solo due Paesi vantano una percentuale d'uso inferiore a questa soglia, e sono la Svezia (0,7) e la Finlandia (0,9). Per gli altri resta ancora un po' di lavoro da fare. Non tanto in Europa, dove in media l'adozione di IE6 è intorno al 3 per cento (Francia e Svizzera 3,9; Italia e Spagna 3,3), né in America dove le pecore nere sono Argentina (4,5%) e Venezuela (5%), comunque ben al di sotto della media globale.



    La vera emergenza è in Asia, dove anche nazioni tecnologicamente evolute come il Giappone e la Corea del Sud sono ancora attanagliate dal ferro vecchio: 10 per cento in Giappone (così come in Vietnam, Arabia Saudita e Taiwan) e addirittura 25 per cento in Corea. Il dato però che preoccupa di più Redmond è quello che riguarda la Cina, dove IE6 è presente ancora su un terzo (34,5%) delle macchine attive. Visto che stando ai sondaggi e alle analisi IE6 è presente soprattutto in ambito aziendale, vale la pena per sostenere il progetto di eliminazione, ricordare le soluzioni per quelle aziende che restano impelagate col vecchio software. La prima soluzione viene offerta dai Microsoft Services che guidano l'aggiornamento a IE8,  c'è poi l'Internet Explorer Springboard Series.  Per aiutare i responsabili IT a convincere i propri responsabili a migrare a IE8, lo strumento più prezioso è il computo dell'impatto economico che tale migrazione avrà sul bilancio aziendale, realizzato anche grazie al supporto degli analisti di Forrester.

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    WebCamp sull'Html5

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     Che il rapporto tra Explorer e gli standard sia cambiato e non di poco negli ultimi anni, è ormai un dato di fatto. Per celebrare definitivamente la nuova linea per lo sviluppo del browser più usato al mondo sono state organizzate delle giornate dedicate all'Html5 e ai vantaggi che comporta per gli sviluppatori in primis e di conseguenza anche per gli utenti. Martedì prossimo, il 15 marzo dalle 14.30 inizierà il WebCamp organizzato da Microsoft per illustrare il supporto agli standard web Html5. L'evento inizierà alle ore 14.30 e per due ore circa vedrà alternarsi un trio di Evangelist - Giuseppe Guerrasio (Architect Evangelist), Gabriele Castellani (Evangelist Manager) e Pietro Brambati (Developer Evangelist) - che spiegherà le novità per gli sviluppatori. In particolare verranno affrontati questi argomenti: Pinned Sites, CSS3, Canvas, Video e geolocalizzazione, webstorage,JavaScript e i web standard in evoluzione (Websocket e IndexedDB).
    È possibile seguire i lavori esclusivamente online, attraverso uno streaming HD, e sarà disponibile una Chat Live in tempo reale con alcuni esperti Microsoft che risponderanno alle domande degli utenti interessati. Inoltre durante l'evento saranno messe in palio quattrocento t-shirt con il nuovo logo Html5, che verranno date a chi risponderà esattamente a una delle quattro domande che verranno poste online in corso d'opera. Al termine dell'evento sarà anche possibile approfondire on-demand alcuni temi trattati dai tre evangelizzatori. Tre i percorsi di approfondimento: Html5, Javascript e CSS3; applicazioni ASP.NET open source; ASP.NET MVC 3 e WebMatrix.

    Il WebCamp sarà seguito anche via Twitter, da più di un account Microsoft tra cui anche QuiBrowser, e i tweet saranno distinti dall'hashtag #webcamponline.
    Per ulteriori informazioni e per la registrazione all'evento andate sul sito dedicato al WebCamps.

     

     

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    Un anno dopo il ballot screen

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    Browser choice o ballot screen che dir si voglia, è passato ormai un anno da quando con ogni versione di Windows viene presentato all'utente la scelta tra i browser compatibili con il sistema operativo. Il provvedimento giunto al termine di una lunga indagine condotta dalla Commissione europea aveva lo scopo di liberare i clienti Windows dal lock-in (o bundle) con Internet Explorer, restituendo loro la libertà di scelta o, per essere più precisi, aiutandoli a vincere la loro pigrizia.

    Trecentosessantacinque giorni dopo l'introduzione del ballot screen cosa è cambiato? Nella forma tutto, gli utenti oggi sono effettivamente portati a compiere una scelta che prima potevano permettersi di non fare (adottando semplicemente il browser di default per Windows che era Internet Explorer). Nella sostanza però, e cioè nei numeri, non molto. Le tendenze di crescita o di calo dei principali browser non sono state modificate dalla schermata iniziale imposta dall'allora commissario per l'antitrust Neelie Kroes. Per rendersene conto basta controllare i dati del mercato europeo dei browser (il provvedimento è limitato infatti al solo vecchio continente): Explorer era in calo già prima del primo marzo 2010, quello che ha perso in questi dodici mesi è andato a solo vantaggio di Chrome, che peraltro era in netta ascesa già prima dell'anno scorso. Firefox e Safari non hanno minimamente giovato del ballot screen, e il sorpasso di Firefox ai danni di Explorer in Europa è dovuto più al calo del prodotto di Microsoft che a una crescita - che non c'è stata - del browser di Mozilla.

    Opera poi ha addirittura perso posizioni negli ultimi dodici mesi. E nemmeno i piccoli player proposti tra i dodici browser tra cui scegliere nella schermata iniziale di Windows hanno avuto segnali significativi di crescita: tutti sono rimasti sotto quota 0,05 per cento del mercato europeo. Una mini inchiesta condotta da PcPro è andata a intervistare i responsabili dei browser meno diffusi, come Maxthon, FlashPeak e SlimBrowser (che hanno unito le forze), SRWIron e Lunascape. In generale per loro le cose non sono cambiate sostanzialmente dal primo marzo 2010.

     

     

     

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    A febbraio la famiglia Explorer torna a crescere

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    Puntuali come sempre i dati NetApplications sul mercato dei browser del mese appena trascorso. A febbraio però ci sono stati dei segnali in controtendenza rispetto ai mesi precedenti. La notizia più evidente è che la famiglia Internet Explorer sale dal 56 al 56,77 per cento, arrestando il declino costante degli ultimi sei mesi, mentre scende dell'un per cento quella di Firefox (da 22,7 a 21,8 per cento). Rallentano la propria crescita sia il browser di Google (+0,23 contro il +0,72 del mese precedente) che quello di Safari (+ 0,06) e Opera mette a segno un lieve ribasso (- 0,13 per cento).

    All'interno della famiglia Internet Explorer, IE8 continua a crescere e arriva a sfiorare quota 35 per cento (34,95) e confermandosi di gran lunga il browser più usato al mondo (due volte tanto il secondo in classifica, Firefox 3.6). Ma il dato forse più attraente per Microsoft è quello relativo a IE9, che è stato scaricato 11 milioni di volte dalla distribuzione della release candidate (36 milioni i download complessivi da quando è stata resa disponibile la Beta a metà settembre). Prima della versione definitiva (la Rtw) annunciata per metà marzo, IE9 rappresenta già lo 0,6 per cento di mercato e il più del 2 per cento di chi ha macchine che usano Windows7. resta purtroppo ancora alta la quota di mercato di IE6, che perde poco rispetto al mese precedente, e resta sopra l'11 per cento.

    In casa Google invece Chrome9 ruba tutti gli utenti a Chrome8, 'furto' scontato visto l'aggiornamento automatico del browser di Brin e Page.

     

     

     

     

     

     

     

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    Uno standard per gestire il monitoraggio web

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    Il W3C ha accettato una proposta di Microsoft per la tutela della privacy. Visti anche i richiami a proteggere gli utenti, i loro dati e i loro comportamenti online sia da parte del governo Usa che dalla Commissione europea, il problema va affrontato nell'unico modo possibile: uno standard interoperabile che riesca a bilanciare gli interessi contrapposti in questa vicenda. Il contraltare del legittimo diritto alla riservatezza dei propri dati si scontra da un lato con le facilitazioni che un certo monitoraggio del comportamento online garantisce all'esperienza del web degli utenti, e dall'altro con il nascente mercato dell'advertising online, che sulla raccolta delle informazioni degli utenti basa la gran parte del proprio modello. Una questione complessa e molto delicata, e il primo contributo per affrontarla è giunto da Redmond, con un modello di soluzione al problema del monitoraggio del comportamento online.

    La proposta di Microsoft, che riprende la linea di sviluppo della funzionalità recentemente implementata nella release candidate di IE9 (Tracking protection), è quella di lasciare all'utente la maggiore libertà possibile nella scelta su come gestire la propria privacy. Dare al navigatore il potere di decidere chi, come e perché: a chi voglio che siano inviati i dati? in che forma, con che dettaglio? e soprattutto a qual fine?

    Dean Hachamovitch, responsabile di IE, ha pubblicato su ieblog un post che illustra il funzionamento discrezionale delle impostazioni del meccanismo di tracking protection. Il sistema oltre a essere discrezionale deve anche essere semplice ed efficace. Non basta che l'utente esprima l'intenzione di non essere monitorato durante la navigazione, deve essergli anche garantita effettiva protezione e a questo servono le liste. Le liste sono elenchi di antidoti a tecnologie di monitoraggio usate per fini pubblicitari, e sono realizzate dalle aziende migliori del settore. Per provare il sistema è sufficiente caricare una lista (basta un click) e scegliere le impostazioni preferite. E mandate i vostri feedback...saranno preziosi.

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    Html5 completo entro il 2014

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    C'è una data ufficiale, che ha preso il posto di molte dati ufficiose e non confermate. La data è il 31 dicembre 2014, giorno in cui l'Html5 giungerà alla versione "recommended", è cioè stabile e da utilizzare con tutte le garanzie date dal W3C e dal WHATWG, gli organismi preposti agli standard del web. Ad annunciarlo lo stesso W3C che ha dato tempo fino al prossimo maggio per la chiusura delle specifiche che poi subiranno una ulteriore fase di test per i due anni e mezzo successivi. Siamo cioè quasi alla fine della fase che nell'iter di standardizzazione viene chiamata Working Draft, dopo di che si passa alla Candidate Recommendetion, poi alla Proposed Recommendation prima di giungere alle specifiche definitive. Insomma ci siamo quasi, e il grosso è già fatto. Se le previsioni saranno confermate si chiuderà così dopo quindici anni (l'Html4 risale infatti al 1999) la riscrittura delle regole per creare siti web e applicazioni.

    Ovviamente non occorre attendere tanto per iniziare ad avere i benefici di Html5, sia per gli sviluppatori che di conseguenza per gli utenti finali. YouTube è già un ottimo esempio di sito che si è aggiornato al nuovo tag <video> senza cioè bisogno di Flash installato. Facebook già da tempo sta scrivendo le nuove applicazioni col nuovo standard e ha in programma di riscrivere anche le vecchie parti di codice secondo la nuova sintassi.

    Ma i siti ottimizzati per le specifiche Html5 sono molto di più e ogni giorno ne vengono pubblicati di nuovi. Più il nuovo linguaggio verrà utilizzato e più celere e affidabile sarà la lunga fase di testing. Non per caso l'invito del W3C è molto esplicito: "Incoraggiamo tutti gli sviluppatori a usare Html5" ha dichiarato a ComputerWorld Ian Jacobs, responsabile marketing del W3C.

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    Quando un browser è moderno?

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    È nata una polemica tra 'evangelizzatori' nei giorni scorsi innescata da un post dell'evangelist di Mozilla Paul Rouget in cui IE9 viene definito un browser non moderno. Le argomentazioni vertono sulla bontà dei test che dimostrerebbero l'eccellenza di Explorer 9 in fatto di supporto agli standard. Nel dettaglio viene contestata la supremazia dei test in cui IE9 primeggia rispetto a suite come caniuse o html5test. La replica di Microsoft è giunta per voce di Tim Sneath, web evangelist, che ha articolato il ragionamento in due punti: i test, e i criteri per definire moderno un browser.

    Sui test Sneath ricorda la loro adozione da parte del W3C e la maggiore quantità di parametri di cui tengono conto rispetto a caniuse o html5test (820 quelli W3C, una ottantina per html5test). Più interessante però è il discorso sui criteri per poter definire moderno un software per la navigazione del web. Un browser moderno deve essere veloce, sfruttando tutte le potenzialità hardware disponibili (a proposito una delle novità della RC è la modalità dinamica dell'accelerazione hardware). Seconda caratteristica necessaria per ottenere i crismi di modernità è abilitare un'esperienza di navigazione ricca e immersiva per ogni tipo di contenuto (audio, video, grafica o testo). Ma è altrettanto importante per Sneath che un browser si sviluppi secondo linee guida certe e il più possibile coerenti per non abbandonare formati e specifiche in corsa complicando non poco la vita agli sviluppatori di siti e applicazioni. Il riferimento è a Websocket, adottato con troppa premura da Chrome e Firefox e poi rivelatosi pericoloso per la sicurezza e abbandonato, con grave danno per alcuni siti web. Performance, sicurezza per gli utenti, e certezze per gli sviluppatori. Questo è un browser moderno.

     

     

     

     

     

     

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    Lorenza Poletto sulla RC di IE9

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    Lorenza Poletto, responsabile dell'Area consumer Windows Client, risponde a qualche domanda sulla release candidate di IE9, sul lavoro in seno al W3C e al WHATWG e sulle differenze tra lo sviluppo del browser da parte di Microsoft e quello dei concorrenti.

    C'è stata qualche lamentela relativa alla stabilità della Beta, si può dire che con la RC IE9 è un browser stabile?
    La settimana scorsa abbiamo rilasciato la Release Candidate del browser. Release Candidate vuol dire "versione preliminare rispetto alla definitiva" e quindi il prodotto è pressoché quello che verrà rilasciato sul mercato. In merito alle versioni beta dei prodotti, browser compreso, sono versioni non definitive e quindi con alcuni problemi di stabilità o performance, proprio perché nel corso del loro sviluppo vengono messe a disposizione delle comunità di sviluppatori e professionisti per raccogliere il loro feedback e contribuire a realizzare una soluzione finale il più possibile vicina alle esigenze degli utenti finali. Ora, la RC di IE9 ha raggiunto un elevato livello di maturità e stabilità, consigliamo a tutti gli utenti di installarla. Come conferma anche il nostro collega Giuseppe Guerrasio (evangelist della divisione Developers and Platforms, ndr) in questo post su HTML.

    Il team di Internet Explorer ha puntato molto sulla sicurezza del prodotto dal momento che il browser di Microsoft è il software più attaccato del pianeta...
    La sicurezza è da sempre la nostra priorità nello sviluppo di tutti i nostri prodotti e soluzioni. Internet Explorer 8 è stato considerato da società indipendenti il browser più sicuro, e con Internet Explorer 9 stiamo proseguendo su questa strada: la più grande novità di questa nuova versione riguarda il download reputation integrato nel nuovo download manager.

    C'è una notevole differenza di passo nello sviluppo di Ie rispetto agli avversari del momento. Puoi spiegarci il motivo?
    Il ciclo di sviluppo di Internet Explorer deve rispettare i bisogni dei nostri utenti finali e delle aziende. Non possiamo permetterci di rilasciare update funzionali ogni mese, perché tutte queste funzionalità devono essere testate fino all'ultimo. Inoltre le aziende che notoriamente hanno cicli di update molto lunghi non riuscirebbero a stare dietro ad aggiornamenti continui. Quando rilasceremo Internet Explorer 9, rimarrà così per svariati mesi, e quindi vogliamo essere sicuri che esca un prodotto sicuro e veloce che soddisfi le esigenze dei navigatori.

    Nella RC è stata implementata una feature che garantisce la privacy degli utenti dal monitoraggio dei comportamenti sul web. Il meccanismo, rispetto a quello annunciato da Firefox e Google, dà ampia discrezionalità all'utente che può scegliere quali siti possono raccogliere i dati della navigazione e quali no.
    Riteniamo che sia giusto che sia l'utente a poter scegliere come gestire la propria privacy. Con la funzionalità Tracking protection l'utente può bloccare tutte le richieste a quei siti che tracciano la loro navigazione per profilarli a fini commerciali.

    Ci puoi dire qualcosa dei dietro le quinte che si consumano in seno agli organismi preposti alla standardizzazione delle specifiche di Html5? E sul motivo per cui avete 'regalato' un add-on (quello per il codec video h.264) per gli utenti di Windows 7 che utilizzano Chrome?
    Noi crediamo nell'html5 e stiamo collaborando con il W3C nella definizione degli standard e dei test (finora ben 3942) che mostrino la perfetta compliance a questi standard. I risultati dei nostri sforzi sono facilmente verificabili. Abbiamo inoltre deciso di creare un add-on per Chrome che permetta di visualizzare i video in H.264 su Windows 7 perché uno dei nostri obbiettivi è anche cercare di semplificare la vita agli sviluppatori: non devono essere più obbligati a scrivere una versione diversa del loro sito per ogni browser, ma basta seguire le specifiche del W3C e dell'Ecma International.

     

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    Ballmer annuncia IE9 su Windows Phone

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    La keynote di apertura del Mobile World Congress di Barcellona è stata tenuta dal Ceo di Microsoft Steve Ballmer che ha annunciato la prossima implementazione di IE9 sui Windows Phone. Verrebbe così a colmarsi una lacuna che interessa non solo il windowsfonino, ma il panorama della navigazione su smartphone. Portare IE9 nei telefoni significa portare il pieno supporto delle specifiche Html5 e i vantaggi dell'accelerazione hardware anche su dispositivo mobile migliorando notevolmente l'attuale esperienza del web, non sempre all'altezza della situazione.

    Sul palco della "Fira" di Barcellona Joe Belfiore, Vice President di Windows Phone, ha mostrato una demo del browser, comparandola alle prestazioni di Safari su iPhone 4. Non c'è molto da commentare a riguardo, il rendering è infinitamente superiore e il test dei pesci in vasca non lascia adito a repliche sulle prestazioni di IE9. Sotto la guida di Belfiore i Windows Phone hanno già implementato con successo anche Xbox e Xbox Live, e presto arriverà anche Kinect, rendendo l'ecosistema Windows Phone molto ricco.

    Il mercato dei browser su dispositivi mobili è molto diverso da quello per pc, con Opera - che ha appena annunciato i 100milioni di download - a capeggiare davanti a Safari, poi l'universo Nokia, Blackberry e Android. Il mondo degli smartphone è in magmatica trasformazione e la competizione è agguerrita, ma c'è ancora ampio margine di miglioramento dei prodotti e soprattutto della navigazione web. Se si pensa che Android era stato presentato 3 anni fa proprio al Mobile World Congress e oggi è la piattaforma più in forma...chissà quali saranno gli equilibri nel 2014.

     

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    IE9, dalla Beta alla RC

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    Giuseppe Guerrasio, evangelist della divisione Developers & Platforms, e Lorenza Poletto, responsabile dell'Area consumer Windows Client, spiegano le migliorie apportate alla Beta e implementete nella release candidate di IE9 appena distribuita. 

    Guerrasio e l'altro evangelizzatore Renato Giorgini illustrano invece alcune demo che dimostrano le performance in termini di velocità reale della RC.

    A presto per altri approfondimenti e tutorials sulle potenzialità di questo browser che sta riscuotendo ottime reazioni, dalla stampa specializzata, dagli sviluppatori e anche dagli utenti.

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    La release candidate di IE9 pronta per il download

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    A San Francisco sono stati finalmente tolti i veli alla tanto attesa release candidate di IE9, ovvero quella versione del browser candidata a diventare la definitiva, e molto più stabile della Beta su cui si è lavorato alacremente dal 15 settembre scorso a pochi giorni fa.
    È disponibile al download sul sito Beauty of the Web che ha tenuto traccia di tutte le varie platform preview e degli aggiornamenti della Beta e su cui si possono avere informazioni molto dettagliate sulle migliorie implementate in questi mesi.

    Il fatto che la Beta sia stata scaricata da 25 milioni di utenti ha sicuramente favorito il lavoro di revisione e di aggiustamento delle criticità della versione provvisoria. I feedback degli sviluppatori e degli early adopter che hanno scelto di testare il browser anche in versione Beta sono stati più di 17mila, e grazie a questi è stato possibile arrivare a un prodotto ancora migliore di quello di sei mesi fa.

    IE9 è stato migliorato un po' sotto tutti i punti di vista, dalla sicurezza, alla privacy (di cui abbiamo abbondantemente parlato) alle performance (velocità reale e consumo energetico). La compatibilità con le specifiche standardizzate dall'Html5 è stata ulteriormente aumentata e solo per citare i più importanti la RC supporta i CSS3 2D e la geolocalizzazione Html5. Il paragone con gli altri browser più diffusi (Firefox 3.6.13, Chrome 9, Safari 5 e Opera 11 è lusinghiero e rende merito all'enorme lavoro svolto dal team di sviluppo di Internet Explorer.

    Per tutti i dettagli tecnici è opportuno leggere il lungo post su ieblog, rivolto soprattutto agli sviluppatori.

    Per gli utenti finali oltre alla comodità ulteriormente evoluta dei pinned sites (i siti preferiti che possono essere "pinzati" sulla taskbar e che si aggiornano automaticamente - con una jump list ancora più ricca – e che ora racchiudono in ogni tasto più di un sitoweb) c'è la possibilità di spostare i tab delle pagine aperte anche sotto la griglia per l'url. Da segnalare c'è anche segnalare qualcosa che anziché essere aggiunto è stato tolto: l'ingombro della barra che contiene la griglia per l'url e i tab. La RC di IE9 è in assoluto il browser che lascia più spazio di tutti ai contenuti, ancora di più della minimalista interfaccia di Chrome.

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    IE9 e la velocità reale

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    Il team di sviluppo di IE9 si è concentrato, oltre che sulla sicurezza e la privacy del navigatore e l'interoperabilità e gli standard per gli sviluppatori di siti e applicazioni, anche sulla velocità di IE9. Va da sé che l'utente vuole un browser dalla prestazioni eccelse, bassissimi tempi di attesa per il caricamento delle pagine e un rendering il più veloce possibile. Quando si parla di velocità dei browser la memoria corre subito ai tanti test reperibili in rete che mettono a confronto diverse versioni di browser. Ma, spiega su ieblog Jason Weber, responsabile della performance di IE, molti di quei test sono fasulli, non perché manipolati nei risultati, ma perché manipolati nelle premesse. Molti test infatti estrapolano una singola funzionalità dei browser e ne paragonano la velocità di esecuzione con gli avversari. La velocità perseguita nello sviluppo di IE9 è invece quella che si potrebbe definire totale e reale, quella che cioè si confronta con il mondo reale, l'esperienza che gli utenti hanno del web. Il web 'as is' (così come è) senza ovviamente dimenticare il web 'as will be' (come sarà) una volta che Html5 sarà adottato dalla maggior parte dei siti.

    Sono cinque i criteri che compongono il ventaglio di caratteristiche per definire un browser veloce:

    Il Display Time, ovvero il tempo in cui i primi risultati della visualizzazione appaiono sullo schermo; l'Elapsed Time, il tempo necessario alla completa visualizzazione dei contenuti di una pagina web; il CPU Time, quanti calcoli vengono eseguiti sulla Cpu durante la completa visualizzazione; la Resource Utilization, il totale delle risorse utilizzate (non solo dalla Cpu ma anche dalla unità grafica, la Ram, e la rete) e infine il consumo energetico complessivo.

    Alla vigilia dell'appuntamento di domani a San Francisco, Weber mostra i muscoli del prodotto a cui ha collaborato, dichiarando che attualmente l'ultima Beta di IE9 è la più veloce e quella che consuma meno risorse e quindi meno energia tra i browser attualmente disponibili.

     

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    Codec video, tra lotte e rami d'ulivo

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    La notizia è che Microsoft ha rilascato un add-on che consentirà a chi usa Chrome su Windows7 di poter visualizzare i video in formato H.264, largamente utilizzato nel web. Questo accade perchè Google, dopo aver inizialmente supportato l'H.264, ha recentemente cambiato idea, non implementandolo in Chrome 8.
    L'add-on è stato presentato prima sul blog Interoperability @ Microsoft da Claudio Caldato e, a breve giro di posta Dean Hachamovitch su IEBlog, ha raccontato e analizzato la vicenda dal punto di vista politico, ovvero della strategia dietro le azioni di Microsoft e di Google.
    Hachamovitch in sostanza chiarisce che l'intento del team di sviluppo di Explorer e l'azienda tutta stanno profondendo sforzi perché Html5 adotti i formati standard più usati (è decisamente il caso di H.264), e al costo di sviluppare software che ne abiliti la lettura anche su browser non compatibili. D'altronde era già accaduto a fine 2010 sempre con H.264 non supportato da Firefox.

    Il responsabile dello sviluppo di IE9 però si è spinto oltre, travalicando i binari strettamente tecnici del suo lungo post, e avanza critiche a Google per l'atteggiamento ambiguo in fatto di standard.

    Il motivo dell'abbandono da parte di Mountain View dell'H.264 sarebbe dovuto all'adesione a uno standard Open - WebM - preferito a uno con diritto d'autore (che appartiene al consorzio MpegLa di cui fa parte Microsoft). Hachamovitch però vede con sospetto sia l'adesione di qualche mese fa che l'abbandono odierno. La prima sarebbe stata motivata da una guerra contro Apple, che aveva appena abbandonato l'H.264 (e senza Google dalla sua si è trovata in minoranza). La seconda sarebbe motivata dalla presunta inesistenza di conflitti legali per la proprietà intellettuale del codice open. Il che però è ancora tutto da dimostrare. I dubbi sono condivisi da alcune webzine prestigiose come ArsTechnica.
    "Lasciando da parte i motivi dietro al comportamento di Google, resta il fatto che l'abbandono del codec H.264 ha determinato instabilità e incertezza nel mondo del video web" scrive Hachamovitch, e di questo non c'è certo bisogno durante la definizione delle specifiche di uno standard video.

     

     

     

     

     

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    Gennaio, continua a crescere IE8

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    Puntuali come sempre i dati mensili delle quote di mercato dei browser rilasciati da NetApplications. A gennaio non si sono verificati scossoni particolari e i trend dei mesi scorsi vengono confermati. Cala leggermente la famiglia di Internet Explorer (dal 57 al 56 per cento), crescono di poco quelle di Chrome (dal 10 al 10,7 per cento) e Safari (dal 5,9 al 6,3 per cento) mentre restano immutati Firefox e Opera.

    Scorporando il dato per singole versioni dei browser, a crescere di più sono Chrome8 (+2%) e IE8 (+1,2%) che si conferma di gran lunga il browser più usato al mondo (34per cento, cioè un pc su tre naviga il web con IE8).
    Ottime notizie per Microsoft anche dalla beta di IE9, che arriva allo 0,5% ed è usato dall'1,82 per cento di tutte le macchine mosse da Windows7. Il totale dei download della Beta ha superato quota 23 milioni, segno che l'interesse è alto, nell'attesa della release candidate che dovrebbe uscire a breve.

    In un video pubblicato su ExploringIE il responsabile del marketing di Internet Explorer, Roger Capriotti, illustra i dati di gennaio per IE9.

    Buone notizie anche per quanto riguarda il declino di IE6, browser troppo datato e da abbandonare il più in fretta possibile. Nergli ultimi trenta giorni la dismissione è stata dell'1,77%, e dallo scorso marzo del 7%. Ora IE6 è usato da una macchina su dieci, il che lo fa essere però ancora il terzo browser più usato. Si può però fare di meglio, anzi si deve, per passare dal web remoto a quello odierno.

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    Il giorno della privacy e il geotagging

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    Per celebrare il giorno della privacy Microsoft ha diffuso i dati di una ricerca sui servizi localizzati (location based service). Ne è emerso che tra i 1500 intervistati la metà ha già usato questo tipo di servizi, percentuale che aumenta come prevedibile tra gli adolescenti. Quasi tutti ne apprezzano le potenzialità e sono allo stesso tempo preoccupati che questi dati possano finire nelle mani sbagliate.

    Il problema che dovrà essere affrontato e risolto è tutto in questo enorme iato tra desiderio di servizi evoluti e legittima urgenza di poter controllare le informazione che circolano in rete. Lo stesso discorso vale per gli altri ambiti in cui viene messa a rischio la privacy degli utenti, e gli sforzi dei principali sviluppatori di browser segnalati recentemente - su richiesta della Federal Communications Commission e della Commissione europea - ne sono la conferma.

    Per aiutare l'utente a diventare consapevole e conseguentemente gestire al meglio i propri dati, è stata redatta una guida, con consigli generici di grande utilità. Sul sito Microsoft Privacy dedicato al giorno della privacy ci sono altre risorse e approfondimenti. E sul blog di Microsoft on the Issue si trova anche un commento di Brendon Lynch, Chief Privacy Officer a Redmond.

     

     

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    Facebook e Html5

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    Per spiegare i vantaggi dell'Html5 non ci sono parole più semplici ed esaustive di quelle proferite da Bret Taylor, Chief technology officer di Facebook. Prima però una brevissima nota biografica per raccontare chi è Taylor e come è arrivato a ricoprire uno dei ruoli più presigiosi nel social network più diffuso al mondo.

    Taylor è un giovane programmatore (tutto è relativo, negli Usa è mediamente giovane, in Italia verrebbe considerato poco più che un bambino) che si è messo in luce quando nel 2005, lavorando in Google, sviluppò il servizio di cartografia dell'azienda di Mountain View, Google Maps. Ha abbandonato la grande G nel 2007 insieme ad altri colleghi (tra cui il principale sviluppatore del servizio di posta Gmail) per fondare una propria società che aveva l'obiettivo di creare una piattaforma di aggregazione e condivisione di contenuti proveniente dalle fonti più disparate: blog, reti sociali e chiunque utilizzasse i sistemi di feed Rss. La società, fondata nel 2007, venne battezzata FriendFeed. Meno di due anni dopo FriendFeed, il cui straordinario successo non poteva pasare inosservato, è stata acquisita da Facebook e nel giugno del 2010 Taylor è stato nominato CTO dell'azienda di Zuckerberg, che ha creato appositamente quella carica per darla a Taylor. Questo per dare idea dell'autorevolezza delle sue dichiarazioni in merito a codici e sviluppo. Intervistato da TechCrunch in occasione dell'Inside Social Apps, Taylor spiega quali problemi deve affrontare chi sviluppa i siti web e indica la soluzione che Facebook ritiene migliore per risolverli: Html5.

    Le sue parole chiare e semplici: "quando aggiorniamo qualche aspetto di Facebook lo dobbiamo fare su sette diverse versioni del social netwotk: oltre a facebook.com, c'è m.facebook.com, touch.facebook.com, la versione per iPhone, quella per Android e così via. Un compito non da poco che presenta notevoli difficoltà". La soluzione per unificare il codice e semplificare il lavoro è uno standard, in questo caso Html5, che - secondo quanto riportato da Taylor - è supportato dai dispositivi, fissi e mobili, usati da 125 milioni di utenti di Facebook (su un totale di circa 600 milioni) e "arriverà presto a essere una realtà più matura". L'intenzione di Zuckerberg sembra infatti quella di riscrivere anche il codice già esistente sfruttando le possibilità del nuovo standard di programmazione (o per meglio dire delle nuove regole e della nuova sintassi in via di redazione presso W3C e WHATWG). Insomma ecco un ottima testimonianza del significato dello slogan Same markup across all browsers che ha ispirato i lavori per la standardizzazione di Html5.
    Taylor ha annunciato anche che prossimamente verranno resi disponibili da Facebook programmi e istruzioni per aiutare lo sviluppo di applicazioni da parte di terzi. Un'opera di evangelizzazione che accelererà il passaggio dal web come lo conosciamo oggi al prossimo. Migliore.

     

     

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    Dean Hachamovitch: IE9 obiettivo privacy

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    In una intervista rilasciata al settimanale NewEurope, Dean Hachamovitch - corporate vice president e responsabile di Internet Explorer - approfondisce la policy di IE9 sulle questioni relative alla privacy. E racconta anche come si stanno muovendo in merito i concorrenti.

    Ecco qualche stralcio interessante tradotto in italiano.

    Dean inizia distinguendo due tipi di tracking, e la difficoltà di armonizzare le esigenze degli utenti che chiedono oltre alla privacy anche prestazioni che solo il tracking può garantire. Non tutto il tracking vien per nuocere...
    Certo tracking è utile, altro nocivo. Il primo è quello che permette più velocità nella navigazione dei siti web. La percezione dei problemi relativi alla privacy è stata un po' mobile, ma credo che oggi siamo arrivati a un punto di flessione, i consumatori sono preoccupati e sospettosi. Il problema è che vogliono che un browser dia tutto: velocità, sicurezza e usabilità [...] vogliamo fare progressi, ma i cambiamenti richiedono molti sforzi per progredire senza danneggiare l'esistente. Ad esempio ora è possibile bloccare il tracking senza che questo si ripercuota sui social media. C'è voluta molta sottigliezza tecnica per mettere a punto meccanismi di questo tipo.

    Poi si pronuncia sulla sensibilità particolarmente spiccata degli europei per la tutela della privacy, sensibilità sconosciuta a molti sviluppatori di browser. Con un esempio molto preciso.
    La crescente preoccupazione della Commissione europea in materia di privacy è stata una parte importante del processo. Ci sforziamo di capire quali sono i temi cruciali dei vari mercati. La sensibilità locale informa quello che facciamo.
    (Oltre a Microsoft che ha già strumenti efficaci, ndr) solo Firefox ha una proposta su come affrontare il problema della privacy. Nessun altro sviluppatore di browser si è pronunciato esplicitamente su questo. [...] Noi abbiamo costruito molti strumenti di protezione della privacy per assicurare all'utente quella protezione che altri browser non offrono ancora. Ad esempio Chrome invia ogni digitazione a Google. IE9 invece di default non invia i dati di ogni singola digitazione. Se poi si vuole sfruttare i vantaggi che il monitoraggio della digitazione può dare - i suggerimenti per completare i termini della ricerca - è possibile farlo.

    Infine un accenno sull'eliminazione di IE6, che ancora abita troppe macchine sul globo. E una battuta sul lavorare al software 'preferito' dagli hacker.
    Ci sono persone in Microsoft il cui unico lavoro è eliminare l'uso di IE6. Dieci anni fa IE6 era adeguato anche sotto il profilo della sicurezza [...] oggi siamo nel 2011, per quello abbiamo un browser del 2011.
    C'è una certa soddisfazione a lavorare sul software più attaccato al mondo.

     

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    Ecco il logo di Html5

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    E da oggi anche Html5 ha il suo logo ufficiale. Un ulteriore elemento identificativo per lo standard del web presente e futuro, che ancora non è definito in ogni sua specifica. Ma il lavoro al W3C e al WHATWG procede di buon passo e tra riscritture e correzioni mancano ancora pochi elementi. Intanto arriva questo simbolo con cui griffare i siti web che rispettano i dettami Html5.

    Il logo è stato realizzato dai designers di Ocupop, e il responsabile della creazione Michael Nieling, in un'intervista rilasciata a Mashable, ha così illustrato il proprio lavoro: "simbolizza il modo in cui Html5 sta al centro del progresso tecnologico attuale. La forma ricorda quella di un'armatura, unoscudo, una 'medaglia al merito' che pensiamo catturi lo spirito e la sostanza della piattaforma aperta del web e della comunità che la circonda".

    Il W3C ha allestito una sezione del proprio sito per scaricare il logo in diversi formati e colori (oltre a quello colorato ce ne è anche una versione in bianco e nero) e approntato una linea di prodotti (stickers, magliette e simili) con cui finanziarsi. Nel sito ci sono anche ottime spiegazioni dell'Html5 e dell'iter che ancora devono compiere alcune specifiche.

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    Html5Labs, la palestra per gli sviluppatori

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    Un laboratorio per sperimentare quelle specifiche non ancora del tutto standardizzate dal W3C. Una palestra per cimentarsi con le nuove possibilità di programmazione senza rischiare di implementare direttamente sul proprio sito elementi non sanciti dagli organismi ufficiali. L'iter di standardizzazione quando non è completo può comportare modifiche di alcuni parametri con la spiacevole conseguenza che si debba rimettere mano al codice già scritto. Questo è il senso dell'inaugurazione degli Html5Labs di Microsoft: fornire agli sviluppatori una palestra per provare nuove acrobazie senza correre il pericolo di farsi male.

    Uno degli assi portanti dello sviluppo di IE9 è proprio la sicurezza per i programmatori di lavorare su standard che funzionano, sono stabili e saranno compatibili con gli altri browser: same markup across all browser. Altri hanno scelto di implementare subito le specifiche instabili nei propri software di navigazione, preferendo il rischio alla garanzia di funzionamento. E in alcuni casi è andata male. Poco più di una settimana fa, l'8 dicembre per la precisione, Opera e Firefox hanno dovuto disabilitare WebSockets (che permette la comunicazione bidirezionale col server per le applicazioni web) dai propri browser, il che ha comportato il non funzionamento dei siti sviluppati basandosi su quella specifica, ancora nella fase provvisoria (working draft) dell'iter di standardizzazione. Pochi giorni dopo anche Google, che lo aveva implementato per primo addirittura un anno fa (Chrome 4), ha fatto lo stesso. (Per una ricostruzione del caso WebSockets e di quello che dovrebbe insegnare, leggere il bel post di Giorgio Sardo).

    Le specifiche Html5 infatti si dividono in due categorie: quelle stabili e approvate, incluse nella versione Beta di IE9; e quelle instabili, ancora da definire nei dettagli, quelle per cui c'è ancora la possibilità che vengano riscritte o addirittura abbandonate dal W3C. Html5 Labs permettono di prendere confidenza con le specifiche non definitive. Gli aggiornamenti di queste ultime saranno forniti tempestivamente dall' Interoperability Bridges & Labs di Microsoft. I primi previsti sono quelli per IndexedDB (una serie di API per l'indicizzazione dei database) e, guarda caso, per Web Sockets.

    Per la distinzione tra speficiche stabili e non, c'è il post al solito molto esaustivo di Dean Hachamovitch.

    "Sono soddisfatta dei progressi compiuti da Internet Explorer 9 in termini di sicurezza ed interoperabilità - ha dichiarato a QuiBrowser Lorenza Poletto, responsabile dell'area Consumer Windows Client di Microsoft Italia - NSS Labs nel report di dicembre assegna infatti ancora una volta ad Internet Explorer il primato della sicurezza, con IE9 in grado di bloccare il 99% degli attacchi, che migliora il già eccellente 90% di Internet Explorer 8. E tutti noi sappiamo quanto sia importante in un momento quale quello natalizio avere a disposizione un browser che garantisce gli acquisti in massima sicurezza.
    In tema di interoperabilità invece abbiamo sostenuto con determinazione gli standard HTML5 che permetteranno a tutti di usufruire del contenuti del web in modo nuovo. Continuiamo quindi a lavorare con gli sviluppatori affinché il passaggio ai nuovi standard avvenga nel modo più naturale possibile e senza traumi. L'iniziativa HTML5 Labs è un passo mosso in questa direzione".

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    IE8 e IE9 i browser più sicuri

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    Il laboratorio di ricerca NSS Labs di Austin, Texas, ha testato i browser più diffusi mettendone alla prova la capacità di riconoscere malware causato dal cosiddetto socially-engineering. Si tratta di quel codice maligno che sfrutta le debolezze degli utenti (curiosità, superficialità e disattenzione) anziché i bachi nei software per infettare il pc e propagarsi. E per conoscere le debolezze dell'utente monitora i suoi comportamenti online. Un tipo di malware sempre più diffuso e il cui trend per i prossimi mesi, secondo gli istituti di ricerca e analisi, crescerà notevolmente. Sui risultati non c'è molto da commentare, le due più recenti versioni di Internet Explorer (IE8 e la Beta di IE9) stravincono la comparazione coi concorrenti.

     

    SmartScreen Filter di IE8 e Download Manager, presente nella Beta di IE9 sono i software che assicurano una navigazione tranquilla. La reputazione conta, non tanto quella di chi sviluppa i browser o gli strumenti che proteggono dagli attacchi informatici, conta soprattutto quella dei siti e delle applicazioni. È tramite una lista costantemente aggiornata dell'Application Reputation che IE garantisce la sicurezza della navigazione degli utenti. Non ci son grandi segreti dietro questo successo, se non un commitment serio e portato avanti da tempo, come spiega in un'intervista a ComputerWorld Jeb Haber, responsabile dello sviluppo della sicurezza di IE.

     A dimostrare la costanza con cui il team di IE persegue è emblematico il grafico in cui vengono riportati i risultati dei test degli ultimi quattro trimestri. Mentre IE8 migliora progressivamente la propria capacità di individuare e scongiurare i socially engineered malware, mentre gli altri browser peggiorano le propri performance.

    Sui risultati c'è stata qualche polemica, in particolare Google ha contestato il fatto che la comparazione sia avvenuta con Chrome 6, attualmente superato dalle ultime release (7 e 8, la 9 è in pre-beta) ma quando sono stati fatti i test, nell'ottobre 2010, la versione più aggiornata e stabile di Chrome era la 6, la 7 è stata rilasciata il 21 ottobre, la 8 il 2 dicembre e la 9 il 6 dicembre. Probabilmente la versione stabile attuale, la 8.0.552 avrebbe risultati migliori dai test NSS, ma difficilmente così tanto da modificare la sostanza della comparazione. In ogni caso per scoprirlo basterà aspettare i risultati del prossimo trimestre. 

    Rick Moy, presidente dei laboratori NSS in proposito ha dichiarato: "Risulta evidente dai dati che gli altri (rispetto a IE) non stanno dedicando le stesse risorse di Microsoft nell'affrontare il problema del malware e degli attacchi 'sociali'".

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