February, 2012

  • Blog di Office per professionisti IT

    Novità in SharePoint Online: aggiornamento novembre 2011

    Articolo originale pubblicato mercoledì 30 novembre 2011

    Il nostro primo aggiornamento di SharePoint Online (SPO) dal lancio di Office 365 (O365) è divenuto disponibile a livello generale il 28 giugno 2011 ed ora è completo a livello mondiale. Riteniamo ora opportuno condividere alcune informazioni sulle nuove funzionalità e sulle correzioni disponibili con questo aggiornamento del servizio. In generale questo aggiornamento consente un più ampio accesso a persone e dati esterni e, al contempo, aumenta il numero di dispositivi e Web browser supportati. Abbiamo anche aggiunto funzionalità di rilevamento con gestione autonoma, insieme a molto altro.

    Servizi di integrazione applicativa

    Alla conferenza su SharePoint del 2011 (3-6 ottobre) di Anaheim, CA, Jeff Teper (Corporate Vice President del team di progettazione di SharePoint) ha annunciato che "i Servizi di integrazione applicativa (BCS) verranno inclusi in SharePoint Online entro la fine di questo anno solare". Attualmente disponibili a tutte le piccole e medie aziende clienti di Office 365 del mondo, i Servizi di integrazione applicativa in SharePoint Online consentiranno di connettersi a origini di dati esterne tramite endpoint di servizi Web Windows Communication Foundation (WCF) in modalità di lettura e scrittura.

    Ora è possibile progettare soluzioni che ampliano le funzionalità di collaborazione che includono dati aziendali esterni, quali applicazioni line-of-business (LoB) poste dietro i firewall dei clienti, o trasferite al cloud (ad esempio SQL Azure). Inoltre, è possibile scaricare gratuitamente SharePoint Designer 2010 per eseguire le connessioni.

    Per gli esperti di BCS, SPO supporta ora anche elenchi esterni e colonne di dati, il servizio Business Data Catalogue (BDC) per connettori WCF e il servizio di archiviazione sicura partizionato a livello di tenant all'interno dell'Interfaccia di amministrazione di SharePoint Online. Per ora non sono ancora disponibili la ricerca dati esterna, l'integrazione client avanzata, le pagine di profilo e la connettività dirette a SQL Azure senza un endpoint WCF.
     
    Per ulteriori informazioni, consultate il post di blog informativo di Steve Fox (Azure CoE). Inoltre abbiamo recentemente pubblicato nuova documentazione relativa a BCS SPO in MSDN:
     
    Condivisione esterna

    Lo scopo di BCS è abbattere le barriere ai dati esterni. Ora consente anche di abbattere le barriere della collaborazione tra le persone. Con questo aggiornamento del servizio viene aggiunto supporto per la collaborazione con persone che non fanno parte della vostra società, ad esempio fornitori, partner aziendali di fiducia e clienti. Grazie a queste funzionalità di condivisione esterne, una società può invitare utenti esterni a visualizzare, condividere e collaborare sui propri siti SharePoint Online. Questa funzionalità è disattivata per impostazione predefinita ma un amministratore di SharePoint Online può abilitare la condivisione esterna per l'intera società. Dopodiché, gli amministratori proprietari di singole raccolte di siti possono decidere se condividere esternamente.

    Nota: gli utenti esterni possono accedere al servizio utilizzando un ID Microsoft Online Services e/o un Windows Live ID. I Live ID possono includere nomi utente @Live.com, @Hotmail.com e @MSN.com oltre alle derivazioni locali.
     
    Per ulteriori informazioni:
    ·    Ulteriori informazioni sull'uso della condivisione esterna in Office 365 per le piccole aziende oppure Office 365 per le grandi aziende
     
    Con il rilascio di Windows Phone 7.5 (nome in codice "Mango") gli utenti di Office 365 possono ora accedere a elementi elenco e lavorare su documenti archiviati negli elenchi e nelle raccolte documenti di SharePoint Online, oltre a posta elettronica, calendario e contatti. Questo nuovo supporto si applica a tutti i piani Office 365 inclusi quelli per piccole aziende e professionisti (basati su http://), nonché per grandi aziende (basati su https://).
     
    Per ulteriori informazioni:
    ·   Leggete il post di blog originale di Windows Phone TechNet inserito quando è stato annunciato il supporto per Office 365 presso TechEd 2011.
    ·   Guardate questo video per vedere come è facile collegare Windows Phone 7.5 ai servizi di Office 365.
     
    Connessioni migliori
    Oltre alle versioni precedenti di Internet Explorer e Firefox, SharePoint Online supporta ora ufficialmente Internet Explorer 9 e Chrome. Indipendentemente da quale browser preferite, otterrete un'esperienza migliore. Dovete solo avviare il vostro browser preferito e potrete accedere al sito del vostro team SharePoint Online preferito o al sito intranet aziendale, lavorare con Office Web Apps e altro ancora.
     
    Anche le connessioni ad altri servizi sono migliori. Ad esempio i clienti di Microsoft Dynamics CRM possono ora sfruttare le avanzate funzionalità di gestione dei documenti di SharePoint Online direttamente dall'applicazione Microsoft Dynamics CRM. Come risultato, possono creare dinamicamente raccolte documenti di SharePoint Online all'interno di CRM, nel momento e nel luogo di cui ne hanno bisogno. Le società possono inoltre aggiungere funzionalità di gestione documenti a entità quali account, opportunità, casi o anche entità personalizzate in Microsoft Dynamics CRM.
     
    Per ulteriori informazioni:
    ·   Accedete a dettagli di alto livello in questo post di blog.
    ·   Ottenete ulteriori dettagli tecnici in questo post di blog.
     
    Cestino
    Infine, SharePoint Online consente di recuperare più agevolmente gli elementi eliminati accidentalmente. Questo aggiornamento del servizio fornisce più controllo agli amministratori delle raccolte di siti migliorandone notevolmente tutti i cestini. È infatti possibile ripristinare un intero sito secondario (oppure un documento, un elenco, una raccolta e così via) con pochi clic e in pochi minuti.
     
    Correzioni
    Questo aggiornamento di SharePoint Online include inoltre numerose correzioni. Molte di queste correzioni sono basate sui feedback dei clienti e sulle richieste del supporto di Office 365. Siamo sempre lieti di ricevere i vostri feedback. Di seguito sono riportate alcune delle correzioni chiave:
    • Le società che utilizzano SharePoint Online per piccole imprese non potranno più eliminare il sito radice. Ciò rappresenta un notevole vantaggio se si considera che questa offerta si basa su un'unica raccolta siti.
    • I siti Web pubblici basati su SharePoint Online non richiederanno più agli utenti non autenticati le credenziali sui loro dispositivi mobili.
    • Quando è stato rilasciato Windows Phone 7.5 (nome in codice "Mango"), i clienti che applicavano un URL di reindirizzamento a microsito alla loro tenancy Office 365 non potevano connettersi al loro sito SharePoint Online tramite la sezione "Percorsi" dell'hub Office. Ora questo è possibile.
    • La raccolta siti radice "-my", raccolta siti padre di tutti i siti personali di un tenant, è tornata all'interfaccia di amministrazione di SharePoint Online all'interno dell'elenco di raccolte siti. È nuovamente possibile allocare risorse server e assegnare proprietari. Inoltre ora questa raccolta siti non può essere eliminata.
     La descrizione del servizio SharePoint Online è stata aggiornata per riportare tutte le nuove funzionalità e le modifiche.
     
    Le barriere continuano a cadere e siamo sempre più vicini alla collaborazione in qualsiasi momento e luogo e su qualsiasi dispositivo. Confidiamo nel fatto che le persone che già utilizzano il servizio apprezzeranno le nuove funzionalità di SharePoint Online. Se non utilizzate ancora il servizio, provatelo subito senza rischi per 30 giorni, nel cloud.
     
    Grazie per l'attenzione,
    il team SharePoint

     

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: What's New in SharePoint Online: November 2011 Update

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    Utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office: altri utilizzi

    Articolo originale pubblicato sabato 14 gennaio 2012

    Articolo offerto dal nostro esperto in problematiche di compatibilità Curtis Sawin.

    Panoramica

    L'utilizzo principale di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office è fornire dettagli sui problemi di conversione dei documenti e individuare il rischio della conversione di file di Office binari al formato Open XML. Tuttavia abbiamo rilevato che molte persone utilizzano Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per individuare il rischio dell'apertura di file di Office binari in un'applicazione Office 2010. Molte persone, quindi, utilizzano Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per scopi non corretti e, pertanto, impiegano tempo, risorse e denaro utilizzando un valido strumento per ottenere informazioni errate.

    Identificazione dei problemi pre-distribuzione e post-distribuzione

    Per qualsiasi progetto di compatibilità, indipendentemente dalla piattaforma, è necessario separare le attività tra pre-distribuzione e post-distribuzione. Prima della migrazione alla nuova piattaforma (ad esempio Office 2010, Windows 7 o Internet Explorer 9), è opportuno concentrarsi sulle attività che permettono la migrazione. Tali attività hanno un impatto chiaro e diretto sulla possibilità di distribuire la piattaforma. Questo è il motivo per cui le attività pre-distribuzione sono considerate attività volte alla distribuzione.

    Le attività post-distribuzione sono quelle che consentono di realizzare i vantaggi della nuova piattaforma che possono includere maggiore produttività (come la funzione citata di anteprima incolla) e minori costi. Inoltre, le attività post-distribuzione possono consentire future migrazioni di piattaforma. Questa attività sono considerate attività di ottimizzazione dell'ambiente.

    Ad esempio, l'aggiornamento di codice di macro deprecato è un'attività post-distribuzione poiché gli elementi del modello a oggetti identificati come deprecati da versioni precedenti di Office vengono comunque compilati ma potrebbero non essere disponibili nelle versioni future di Office. In altre parole, il codice di macro deprecato non blocca effettivamente le distribuzioni di Office. Pertanto dopo aver distribuito Office 2010, l'aggiornamento del codice deprecato consente la migrazione a versioni future di Office.

    Anche la conversione dei documenti è un'attività post-distribuzione poiché consente di ridurre le esigenze di archiviazione di rete e di ottimizzare l'ambiente.

    Uso appropriato di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office

    Come precedentemente illustrato, Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office consente di identificare i problemi di conversione dei documenti, non i problemi dei documenti. Ossia, Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office può indicare se un documento specifico verrà convertirlo al formato di file più recente ma non indicare se tale documento funziona in Office 2010.

    L'utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office come attività di pre-distribuzione per individuare se i documenti funzioneranno se vengono aperti in Office 2010 rappresenta un uso improprio comune di questo strumento. Ciò è dovuto a diverse cause:

    • Il nome di questo strumento include le parole "pianificazione" e "migrazione" e ciò può indurre a pensare che debba essere utilizzato per la pianificazione della migrazione, ma non è così
    • Questo strumento fornisce risultati che identificano problemi "rossi", "gialli" e "verdi". Il significato di questi è semplice da comprendere: verde = problemi non gravi, rosso = problemi gravi, giallo = problemi intermedi.
    • Fatto più importante, lo strumento fornisce dati di cui altrimenti le organizzazioni non disporrebbero. Consente di analizzare l'intero ambiente e fornisce informazioni di facile comprensione sullo stato di tutti i documenti trovati. Molte organizzazioni IT ritengono che avere qualcosa sia meglio di niente.

    L'ultimo punto è il più problematico. Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office fornisce dati su cui i professionisti IT tendono a basarsi. Spesso, rileviamo che i clienti utilizzano Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per trovare i problemi di conversione dei documenti e quindi concentrano il loro test solo sui documenti con problemi "rossi".  Si tratta di un facile modo per trasformare un volume enorme di dati in una quantità più gestibile. I documenti con problemi "rossi" rappresentano spesso il 5-20% dell'inventario totale. Ridurre l'inventario solo al 5% di quanto rilevato appare un modo eccellente per utilizzare il processo di rilevamento.

    Questo approccio, tuttavia, presenta vari difetti. Innanzitutto, come abbiamo notato, Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office segnala i problemi di conversione, non fornisce informazioni che possano consentire di determinare se un documento "rosso" funziona in Office 2010. Inoltre, concentrandosi solo sui documenti "rossi" si ignora l'importanza del documento specifico e si trattano tutti i documenti rossi come se fossero di pari importanza (ossia che debbano essere testati). Pertanto, mentre si pensa di risparmiare tempo, in realtà si spreca tempo poiché potenzialmente ci si concentra su documenti che presentano problemi di conversione ma che non offrono valore all'azienda.  Infine, questo tipo di utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office offre un falso senso di sicurezza poiché dopo aver concentrato le operazioni di test sui documenti per i quali sono stati segnalati solo problemi rossi non si sono ottenute informazioni sul fatto che i documenti funzioneranno in Office 2010.

    Abbiamo rilevato che alcune società impiegano 12-18 mesi per prepararsi a distribuire Office 2010. Ossia, dopo aver deciso di effettuare la distribuzione può essere necessario fino a un anno e mezzo prima che gli utenti finali utilizzino la nuova versione di Office. La maggior parte di questo tempo è consumato da lunghe e costose valutazioni dei documenti mediante Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office. In realtà, abbiamo notato che le persone che NON utilizzano Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office prima dell'aggiornamento a Office 2010, effettuano la distribuzione in modo più veloce, più economico e senza rischi aggiuntivi.

    Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office e problemi di macro

    Una nuova funzionalità della versione 2010 di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office è costituita dallo strumento che identifica i "problemi di macro".” In breve, fornisce due dati: un conteggio dei potenziali problemi del modello a oggetti e un conteggio di tutti i potenziali problemi di compatibilità a 64 bit.

    I problemi del modello a oggetti, elencati come Functionality Issue Count nello strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office riepilogano il numero totale di elementi nel codice delle macro rimossi, modificati o deprecati rispetto alle versioni precedenti di Office.  I problemi a 64 bit, elencati come x64 Compatibility Issue Count, indicano la somma di tutte le dichiarazioni di codice delle macro non esplicitamente indicate come sicuri per Office a 64 bit.

    In relazione a questi miglioramenti di funzionalità, molte persone ritengono che queste informazioni dettagliate siano essenziali e debbano essere ottenute prima della distribuzione. Ad esempio, utilizzereste un documento in Office 2010 che ha avuto 88 problemi di funzionalità e 3 problemi di compatibilità con la versione a 64 bit? La risposta dipende da quanto segue:

    • State distribuendo Office 2010 a 64 bit?
    • I problemi hanno un forte impatto o meno?
    • Fatto più importante, il documento è essenziale per l'azienda?

    Se non state distribuendo Office 2010 a 64 bit, potete ignorare tutti i dati nella colonna x64 Compatibility Issue Count dello strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office. In questa situazione non fornisce informazioni utili.

    I dati riportati in Functionality Issue Count rappresentano un riepilogo di elementi del modello a oggetti rimossi, modificati o deprecati. La maggior parte di questi elementi non ha impatto ma alcuni di questi possono averne. Sfortunatamente Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office non consente di distinguere tra questi pertanto i dati non forniscono informazioni molto utili. Per ulteriori dettagli sulle modifiche del modello a oggetti che possono avere impatto sulle macro, consultate l'articolo Understanding potentially impactful changes in the Office 2010 object model.

    Infine, Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office può consentire di individuare quali documenti presentano più problemi di macro x64 o di funzionalità ma non consente di sapere se tale documento o macro è importante per l'azienda.  Sarebbe una perdita di tempo effettuare test e cicli di correzione su documenti che non offrono valore aziendale. Pertanto, l'utilizzo del volume dei problemi di macro per individuare quali documenti testare porta spesso a inefficienze.

    Approccio consigliato al rilevamento di documenti di Office

    Nella maggior parte di questo articolo abbiamo descritto cosa non fare e questo, di per sé, non è così utile. Quindi, se non è indicato l'utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per rilevare documenti e macro, vediamo ora come procedere Partite dagli utenti finali. Inquadrate i vostri clienti. Uno dei vantaggi principali di Office è costituito dal fatto che gli utenti finali possono creare le proprie soluzioni personali e che tali soluzioni di Office non sono gestite dall'organizzazione IT. Inoltre, molte società non hanno organizzazioni IT che gestiscono i loro documenti di Office pertanto il reparto IT non dispone di molte informazioni su quali documenti di Office sono importanti ai fini della gestione dell'azienda.

    Troverete che risulta un'operazione MOLTO più veloce collaborare con manager di progetto, manager di relazioni o responsabili aziendali designati per identificare quali documenti sono essenziali per l'azienda piuttosto che utilizzare Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per analizzare l'intero ambiente e concentrarsi su dati potenzialmente inutili. Questa collaborazione può inoltre essere sfruttata per altre iniziative e altri progetti IT e consente di rendere più agile l'attuazione di modifiche nell'ambiente.

    La maggior parte dei progetti di compatibilità, indipendentemente dalla piattaforma, utilizza il flusso "inventario, razionalizzazione, test e correzione" e, con Office, sembra logico utilizzare Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per il rilevamento, la razionalizzazione mediante il filtro di problemi "gialli" o "rossi" e quindi il test e la correzione di un sottogruppo ridotto. Il problema consiste nel fatto che la razionalizzazione dell'elenco viene basata sui criteri sbagliati. È come acquistare un'auto basandosi innanzitutto sul colore. Concentrando il test e la correzione sull'insieme di dati sbagliato, non riducete il rischio viceversa lo aumentate.

    La collaborazione preventiva con le aree aziendali per identificare i documenti e le soluzioni consente di eseguire contemporaneamente rilevamento e razionalizzazione poiché l'azienda convalida i dati nel momento in cui vengono generati. Il risultato è maggiore efficienza (con riduzione di tempo e costi) e minore rischio (poiché ci si concentra sui dati giusti). 

    Riepilogo

    Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office è uno strumento eccellente per eseguire un'attività specifica. L'utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per individuare i problemi di conversione dei documenti e l'utilizzo dei dati per determinare se è conveniente a livello aziendale convertire i documenti dopo la distribuzione di Office 2010 è un ottimo modo per ottenere il valore dell'investimento e realizzare potenziali risparmi. L'utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per lo scopo sbagliato può portare a un progetto di aggiornamento costoso e inefficiente in grado di ostacolare l'agilità aziendale e di ridurre i vantaggi in termini di produttività che Office 2010 offre ai clienti.

    Per ulteriori informazioni

    I concetti di questo articolo sono illustrati più dettagliatamente in questo video di un'oraSolving Office Compatibility to Accelerate Office Deployments, registrato dalla conferenza su Microsoft SharePoint tenuta ad Anaheim, CA. Di seguito è riportata un'introduzione al video:

    La compatibilità di file e soluzioni di Office è fonte di preoccupazioni per le organizzazioni che pianificano l'aggiornamento di Office. Ciò in genere porta all'aumento dei tempi dei progetti di distribuzione con conseguente ritardo nella monetizzazione del valore della nuova versione. La chiave per tenere il progetto di distribuzione entro i tempi previsti consiste nell'adozione di un processo adeguato e nell'utilizzo appropriato degli strumenti per comprendere i rischi potenziali. In questa sessione verrà illustrato come l'approccio corretto consenta di fare fronte a estese e costose valutazioni, alla paura dell'ignoto e all'aumento dei costi. Seguite il team di Office Compat e apprendete come sfruttare programmi e risorse per accelerare le distribuzioni di Office 2010 o del client Office 365.

    Collegamenti

    Using OMPM Part 1 - Identifying Document Conversion Candidates and Estimating Storage Savings
    Using OMPM Part 2 – Performing Bulk Conversion

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Using OMPM Part 3 – Are there other uses for OMPM?

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    Utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office, parte 2: esecuzione della conversione di massa

    Articolo originale pubblicato giovedì 12 gennaio 2012

    Articolo offerto dal nostro esperto in problematiche di compatibilità Curtis Sawin.

    Panoramica

    Nella parte 1 di questa serie di articoli abbiamo illustrato come utilizzare Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per identificare i "canditati alla conversione", ossia i documenti che non presentano pressoché alcun rischio di conversione dal formato binario (ad esempio file xls, doc e ppt) al formato Open XML (ad esempio xlsx, docx e pptx).

    Analizziamo ora il processo effettivo di conversione dei documenti. Questo processo richiede l'utilizzo dello strumento Office File Converter (OFC.EXE) e di un elenco esportato dallo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office (OMPM.accdr).

    Conversione dei candidati alla conversione

    Riassumendo, è possibile utilizzare lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per creare un filtro di "basso rischio" per identificare i documenti che:

    • non sono stati modificati negli ultimi n giorni (ad esempio, n = 30)
    • presentano solo problemi di conversione "verdi", identificati da Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office
    • non presentano problemi di conversione identificati da Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office
    • non presentano problemi di macro identificati da Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office

    La seguente clausola WHERE può essere utilizzata per soddisfare i criteri:

    WHERE MaxIssueLevelID > 2 AND DATEADD(d,-30,GETDATE()) > ModifiedDate AND FileID not in (SELECT FileID from Uv_FilterMacroIssue)

    Per convertire i file che soddisfano questi criteri, è possibile utilizzare lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per esportare l'elenco filtrato. Dopo aver selezionato Apply Filter per aggiungere criteri, selezionare il pulsante Export… per esportare l'elenco di file.

    L'output sarà costituito da uno o più file XML che contengono il percorso completo a tutti i file nell'insieme di risultati. Lo strumento di conversione file OFC.exe farà riferimento alla cartella in cui i file sono stati esportati.

    Successivamente, aprire il file OFC.ini (contenuto nella cartella "TOOLS" dopo il download e l'estrazione del set di strumenti di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office) e modificare l'elemento FileListFolder affinché punti alla stessa cartella in cui sono stati esportati i file. Ad esempio, se si è esportato l'elenco di file nella cartella D:\DataExport, l'elemento FileListFolder apparirà come segue:

    FileListFolder=D:\DataExport

    L'utilizzo dell'elemento FileListFolder fa sì che OFC.exe converta tutti i file esportati dallo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office. Inoltre, utilizzando FileListFolder anziché la sezione [FoldersToConvert] di OFC.ini è possibile assicurare che venga eseguita la conversione solo dei file specificamente indicati come "candidati alla conversione" a basso rischio. Utilizzando la sezione [FoldersToConvert] semplicemente si punta OFC.exe a una o più cartelle affinché ne converta l'intero contenuto. In alcuni casi questa operazione può essere utile ma se si intende convertire in modo selettivo i file mantenendo la possibilità di eseguire automaticamente la conversione, l'utilizzo di FileListFolder offre maggiore controllo.

    Per facilitare lo spostamento dei file convertiti nelle posizioni originali, il file ofc.ini include una sezione [ConversionInfo] che consente di specificare la struttura delle cartelle di destinazione. Ad esempio, è possibile riprodurre la struttura delle cartelle specificando quanto segue:

    [ConversionInfo]

    SourcePathTemplate=*\*\*\*\*\*\*\*\*\

    DestinationPathTemplate=X:\*1\*2\*3\*4\*5\*6\*7\*8\*9

    In questo modo i file convertiti vengono inseriti in una struttura di cartelle analoga a quella di origine nell'unità "X:\". OFC.exe aggiunge inoltre il nome del computer al percorso di destinazione. Se è possibile riprodurre la struttura di cartelle, è possibile implementare un processo ripetibile per spostare i file nuovi ed eliminare i file precedenti, nonché creare uno script per automatizzare tale processo.

    OFC consente di convertire a una profondità massima di 10 cartelle. Ad esempio, DestinationPathTemplate=I:\Converted\*1\*2\*3\*4\*5\*6\*7\*8\*9\ funziona correttamente mentre DestinationPathTemplate=I:\Converted\*1\*2\*3\*4\*5\*6\*7\*8\*9\*10\ non funziona.

    Per aggirare questo problema è possibile mappare una lettera di unità a una struttura di cartelle (ad esempio, collegare l'unità "x:\" a \\myserver\myshare\folder1\folder2\folder3\folder4) ed eseguire un'operazione trova e sostituisci nei file XML esportati per sostituire la struttura di cartelle con la lettera di unità.

    L'impatto di questo limite dovrebbe essere minimo ma risolvere i problemi che causa può risultare difficoltoso pertanto è necessario tenerne conto.

    Di seguito sono riportate alcune schermate con esempi dei vari componenti.

    L'esempio seguente mostra un file XML esportato dallo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office:

    Note:

    1. Controllate il percorso del file XML (D:\Office Compat\DataExport).  In questo percorso abbiamo esportato l'elenco filtrato utilizzando lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office
    2. Controllate i valori ComputerName e Path, saranno presenti nella struttura di cartelle di destinazione.

    L'esempio seguente è un file OFC.INI (con tutti i commenti rimossi):

    Note:

    1. Controllate il valore FileListFolder (D:\Office Compat\DataExport).   In questo percorso abbiamo esportato l'elenco filtrato utilizzando lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office
    2. Controllate il valore DestinationPathTemplate, indica che i file convertiti verranno inseriti in una struttura di cartelle all'interno della cartella D:\Converted.

    Potete trovare ulteriori informazioni sugli elementi del file OFC.ini nell'articolo di TechNetConvertire i file binari di Office con Office File Converter (OFC) e Version Extraction Tool (VET)

    Di seguito è illustrata la posizione di origine dei miei file precedenti:

    Il passaggio successivo consiste nell'esecuzione di OFC.exe da un prompt dei comandi. Se ofc.ini è contenuto nella stessa cartella, non è richiesto alcun parametro di riga di comando. Di seguito è riportata una schermata di OFC.exe in esecuzione:


    Di seguito è riportata una schermata della cartella risultante:

    Controllate la struttura di cartelle D:\Converted\Ninja99\f$\Converted. Il percorso di destinazione include il nome del computer e la lettera dell'unità (o il nome UNC) nella struttura di cartelle. In questo modo è più agevole spostare nuovamente i file nella posizione originale.

    Notate inoltre le colonne Ultima modifica (Date Modified) e Dimensione (Size). Il processo di conversione mantiene gli indicatori di data e ora originali di modifica, accesso e creazione (importante in caso siano presenti soluzioni di archiviazione attivate in base a questi indicatori) e le dimensioni sono notevolmente inferiori rispetto alle versioni precedenti.

    Quindi, tenete presente che se utilizzate OFC.exe per convertire i file dovete eliminare i file precedenti e sostituirli con quelli convertiti. Pertanto, quando determinate il ROI di un progetto di conversione di massa, dovete considerare il tempo impiegato per questa attività di pulizia.

    Riepilogo

    L'esecuzione di una conversione di massa è un'attività di ottimizzazione dell'ambiente che vi consente di monetizzare il valore del vostro investimento in Office 2010 riducendo le esistenze di archiviazione con conseguente risparmio monetario. La conversione di massa deve essere considerata come un'attività facoltativa e non deve essere eseguita durante la preparazione alla distribuzione di Office 2010 bensì utilizzata solo come attività post-distribuzione e solo sui file a basso rischio.

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Using OMPM Part 2 – Performing Bulk Conversion

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    Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 6) – Creazione di soluzioni per l'accesso remoto ad ambienti Windows

    Articolo originale pubblicato giovedì 27 ottobre 2011

    Benvenuti nella sesta e ultima parte della serie sulla gestione delle risorse di Office in un ambiente di elaborazione tablet PC. Nella prima parte ho presentato fondamentalmente i modi principali per utilizzare Office con rich client, rich client remoti, Office per Mac, Web Apps e Office sul telefono. Nella seconda parte ho parlato dell'utilizzo della posta elettronica sui tablet PC utilizzando Exchange ActiveSync, ho confrontato i controlli offerti da altre piattaforme con Criteri di gruppo e ho descritto le opzioni per la configurazione di Office. Nella terza parte ho parlato delle Office Web Applications nell'ambito del servizio SharePoint 2010 o Office 365. Nella quarta parte ho presentato alcuni modi per differenziare l'accesso alle risorse in base all'attendibilità dei dispositivi. Nella quinta parte ho parlato delle modifiche apportate alla shell di Windows e alla barra multifunzione di Office per semplificare l'utilizzo del touchscreen su dispositivi di piccole dimensioni, nonché della modalità di trasmissione delle applicazioni remote di Office o di ambienti Windows completi a un dispositivo connesso.

    Progettazione dell'architettura per l'accesso remoto

    È possibile accedere a un computer remoto in molti modi. In Windows è disponibile lo strumento nativo Servizi Desktop remoto che consente di connettersi a un client o un server da un computer Windows remoto ed è correlato a strumenti quali Assistenza remota Windows utilizzabile in modalità autonoma oppure è possibile collegare le connessioni Remote Desktop Protocol (RDP) a programmi quali Connessione Desktop remoto incluso in Office per Mac 2011 e  Microsoft Lync o forniti tramite programmi di terze parti quali GoToMyPC di Citrix, LogMeIn o pcAnywhere di Symantec.

    RemoteApp è stato introdotto in Windows Server 2008 e consente l'utilizzo di connessioni e protocolli analoghi alla visualizzazione di un intero desktop remoto, a eccezione del fatto che dal client è possibile escludere le porzioni inutilizzate del desktop per esporre solo la finestra dell'applicazione del client che la utilizza. Le finestre di RemoteApp hanno un comportamento analogo alle finestre delle applicazioni nel desktop locale, ma l'applicazione viene eseguita in remoto. La modalità Windows XP funziona in modo simile quando sono visibili solo le finestre dell'applicazione dalla macchina virtuale di Windows XP sottostante.

    Si tratta di un aspetto importante per diversi dispositivi, poiché può essere preferibile non esporre l'intero desktop di Windows, ma visualizzare solo le applicazioni. Uno dei migliori ausili grafici che ho trovato per questo tipo di visualizzazione è disponibile nelle guide relative alla pianificazione e alla progettazione dell'infrastruttura per Servizi Desktop remoto.

    A destra è possibile vedere la visualizzazione e le opzioni dai dispositivi che utilizzano le applicazioni e a sinistra le opzioni di hosting. Nell'host sessione Desktop remoto possono essere presenti applicazioni installate in locale e ciascun utente connesso dispone di un profilo utente e può visualizzare l'applicazione. In Office ciò significa che vengono utilizzate versioni di Office con contratto multilicenza per l'installazione nel server. Si noti che le versioni di Office diverse dal contratto multilicenza non verranno installate in un server con il ruolo Servizi Desktop remoto applicato e se si installa Office prima di tale ruolo, non sarà possibile avviare i programmi Office quando il ruolo Servizi Desktop remoto è attivo. Nel caso di Hyper-V illustrato nell'angolo in alto a sinistra, le macchine virtuali fungono da computer fisici e si applicano le regole e i parametri di una normale installazione client. È inoltre possibile utilizzare le credenziali di dominio per facilitare gli accessi e collegare i profili utente a seconda dell'architettura selezionata.

    Citrix XenApp

    Microsoft e Citrix collaborano da molto tempo alle tecnologie di desktop remoto. Esistono altre opzioni disponibili, ma date la storia, la collaborazione e la prevalenza di Citrix, ho scelto di compilare l'ambiente utilizzando la soluzione XenApp che si inserisce nel percorso dello scenario di RemoteApp descritto sopra. Uno dei vantaggi offerti da Citrix è la copertura di dispositivi per i ricevitori Citrix, le applicazioni utilizzate da iPad, Mac, slate Blackberry e Android, tra gli altri, per presentare ambienti Windows remoti. XenApp, inoltre, si integra ottimamente con Windows per semplificare il processo di installazione e configurazione e grazie alla gestione dei criteri di XenApp è possibile eseguire più operazioni tramite Criteri di gruppo in Windows. È possibile, ad esempio, limitare i diritti di stampa alle stampanti nel dominio aziendale.

    Oltre a impostare i percorsi di salvataggio predefiniti in un percorso di SharePoint gestito o all'interno del profilo utente, è in genere necessario nascondere o bloccare i percorsi all'esterno del profilo utente. Dopo essermi occupato per molti anni della gestione del prodotto Utilità di migrazione stato utente, sono consapevole che un gruppo consistente di utenti preferisce archiviare i propri elementi in cartelle personalizzate nella radice C:\, anziché in un percorso utente di cui è facile effettuare il roaming da dispositivo a dispositivo, pertanto configurerò le regole di Criteri di gruppo anche per evitare questo comportamento.

    Uno dei grandi vantaggi dell'utilizzo della soluzione XenApp e dell'accesso a un ambiente Windows remoto è il non dover rinunciare alle caratteristiche di Office: è possibile utilizzare l'intero client oltre a eventuali componenti aggiuntivi.

    Vantaggi per la gestione e la sicurezza

    L'hosting in remoto di applicazioni e desktop e la limitazione del dispositivo di utilizzo alla funzione di visualizzatore o di controller remoto offrono diversi vantaggi.

    1. I dati possono essere archiviati in remoto e contenuti nel data center
    2. Il reparto IT può raggiungere l'ambiente remoto, che per tale reparto può essere locale, per la gestione di aggiornamenti software, sicurezza e configurazione
    3. Il reparto IT può applicare l'autenticazione a più fattori
    4. Le connessioni ai dati e i trasferimenti degli stessi sono maggiormente controllabili in caso di perdita di dati
    5. Il provisioning e il deprovisioning degli utenti può essere rapido
    6. Desktop o applicazioni possono essere più vicini ai dati utilizzati per limitare l'impatto della latenza

    Questi sono solo alcuni dei vantaggi offerti che si aggiungono ai motivi per cui molte organizzazioni valutano o decidono di implementare soluzioni di desktop remoto e virtualizzazione.

    Vantaggi e svantaggi per gli utenti

    Oltre a offrire tutte le funzioni di Office, uno dei grandi vantaggi dell'utilizzo delle soluzioni di desktop remoto è il fatto che le sessioni a cui si connettono gli utenti possono rimanere attive. In questo modo è possibile interrompere il lavoro al computer desktop dell'ufficio con i file e le applicazioni in uso aperte quando si passa al dispositivo slate, è possibile riprendere dal punto in cui era stato lasciato il lavoro negli stessi documenti e accedere quindi allo stesso ambiente dal computer di casa o dal telefono. Dato che viene solo visualizzato in remoto un ambiente in esecuzione, l'ambiente può rimanere in esecuzione e, per la maggior parte del tempo, rimane sempre attivo. Di tanto in tanto, l'ambiente remoto richiede attività di manutenzione, ma in genere le sessioni possono rimanere attive per alcune settimane alla volta.

    Oltre ai vantaggi, questa soluzione presenta alcuni svantaggi. È ancora necessaria una connessione per visualizzare la sessione remota senza interruzioni e non si dispone di accesso offline se si verifica un'interruzione della connessione, se si è in viaggio o si lavora in miniera, su un sottomarino o su una piattaforma petrolifera, per utilizzare qualche analogia. Inoltre, vi sono numerosi punti di errore. Le guide relative alla pianificazione e alla progettazione dell'infrastruttura citate in precedenza sono utili per pianificare le eventualità, ma resta il fatto che qualsiasi collegamento nella catena composta da host di autenticazione, server Web, server licenze, gestore connessione, host sessione e macchina virtuale può comportare l'interruzione del servizio.

    Conclusione della serie

    Ho illustrato diversi aspetti negli ultimi sei blog a partire dal minimo comune denominatore per il supporto dei dispositivi, Exchange ActiveSync, per arrivare alle opzioni all'interno del firewall che utilizzano Office Web Apps, a come differenziare le esperienze in base all'attendibilità dei dispositivi e alle query che possiamo eseguire negli stessi utilizzando strumenti quali IIS e UAG e, infine, ho illustrato come prepararsi per l'accesso remoto con le modifiche dell'interfaccia utente e gli strumenti e le tecnologie utilizzate a tale scopo.

    Benché non mi sia stato possibile approfondire la compilazione e la configurazione di ogni componente, spero almeno di avervi esposto alcune opzioni aggiuntive se intendete integrare nuovi dispositivi nel vostro elenco di standard hardware o state valutando i modi per migliorare la sicurezza e l'accesso ai file di Office per i dispositivi esistenti e quelli futuri.

    La mia opinione è che non vi è ancora stato tempo sufficiente per fare diventare questi dispositivi una piattaforma gestibile e, al momento, è in corso un processo di definizione che per il modello di elaborazione distribuita ha richiesto alcuni decenni. L'ecosistema continua a crescere e a seguire le piattaforme più diffuse sul mercato, ma nel frattempo si tenta di determinare la soluzione migliore con il livello di rischio appropriato alle singole situazioni. Da un lato i dispositivi vengono mantenuti all'interno del firewall mentre si valutano modi per fornire un accesso misurato alle risorse, dall'altro i dispositivi sono limitati alla funzione di visualizzatori nei computer gestiti. Dipende da voi.

    Grazie per l'attenzione.

    Jeremy Chapman

    Senior Product Manager

    Team di Office IT Pro

    AGGIORNAMENTO: dopo avere completato tutti i blog della serie, di seguito trovate alcuni collegamenti a tutti e sei i blog completati:

    1. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 1) – Introduzione e metodi per fornire e utilizzare Office
    2. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 2) – Considerazioni su Exchange ActiveSync e personalizzazioni delle installazioni client di Office
    3. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 3) – Office Web Apps in dispositivi non Windows
    4. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 4) – Gestione dell'accesso basato su dispositivi
    5. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 5) – Configurazioni dell'interfaccia utente per preparare ambienti di Desktop remoto
    6. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 6) – Creazione di soluzioni per l'accesso remoto ad ambienti Windows

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Windows, iPad and Android - Managing and Using Your Office Assets in a Tablet World (Part 6) – Building Solutions for Remote Access to Windows Environments

  • Blog di Office per professionisti IT

    Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 5) - Accesso ad ambienti Windows remoti

    Articolo originale pubblicato lunedì 24 ottobre 2011

    Benvenuti nella quinta parte della serie sulla gestione di risorse di Office in un ambiente di elaborazione tablet PC. Nella prima parte ho presentato fondamentalmente i modi principali per utilizzare Office con rich client, rich client remoti, Office per Mac, Web Apps e Office sul telefono. Nella seconda parte ho parlato dell'utilizzo della posta elettronica sui tablet PC utilizzando Exchange ActiveSync, ho confrontato i controlli offerti da altre piattaforme con Criteri di gruppo e ho descritto le opzioni per la configurazione di Office. Nella terza parte ho parlato delle Office Web Applications nell'ambito del servizio SharePoint 2010 o Office 365. Nella quarta parte ho illustrato modi per differenziare l'accesso alle risorse in base ai dispositivi mediante IIS e UAG. Il prossimo argomento che illustrerò in questo blog riguarda come modificare le interfacce utente per l'accesso remoto ad ambienti Office eseguiti in Windows.

    Personalizzazioni delle interfacce utente per l'accesso remoto a desktop Windows ospitati mediante un dispositivo touchscreen

    Nella prima parte di questa serie di blog ho riportato l'espressione "era post-PC", facendo le dovute riserve al riguardo per coloro che devono svolgere grandi quantità di lavoro e, a tale fine, necessitano di un dispositivo di puntamento e di una tastiera. Le applicazioni sviluppate per Windows negli anni presuppongono in genere che sia presente una tastiera e un dispositivo di puntamento e dobbiamo tenere presente questo quando parliamo delle ottimizzazioni che eseguiamo sulle configurazioni di Office e della shell per touchscreen. Posso dire che conosco in prima persona le difficoltà legate all'utilizzo di Office tramite touchscreen poiché lo utilizzo in questo modo per circa due ore al giorno in auto durante gli spostamenti di lavoro.

    Sebbene questo non sia un dispositivo slate iPad, Android o Windows, presenta le stesse difficoltà di spostamento all'interno di un sistema con applicazioni progettate per tastiera e mouse. Riporterò ora alcuni suggerimenti poiché ho lavorato sulla configurazione di Office e Windows per l'uso principale tramite touchscreen.

    Modifica delle impostazione per touchscreen

    In questo esempio, le nostre configurazioni per touchscreen saranno destinate al desktop remoto o al server. È possibile utilizzare Servizi Desktop remoto (RDS) per accedere a un desktop completo o a una finestra applicazione remota di un ruolo RDS di Windows Server installato. In entrambi i casi vi sono alcune modifiche che possiamo apportare per migliorare l'esperienza di utilizzo.

    Colore e aspetto finestre (Window Color and Appearance)

    Se selezionate "Pannello di controllo\Aspetto e personalizzazione\Personalizzazione\Colore e aspetto finestre" su un computer Windows e fate clic su "Impostazioni avanzate per l'aspetto…" viene visualizzata la schermata seguente:

    Se fate clic sui pulsanti "chiudi" o "riduci a icona", verranno commutati i controlli sull'elemento denominato "Pulsanti della barra del titolo". Io ho impostato la dimensione su 40 ma questo valore dipende fortemente dalla risoluzione del desktop remoto o del server RDS, nonché dalla dimensione dello schermo e dalla risoluzione del dispositivo di utilizzo, pertanto dovrete fare alcuni tentativi per trovare la dimensione ottimale. Analogamente, se fate clic sull'area della barra di scorrimento, verrà selezionato l'elemento "Barra di scorrimento" e potrete impostarne una dimensione adeguata ai pulsanti della barra del titolo. Queste minime modifiche sono fondamentali se considerate, ad esempio, quanto possono essere piccoli i pulsanti standard su un Samsung Galaxy Tab da sette pollici:

    Queste modifiche rendono possibile lo scorrimento e la chiusura delle applicazioni anche se l'aspetto può apparirvi un po' insolito se non siete abituati a vedere questi controlli modificati. Un fattore positivo di questi controlli è costituito dal fatto che se accedete al desktop remoto o alla sessione server con le configurazioni indicate, queste verranno rispettate da dispositivi iPad o Android che utilizzano, ad esempio Citrix XenApp. Se accedete a questa finestra da un dispositivo Windows, i pulsanti della barra del titolo e le barre di scorrimento verranno adattati alla dimensione del dispositivo di connessione.

    Personalizzare la barra multifunzione in Office

    Nell'immagine precedente potete vedere una scheda di Office predefinita personalizzata che ho denominato "iPad" e, nel blog precedente della serie ho mostrato una barra multifunzione di Word con una scheda "Touch". Non si tratta di una versione particolare di Office 2010 ottimizzata per touchscreen bensì di comandi supportati normali per personalizzare la barra multifunzione di Office. Se in Word 2010 selezionate "File\Opzioni\Personalizzazione barra multifunzione", viene visualizzata una schermata analoga alla seguente:

    Qui ho già prodotto una scheda per una barra multifunzione personalizzata con controlli più grandi. Questi sono più utilizzabili tramite touchscreen e, in questo caso, Word verrà aperto con la scheda "Touch" come scheda predefinita. Il risultato sarà analogo a quanto segue:

    Notate che ogni pulsante è sufficientemente grande per l'utilizzo tramite touchscreen e che solo alcune funzionalità di base sono interessate. Quando abbiamo creato il file della barra multifunzione personalizzata, è stato salvato un file OFFICEUI nella cartella AppData per il mio account utente:

    Il file OFFICEUI è composto da XML di base e non ha affinità con l'account utente in cui è stato creato, come illustrato di seguito:

    Potete utilizzare questo file come parte di un profilo utente predefinito o addirittura copiare i file nei vostri file multimediali dell'installazione di Office e utilizzare lo Strumento di personalizzazione di Office (OCT) o config.xml come illustrato nella seconda parte di questa serie di blog per copiare questo file nella posizione corretta del vostro server RDS o della build desktop remoto standard.

    Risultato

    Dopo aver effettuato tutte queste modifiche, quando è possibile accedere al desktop remoto dal dispositivo iPad, Android o Windows, l'esperienza dell'utente dovrebbe essere migliore rispetto alle configurazioni predefinite. Vi sono molte altre aree della finestra applicazione in cui un dispositivo di puntamento offre prestazioni migliori rispetto al tocco con un dito. Di seguito è riportato l'aspetto risultante di un iPad con le nostre personalizzazioni evidenziate in rosso:

    Sebbene queste modifiche non rendano ogni controllo e ogni tipo di carattere ottimale per l'utilizzo tramite touchscreen, le attività più comuni sono eseguibili. Queste piccole modifiche dell'interfaccia utente evitano stress all'utente e consentono di utilizzare applicazioni Win32 su dispositivi non Windows. Molte società hanno migliaia di applicazioni line-of-business personalizzate e riscrivere le applicazioni essenziali per una piattaforma diversa potrebbe non essere fattibile.

    Un'ultima parte della serie

    Speravo onestamente di concludere la serie di blog con questa quinta parte ma mi sono reso conto che è necessario un altro blog per descrivere come configurare l'ambiente desktop remoto. La sesta parte sarà il blog finale in cui descriverò le architetture comuni per ottenere una sessione remota su un dispositivo iPad, Android o Windows e mostrerò alcune configurazioni di sicurezza aggiuntive in tale processo.

    Grazie per l'attenzione,

    Jeremy Chapman

    Senior Product Manager

    Team di Office IT Pro

    AGGIORNAMENTO: di seguito sono riportati i collegamenti a tutti e sei i blog della serie, ora completa:

    1. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 1) - Introduzione e metodi per fornire e utilizzare Office
    2. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 2) - Considerazioni su Exchange ActiveSync e personalizzazioni delle installazioni client di Office
    3. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 3) - Office Web Apps in dispositivi non Windows
    4. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 4) - Gestione degli accessi basata su dispositivo
    5. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 5) - Configurazioni dell'interfaccia utente per preparare ambienti di Desktop remoto
    6. Windows, iPad e Android: gestione e utilizzo delle risorse di Office in un mondo tablet PC (parte 6) - Creazione di soluzioni per l'accesso remoto ad ambienti Windows

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Windows, iPad and Android - Managing and Using Your Office Assets in a Tablet World (Part 5) – Accessing Remote Windows Environments

  • Blog di Office per professionisti IT

    Domande e risposte… Dov'è MODI?

    Articolo originale pubblicato martedì 25 ottobre 2011

    Innanzitutto dovreste chiedervi che cos'è MODI?   

    MODI è l'acronimo di Microsoft Office Document Imaging.  MODI è un'applicazione di Microsoft Office che supporta la modifica di documenti digitalizzati da Microsoft Office Document Scanning.  Questa applicazione è stata introdotta in Microsoft Office XP ed è inclusa nelle versioni di Office fino a Office 2007. 

    Con MODI è possibile:

    • Digitalizzare documenti a una o più pagine.
    • Ottenere un testo modificabile da un documento digitalizzato utilizzando il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR).
    • Copiare ed esportare testo e immagini digitalizzati in Microsoft Word.
    • Visualizzare un documento digitalizzato.
    • Cercare testo all'interno dei documenti digitalizzati.
    • Riorganizzare le pagine dei documenti digitalizzati.
    • Inviare documenti digitalizzati via posta elettronica o fax Internet.
    • Annotare documenti digitalizzati anche utilizzando l'inchiostro su un Tablet PC.

    Nei contenuti relativi a Office 2010 disponibili in TechNet, sono presenti diversi articoli relativi a ogni applicazione in cui vengono illustrate le modifiche rispetto a Office 2007.  In questi articoli vengono anche fornite informazioni sulla deprecazione di MODI (Modifiche in Word).  Per ripristinare la funzionalità, sono supportati due metodi:

     1)      Utenti non Enterprise: vedere l'articolo seguente della KB per i metodi alternativi per il ripristino di alcune delle funzionalità di MODI: http://support.microsoft.com/kb/982760.

     2)      Utenti Enterprise: installare Microsoft SharePoint Designer 2007.  Questo programma include MODI e la funzionalità OCT nonché il file config.xml che ne consente la personalizzazione e l'esecuzione.

     Utenti Enterprise

     SharePoint Designer può essere scaricato gratuitamente dall'Area download Microsoft e consente di utilizzare le funzionalità di MODI effettuando le operazioni seguenti:

    1.  Scaricare SharePoint Designer 2007

    http://www.microsoft.com/downloads/en/details.aspx?FamilyID=BAA3AD86-BFC1-4BD4-9812-D9E710D44F42&displaylang=en

    NOTA:  con il download l'amministratore ha la possibilità di creare un file personalizzato nello Strumento di personalizzazione di Office per installare MODI.  È necessario scaricare il file con estensione exe principale, SharePointDesigner.exe, quindi estrarre i file dalla riga di comando.  Ad esempio:

     \\Servername\ShareName\SharePointDesigner2007_download\SharePointDesigner.exe /extract:\\servername\sharename\

    In questo modo, verranno estratti il file setup.exe, la cartella Admin e così via. 

    2.  Eseguire il comando seguente per creare le personalizzazioni nello Strumento di personalizzazione di Office:

     \\Servername\ShareName\SharePointDesigner2007\setup.exe /admin

     

    3.  All'interno dello Strumento di personalizzazione di Office, selezionare Imposta stato di installazione caratteristiche (Set feature installation states) e impostare tutto come non disponibile, tranne MODI, come nella schermata seguente.   Con la configurazione delle impostazioni dello Strumento di personalizzazione di Office come nascoste e bloccate per evitare che gli utenti utilizzino SharePoint Designer, il programma verrà nascosto all'interno di Installazione applicazioni.

    Poiché verrà installato solo MODI, i file condivisi Owssupp.dll e MSO.dll non saranno interessati dall'interazione con i file di SharePoint 2007 e Office 2010 (Word, Excel, PowerPoint).  Inoltre, con SharePoint Designer il footprint di MSOCache è molto inferiore (~215 MB) rispetto alla suite Office 2007 (500 - 900 MB a seconda della SKU)

    4.  Dopo l'installazione di SharePoint Designer, se si utilizzano raccolte documenti di SharePoint, è consigliabile annullare la registrazione di Name.dll per SharePoint Designer.  L'annullamento della registrazione di Name.dll per SharePoint Designer indirizzerà l'interazione dei file di Office archiviati in una raccolta documenti di SharePoint e con due diverse versioni di prodotti Office (Office 2010 e SharePoint Designer 2007) nel computer.

     msiexec /I {90120000-0017-0000-0000-0000000FF1CE} REMOVE=IMNFiles  /qn /L*V C:\temp\loggingremoval.txt

     

     

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: You Asked, We Answered… Where is MODI?

  • Blog di Office per professionisti IT

    Utilizzo esclusivo di Office Web Apps: un esperimento in una piccola azienda

    Articolo originale pubblicato sabato 5 novembre 2011

    Uno dei nostri colleghi del blog di SharePoint Get to the Point ha scritto recentemente della collaborazione con una piccola azienda che, nel processo di migrazione a Office 365, ha sperimentato l'utilizzo esclusivo di Office nel cloud (utilizzando Office Web Applications e Web Apps) e, successivamente, l'utilizzo di una combinazione di client Office basati sul Web e rich client. Le osservazioni sono molto interessanti e vale la pena leggerle:

    Esperienza con software e servizi in Office 365 

     

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Working exclusively with Office Web Apps - one small business customer's experiment

  • Blog di Office per professionisti IT

    Quando si installa Office 2010 SP1, viene installato anche SharePoint Workspace 2010

    Articolo originale pubblicato lunedì 24 ottobre 2011

    Quando si installa Office 2010 SP1, viene automaticamente installato SharePoint Workspace 2010 indipendentemente dal fatto che facesse parte o meno dell'installazione originale di Office 2010. Ciò è dovuto a un bug che attiva l'installazione di SharePoint Workspace 2010.  Per ulteriori dettagli e per informazioni su come gestire questo problema, vedere l'articolo relativo all'installazione di SharePoint Workspace 2010 con Office 2010 SP1, When you install Service Pack 1 (SP1) of Office 2010, SharePoint Workspace 2010 is installed.

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: When you install Office 2010 SP1, SharePoint Workspace 2010 is also installed

  • Blog di Office per professionisti IT

    Video: risoluzione dei problemi di compatibilità di Office per accelerarne le distribuzioni

    Articolo originale pubblicato martedì 08 novembre 2011

    Il nostro esperto in problematiche di compatibilità Curtis Sawin ha condiviso la sua esperienza nella pianificazione della compatibilità di Office alla recente conferenza su SharePoint tenuta ad Anaheim, CA. Di seguito è riportata un'introduzione al video, insieme al collegamento.

    La compatibilità di file e soluzioni di Office è fonte di preoccupazioni per le organizzazioni che pianificano l'aggiornamento di Office. Ciò in genere porta all'aumento dei tempi dei progetti di distribuzione con conseguente ritardo nella monetizzazione del valore della nuova versione. La chiave per tenere il progetto di distribuzione entro i tempi previsti consiste nell'adozione di un processo adeguato e nell'utilizzo appropriato degli strumenti per comprendere i rischi potenziali. In questa sessione verrà illustrato come l'approccio corretto consenta di fare fronte a estese e costose valutazioni, alla paura dell'ignoto e all'aumento dei costi. Seguite il team di Office Compat e apprendete come sfruttare programmi e risorse per accelerare le distribuzioni di Office 2010 o del client Office 365..

     http://go.microsoft.com/?linkid=9788373

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Video: Solving Office Compatibility to Accelerate Office Deployments

  • Blog di Office per professionisti IT

    Utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office, parte 1: identificazione dei candidati alla conversione di documenti e stima dei risparmi di archiviazione

    Articolo originale pubblicato martedì 10 gennaio 2012

    Articolo offerto dal nostro esperto in problematiche di compatibilità Curtis Sawin.

    Panoramica

    L'utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office (OMPM, Office Migration Planning Manager) per identificare i documenti in formato binario "ad alto rischio", ossia file xls, doc e ppt che presenteranno problemi di conversione, rappresenta un ottimo modo per determinare quali documenti non verranno convertiti dopo una distribuzione di Office 2010. Viceversa è anche possibile utilizzare Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per identificare i documenti binari "a basso rischio" che rappresentano buoni candidati per la conversione a Open XML e quindi utilizzare un altro strumento di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office, ofc.exe, per convertire tutti i documenti identificati. Avete l'esigenza di conversioni di massa? Sebbene molte società ci dicano di non essere interessate alla conversione di massa dei documenti e noi effettivamente sconsigliamo di convertire i documenti all'interno di un progetto di distribuzione di Office 2010, vi sono ottime ragioni per optare per la conversione di massa, in quanto consente di ridurre le esigenze di archiviazione di rete del 50% o più. Ciò si traduce in risparmi finanziari notevoli (e misurabili).

    Convertire o non convertire

    Quanto illustrato nella panoramica pare contraddittorio. Prima diciamo di "non effettuare la conversione all'interno di un progetto di distribuzione di Office" e immediatamente dopo enfatizziamo alcuni vantaggi della conversione. Cosa significa?

    Innanzitutto, la conversione dei documenti all'interno di un progetto di distribuzione di Office può causare problemi, in particolare l'interruzione di collegamenti. In Office 2010, viene utilizzata la modalità compatibilità per l'apertura dei file binari e vengono disabilitate determinate funzionalità che non sono compatibili con le versioni precedenti per assicurare che i file binari siano compatibili con le versioni precedenti di Office. L'utilizzo della modalità compatibilità non richiede particolari operazioni o configurazioni e gli utenti possono continuare a utilizzare i loro file come con le versioni precedenti di Office. Pertanto, se nei file precedenti non si desiderano le nuove funzionalità, perché eseguire lavoro aggiuntivo? Parte del progetto di migrazione di Office 2010 dovrebbe consistere nell'identificare i modi più semplici e veloci per eseguire la migrazione alla nuova piattaforma. Evitare il lavoro che non produce valore aziendale è un ottimo modo per risparmiare denaro. Quindi, quando vi preparate a distribuire Office 2010, assicuratevi di concentravi solo sulle attività "volte alla distribuzione".

    Avviso spoiler: l'utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office o di altri strumenti per analizzare l'ambiente al fine di identificare problemi di conversione dei documenti NON è un'attività "volta alla distribuzione". Ulteriori informazioni più avanti.

    Dopo aver effettuato la migrazione a Office 2010, potete sfruttare le nuove funzionalità in tutti i nuovi documenti che create. Questo è un ottimo momento per determinare se è conveniente eseguire la migrazione di massa dei documenti. L'utilizzo di funzionalità che aumentano la produttività (quali l'anteprima incolla e SmartArt) e la riduzione delle esigenze di archiviazione di rete sono attività eccezionali di "ottimizzazione dell'ambiente" che vi consentono di concretizzare il valore del vostro investimento in Office 2010.

    L'utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per identificare i file a basso rischio (candidati alla conversione) è un'attività successiva alla distribuzione di Office che vi consente di determinare se la conversione di massa è conveniente. I dati raccolti da Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office possono essere utilizzati per determinare il rendimento dell'investimento (ROI, return on investment) della conversione di massa. Ossia, utilizzando Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office, potete rispondere alla domanda "Quanto risparmierò sull'archiviazione se converto un insieme di documenti?” In un ambiente in cui l'organizzazione IT implementa un modello di chargeback per l'archiviazione di rete, utilizzando Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office è anche possibile rispondere alla domanda "Quanto risparmierò se converto i miei documenti?”. Spesso, le organizzazioni IT sono viste come "costi per l'azienda". L'utilizzo di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office può modificare tale percezione e dimostrare quanto l'organizzazione IT sia un "risparmio per l'azienda".

    Quali sono i file "a basso rischio"?

    Sono buoni candidati alla conversione i documenti per cui l'impatto previsto sull'azienda è minimo. Per definire il "basso rischio" per l'organizzazione, potete applicare regole aziendali specifiche, ad esempio escludere i documenti modificati recentemente, e combinare tali regole ai dati specifici restituiti da Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office, ad esempio escludere i documenti con problemi di conversione "gialli" o "rossi" e i documenti con problemi di macro. Rimangono i documenti che soddisfano i criteri seguenti:

    • Documenti che non sono stati modificati negli ultimi n giorni (ad esempio, n = 30)
    • Documenti per cui Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office ha identificato solo problemi di conversione "verdi"
    • Documenti per cui Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office non ha identificato problemi di conversione
    • Documenti per cui Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office non ha identificato problemi di macro

    Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office suddivide i potenziali problemi di conversione dei documenti in categorie che indicano la gravità del problema. I problemi "verdi" sono essenzialmente benigni e non hanno in genere alcun impatto. Rappresentano, ad esempio, problemi "verdi" i file di Excel che utilizzano etichette nelle formule (le quali vengono automaticamente convertite in Excel 2010) o che includono grafici. I problemi "gialli" o "rossi" sono potenzialmente più gravi e la conversione di tali documenti può comportare la perdita di dati o di funzionalità.

    I file con problemi di macro si suddividono in due categorie: (1) file contenenti macro che utilizzano elementi di modelli a oggetti che sono stati modificati, rimossi o deprecati rispetto alle versioni precedenti di Office e (2) macro che chiamano funzioni non specificamente contrassegnate come compatibili con le versioni di Office a 64 bit. Sebbene Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office non fornisca informazioni dettagliate sull'impatto di questi problemi di macro, escludiamo questi file dal nostro elenco potenziale di conversione per ridurre i rischi.

    I problemi di macro sono elencati separatamente dai problemi rossi, gialli e verdi. Pertanto, un file potrebbe presentare 3.245 problemi di macro ed essere elencato come documento "verde" per quanto riguarda i problemi di conversione o, addirittura, essere elencato come file privo di problemi di conversione. Questa è un'importante distinzione da notare quando creiamo il nostro filtro di "basso rischio".

    Escludiamo anche i file modificati recentemente. Ad esempio, non convertiamo alcun file che sia stato modificato nei 30 giorni precedenti. In questo modo assicuriamo ulteriormente che vengano convertiti solo documenti pressoché mai utilizzati. Anche se alcuni di questi verranno utilizzati, convertiamo solo quelli che non presentano quasi nessun rischio di conversione. Se 30 giorni non rappresenta un periodo sufficiente per il vostro ambiente, aumentate questo valore.

    Nota: lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office riporta solo la data di "ultima modifica" dei file. Non fornisce informazioni sulla data di "ultimo accesso" ai file.

    Procedura

    Il processo di base per convertire i documenti è il seguente:

    Passaggio 1 – raccogliere i dati:

    • Identificare il percorso di archiviazione di rete che contiene i documenti di Office
    • Scaricare il set di strumenti di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office
    • Analizzare il percorso di archiviazione di rete mediante OffScan.exe per individuare i documenti di Office
    • Creare un database di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office
    • Importare i risultati di analisi in Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office utilizzando ImportScans.bat

    Per ulteriori informazioni su come eseguire i passaggi precedenti (ad eccezione dell'individuazione del percorso di archiviazione), consultate la documentazione di TechNet su Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office.

    Passaggio 2 – Analizzare i dati:

    Per determinare quali file sono candidati alla conversione:

    • Utilizzare lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office per creare un filtro di "basso rischio".

    Per stimare i risparmi di archiviazione ottenuti con la conversione:

    • Eseguire una query SQL "basso rischio" in SQL Server Management Studio per recuperare i dati sulle dimensioni dei file

    Passaggio 3 – Eseguire l'attività:

    Per convertire i candidati alla conversione:

    • Esportare l'elenco filtrato mediante lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office
    • Configurare OFC.ini per l'utilizzo dell'elenco filtrato ed eseguire OFC.exe.

    In questo articolo verrà illustrato il passaggio 2. Il passaggio 3 verrà illustrato in un articolo separato. Sono stati redatti due articoli separati poiché il passaggio 2 si riferisce esclusivamente alla determinazione della convenienza della conversione dei documenti. Se determinate che la conversione è conveniente (dal punto di vista finanziario), andate al passaggio 3 dedicato all'esecuzione dell'attività. Se determinate che non è conveniente, interrompete la lettura e fornite alla direzione i dati che giustificano la vostra decisione. Avete appena risparmiato alla vostra società un notevole lavoro che, come avete determinato, non comportava potenziali risparmi. 

    Creazione del filtro di "basso rischio" nello strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office

    Aprire lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office (OMPM.accdr) e selezionare il collegamento OMPM Compatibility. Spostarsi nella parte inferiore della sezione Select a File Filter e selezionare il pulsante Customize SQL. La seguente clausola WHERE può essere utilizzata per soddisfare i criteri:

    WHERE MaxIssueLevelID > 2 AND DATEADD(d,-30,GETDATE()) > ModifiedDate AND FileID not in (SELECT FileID from Uv_FilterMacroIssue)

    Dopo aver aggiunto la query, selezionando il pulsante Apply Filter verranno restituiti tutti i file che soddisfano i criteri.

    Di seguito è riportata un'immagine dello strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office

    Nell'esempio precedente, circa il 74% dei miei documenti sono candidati alla conversione, poiché soddisfano i miei criteri di "basso rischio".

    Se non avete familiarità con SQL, quanto illustrato può non esservi chiaro. Nella tabella seguente viene scomposta la query.

    Stima dei risparmi potenziali sull'archiviazione (o determinazione del ROI)

    Ora che so quanti documenti (e quale percentuale dei miei documenti) sono candidati alla conversione, devo sapere quali sono i risparmi stimati sull'archiviazione che otterrei convertendo tali documenti. Sebbene la documentazione su TechNet indichi che i file Open XML sono di dimensioni "fino al 75% inferiori" rispetto ai file binari, nella pratica abbiamo rilevato che dalla conversione di documenti si può ottenere una riduzione di dimensioni pari al 50-60%. Ai fini della pianificazione, vi consigliamo di stimare una riduzione del 50% delle esigenze di archiviazione quando convertite i documenti al formato Open XML.

    Lo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office non riporta la dimensione totale dei file elencati. Pertanto dovrete copiare tutti i dati dallo strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office (utilizzando la scheda Scanned Files) e incollarli, ad esempio, in Excel, quindi sommare la colonna File Size. Questa è, tuttavia, un'operazione alquanto scomoda.

    Un metodo più semplice consiste nel collegare il database di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office mediante SQL Server Management Studio (SSMS) ed eseguire una query direttamente sul database. Di seguito sono riportati alcuni semplici passaggi che potete eseguire per effettuare questa operazione:

    1. Aprire SQL Server Management Studio.
    2. Connettersi al server che contiene il database di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office.
    3. Selezionare il pulsante Nuova query.
    4. Nella finestra dell'editor query copiare e incollare il testo seguente:

    SELECT

         SUM(Cast(Size as BigInt))/1024/1024/1024

    FROM

         Uv_File

    WHERE

         (MaxIssueLevel = 'No Issues' or MaxIssueLevel = 'Green')

    AND

         DATEADD(d,-30,GETDATE()) > ModifiedDate AND

         FileID not in (SELECT FileID from Uv_FilterMacroIssue)

    Questo è molto simile al filtro utilizzato nello strumento di reporting di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office, ad eccezione del fatto che offre accesso a più tabelle e visualizzazioni. Come risultato, è possibile utilizzare i campi MaxIssueLevel per specificare problemi "verdi" e l'assenza di problemi anziché utilizzare valori MaxIssueLevelID. In questo modo la query è più semplice da comprendere.

    Il risultato è un unico valore che rappresenta il numero totale di gigabyte utilizzati da tutti i file candidati alla conversione. La quantità di dati valutati può essere notevole e la dimensione del file è rappresentata in byte. Questo è il motivo per cui utilizziamo la funzione CAST per convertire i dati di dimensione file in un tipo di dati che può gestire numeri molto grandi. Dopodiché dividiamo il risultato tre volte per 1024 per convertire i byte in kilobyte, quindi in megabyte, quindi in gigabyte.

    Di seguito è riportato un esempio di questa query e la somma risultante.


    Nella schermata precedente, vediamo che da tutti i nostri documenti a basso rischio vengono utilizzati 44 GB. Per stimare i risparmi sull'archiviazione, utilizziamo una formula molto semplice:


     

    In questo modo potete determinare se la conversione è conveniente. Possiamo infatti utilizzare il valore stimato dei risparmi sull'archiviazione e determinare se il ROI ottenuto dall'esecuzione di una conversione di massa vale l'investimento. Di nuovo, se vi trovate in un ambiente in cui il reparto IT implementa un modello di chargeback per l'archiviazione di rete, potete stimare l'importo di denaro che i vostri clienti risparmieranno. In genere, i chargeback sono ricorrenti, pertanto potrete sapere l'importo di denaro che risparmieranno annualmente. Nota: alcune persone desiderano conoscere le previsioni per 3, 4 o 5 anni. Poter fornire "la previsione dei risparmi ottenuti da questo progetto su 5 anni" può fornire una visione reale del vantaggio ottenuto dalla conversione dei documenti.

    Riepilogo

    L'utilizzo consigliato di Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office è identificare i documenti che sono buoni candidati alla conversione e quindi convertirli. Si tratta di un'attività che è consigliabile eseguire dopo la distribuzione di Office 2010. In breve, utilizzate Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office come strumento di analisi per determinare se vi è un rendimento dell'investimento adeguato per la conversione dei documenti.

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Using OMPM Part 1 - Identifying Document Conversion Candidates and Estimating Storage Savings

  • Blog di Office per professionisti IT

    È ora disponibile l'elenco di aggiornamenti per Office 2007 Service Pack 3

    Articolo originale pubblicato martedì 13 dicembre 2011

    Il team Office Sustained Engineering ha rilasciato l'elenco degli aggiornamenti inclusi in Office 2007 Service Pack 3 (SP3). Office 2007 SP3, rilasciato nell'ottobre 2011, include un riepilogo di aggiornamenti pubblici e aggiornamenti cumulativi da Office 2007 SP2, nonché miglioramenti in termini di stabilità e prestazioni. Si noti che Office 2007 SP3 non contiene l'aggiornamento pubblico di ottobre 2011, né l'aggiornamento cumulativo di ottobre 2011.

    Per l'elenco di aggiornamenti, vedere il  blog degli aggiornamenti di Microsoft Office 
    (http://blogs.technet.com/b/office_sustained_engineering/archive/2011/12/09/office-2007-service-pack-3-roll-up-list.aspx).

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: The updates list for Office 2007 Service Pack 3 is now available

  • Blog di Office per professionisti IT

    Definire il passo nella produttività cloud

    Articolo originale pubblicato mercoledì 30 novembre 2011

    Il post di oggi è offerto da Jenni French, responsabile di prodotto del team Office Web Apps.

    Microsoft ha oggi annunciato aggiornamenti delle offerte cloud per la produttività in Office 365 e SkyDrive. Office Web Apps è una parte importante delle soluzioni di produttività cloud di Microsoft e il nostro team è entusiasta dei miglioramenti apportati a entrambe le piattaforme.

    I miglioramenti di Office Web Apps in Office 365 includono, tra gli altri, il supporto per il formato ODF (Open Document Format) 1.1. Ad esempio, le applicazioni Office Web Apps sono ora integrate in Exchange Online in Office 365 ed è pertanto possibile visualizzare gli allegati di posta elettronica di Word, Excel e PowerPoint nelle Office Web Apps. Per ulteriori informazioni sugli ultimi aggiornamenti introdotti in Office 365, vedere il blog di Office 365.

    Le modifiche odierne rendono inoltre più semplice la condivisione e la collaborazione su documenti di Office in SkyDrive. Questi miglioramenti si basano sui commenti e i suggerimenti dei clienti e includono condivisione più agevole, gestione di file più efficiente e caricamenti più semplici. Per informazioni dettagliate sugli aggiornamenti di SkyDrive vedere il blog Inside Windows Live.

    --Jenni French
    Sr. Product Manager, Office Web Apps

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Setting the pace in cloud productivity

  • Blog di Office per professionisti IT

    È ora disponibile il Service Pack 3 per Office 2007 e SharePoint 2007

    Articolo originale pubblicato giovedì 27 ottobre 2011

    Il team Office Sustained Engineering ha rilasciato il Service Pack 3 (SP3) per Office 2007 e SharePoint 2007. Per dettagli completi, incluso un elenco di tutti i collegamenti a download e descrizioni per i pacchetti SP3, vedere Office 2007 and SharePoint 2007 Service Pack 3 Availability. I collegamenti sono inoltre disponibili nell'articolo seguente della Knowledge Base: Elenco di tutti i pacchetti Office System 2007 SP3, server Office SP3 e Windows SharePoint Services 3.0 SP3.

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Service Pack 3 for Office 2007 and SharePoint 2007 is now available

  • Blog di Office per professionisti IT

    Aggiornamenti per più lingue delle installazioni di Office 2010 con Office 2010 SP1

    Articolo originale pubblicato sabato 22 ottobre 2011

    Un aggiornamento al Service Pack 1 di Office 2010 consente ora l'aggiornamento delle versioni in tutte le lingue per le installazioni a più lingue di Office 2010. Precedentemente, era stata aggiornata solo la versione inglese. Per ulteriori informazioni, vedere Modifica aggiornamento Microsoft Office 2010 SP1 per le installazioni della lingua.

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Office 2010 SP1 now updates multiple languages in Office 2010 installations

  • Blog di Office per professionisti IT

    I nuovi aggiornamenti di SkyDrive agevolano la condivisione di documenti di Office

    Articolo originale pubblicato mercoledì 30 novembre 2011

    Il post di oggi è offerto da Jenni French, responsabile di prodotto del team Office Web Apps.Condividere documenti di Office nei social network

    All'inizio dell'autunno, abbiamo apportato miglioramenti a Office Web Apps in base ai vostri feedback, offrendo nuove funzionalità quali la possibilità di visualizzare input penna in OneNote Web App, unire e adattare automaticamente celle in Excel Web App e stampare direttamente dal browser in Excel Web App. Oggi, il team di SkyDrive annuncia alcuni aggiornamenti, anche questi basati sulle vostre richieste. Gli aggiornamenti odierni di SkyDrive renderanno più semplice la condivisione e la collaborazione su documenti di Office mediante Office Web Apps su SkyDrive.

    Con i miglioramenti odierni di SkyDrive, potete condividere singoli file archiviati in SkyDrive, non solo cartelle. Inoltre, potete agevolmente collaborare su documenti di Office tramite SkyDrive con chi desiderate, anche se non ne conoscete il Windows Live ID. Potete addirittura effettuare condivisioni con gli amici direttamente su Facebook e LinkedIn oppure potete condividere un documento con tutti impostando autorizzazioni che lo rendano pubblico e creando un collegamento che potrete inviare, condividere o incorporare nel vostro blog o sito Web.

    Condivisione più semplice da Office Web Apps su SkyDrive

    Per condividere il documento su cui state lavorando, è sufficiente fare clic su Condividi (Share) nella barra degli strumenti, immettere gli indirizzi di posta elettronica dei vostri amici, un breve messaggio, quindi fornire l'autorizzazione alla modifica oppure richiedere l'accesso: il tutto da un'unica posizione.

    Condividere un collegamento a un documento in un messaggio di posta elettronica

    Le persone con cui avete condiviso il documento riceveranno pressoché subito un invito, inviato da voi, con un collegamento da selezionare per visualizzare il documento.

    I destinatari del messaggio di posta elettronica ricevono un collegamento al documento

    Menu di scelta rapida per condividere documenti di Office da SkyDrive

    Questo aggiornamento consente di risparmiare tempo. Il team di SkyDrive ha aggiunto menu di scelta rapida nell'elenco di file per consentire la visualizzazione, la modifica, il download e altro ancora.

    Nuovi comandi da menu di scelta rapida sui file in SkyDrive

    Condividere i documenti di Office nei social network

    Oltre alla condivisione tramite posta elettronica, ora potete condividere i vostri documenti di Office tramite social network quali Facebook e LinkedIn. Si tratta di una novità interessante, poiché vi consente di esibire i vostri documenti di Office agli amici di Facebook o di collaborare con i vostri colleghi in LinkedIn.

    Per inserire i vostri documenti di Office in un social network, fate clic su Condividi (Share) nella barra di spostamento, quindi su Pubblica in (Post to).

    Inserire i documenti nei social network

    Condividere un documento di Office con tutti

    Oltre a condividere i vostri documenti di Office con amici e colleghi specifici, potete caricare un documento e condividerlo con tutti, quindi ottenere un collegamento che potete inserire o inviare per rendere pubblico il vostro documento. Potete anche scegliere di impostare autorizzazioni in modo che solo gli amici con cui avete condiviso il documento possano vederlo oppure renderlo pubblico affinché possa essere visualizzato da tutti gli utenti del Web.

    Per rendere pubblico un documento, fate clic su Condividi (Share) e quindi su URL di collegamento (Get a Link).

    Creare un collegamento pubblico al documento

    Incorporare il documento di Office in un blog o in un sito Web

    Se avete un blog o un sito Web, potete incorporare il vostro documento di Excel o PowerPoint direttamente in un'altra pagina Web.

    Per incorporare un documento di Office da SkyDrive, fate clic con il pulsante destro del mouse sul documento, scegliete Incorpora (Embed), quindi fate clic su Genera (Generate) per ottenere il codice HTML da incollare nel vostro blog o sito Web.

    Incorporare il documento in un blog o sito Web

    Esempio pratico con Doug da Office Casual

    Per un esempio pratico di questi miglioramenti, guardate il video di Doug nel blog Office Casual oppure provate voi stessi, dovete solo accedere a SkyDrive per iniziare.

    Spero apprezzerete queste nuove funzionalità. Comunicateci le vostre opinioni nei commenti seguenti oppure tramite il prodotto. Noi siamo sempre in ascolto.

    Grazie,
     
    --Jenni French
    Sr. Product Manager, Office Web Apps


     

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: New SkyDrive updates make sharing Office docs easier

  • Blog di Office per professionisti IT

    Suggerimenti di Guy Kawasaki per l'avvio di un'azienda

    Articolo originale pubblicato martedì 10 gennaio 2012

    Foto di Guy KawasakiNon avete mai sognato di lasciare il vostro lavoro d'ufficio e aprire un'attività in proprio? È iniziato un nuovo anno, il momento giusto per trasformare i vostri sogni in realtà.

    Office Web Apps ha stretto una partnership con Guy Kawasaki, importante autore, venture capitalist e influente esperto tecnico, per mostrarvi come fare. I suoi post esclusivi vi offriranno suggerimenti e modelli per guidarvi nelle attività seguenti: 

    Per informazioni, visitate il suo post sul lancio perfetto.

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Get Guy Kawasaki's tips on starting a business

  • Blog di Office per professionisti IT

    Mashup di Excel con tecnologia Excel Web App

    Articolo originale pubblicato venerdì 16 dicembre 2011

    Il post di oggi è offerto da Jenni French, responsabile di prodotto del team Office Web Apps. 

    Mashup Healthy MealIl team di Excel ha rilasciato una nuova tecnologia che consente agli sviluppatori di creare mashup utilizzando Excel, con tecnologia Excel Web App.

    Un mashup è un tipo di applicazione che combina dati di origini diverse per creare esperienze interattive avanzate, in genere ospitate in una pagina Web. Probabilmente avrete già utilizzato mashup compilati in altre origini dati Microsoft o di altre società, ad esempio per combinare mappe di Bing e cercare i risultati con informazioni su ristoranti o proprietà immobiliari.

    Per creare un mashup di Excel, gli sviluppatori possono utilizzare Excel Web App per incorporare una cartella di lavoro archiviata in SkyDrive, quindi visualizzarla in una pagina Web host e aggiungere interattività con codice. Nel blog di Excel di oggi, Larry Waldman del team di Excel fornisce un esempio di come ha creato un calcolatore delle calorie utilizzando un mashup di Excel. Ha creato un foglio di calcolo e lo ha caricato su SkyDrive, quindi lo ha aggiunto a una pagina Web per cercare informazioni nutrizionali per diversi alimenti, elencando automaticamente informazioni su alimenti e calorie nel proprio foglio di calcolo.

    Per un altro esempio, vedete la nuova scheda Mashup nella pagina di procedure per incorporare un foglio di calcolo Excel. Per gli sviluppatori, sono disponibili informazioni su come creare mashup di Excel nel sito Web excelmashup.com.

    --Jenni Friench
    Sr. Product Manager, Office Web Apps

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Excel Web App powers Excel Mashups

  • Blog di Office per professionisti IT

    Distribuzione di un dizionario personalizzato

    Articolo originale pubblicato venerdì 16 dicembre 2011

    Abbiamo ricevuto alcune domande relative alla distribuzione di un dizionario personalizzato in un'organizzazione. A tale scopo, gli amministratori possono adottare l'approccio seguente:

    • Creare uno script di Visual Basic per copiare il file del dizionario personalizzato nel computer locale.
    • Aggiornare le impostazioni del Registro di sistema per l'utilizzo del dizionario personalizzato.
    • Eseguire lo script di Visual Basic come parte di uno script di accesso.

    Nella sezione seguente vengono elencate le chiavi del Registro di sistema da aggiornare per utilizzare il nuovo dizionario personalizzato, ad esempio NewCustom.dic. A tal fine, utilizzare l'editor del Registro di sistema, regedit.exe. Per ulteriori informazioni sull'utilizzo di regedit, vedere Configurare il Registro di sistema.

    Mediante questo approccio il file del dizionario personalizzato viene impostato come predefinito e configurato come abilitato. Il file NewCustom.dic viene specificato come secondo dizionario e impostato come abilitato. Viene inoltre rimosso il tag delle impostazioni cultura affinché venga applicato a tutte le lingue.

    È necessario aggiungere o aggiornare le seguenti chiavi e i seguenti valori del Registro di sistema:

    • "HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Shared Tools\Proofing Tools\1.0\Custom Dictionaries" /v "1" /t REG_SZ /d CUSTOM.DIC /f
    • "HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Shared Tools\Proofing Tools\1.0\Custom Dictionaries" /v "1_state" /t REG_BINARY /d 01000000 /f
    • "HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Shared Tools\Proofing Tools\1.0\Custom Dictionaries" /v "2" /t REG_SZ /d NewCustom.dic /f
    • "HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Shared Tools\Proofing Tools\1.0\Custom Dictionaries" /v "2_state" /t REG_BINARY /d 01000000 /f

    È necessario eliminare la seguente chiave del Registro di sistema, se esistente:

    • "HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Shared Tools\Proofing Tools\1.0\Custom Dictionaries" /v "2_culturetag" /f

    Per distribuire lo script di accesso a tutti gli utenti, gli amministratori possono utilizzare Criteri di gruppo per assegnare uno script di accesso dell'utente. Per informazioni sull'utilizzo di Console Gestione Criteri di gruppo e degli script di accesso utenti, vedere le risorse seguenti:


    In alternativa, gli amministratori che hanno distribuito Office 2010 possono utilizzare lo Strumento di personalizzazione di Office per aggiungere il file del dizionario personalizzato e i valori del Registro di sistema. Lo Strumento di personalizzazione di Office può essere utilizzato per gestire un'installazione di Office 2010. Si noti che sono disponibili due versioni dello Strumento di personalizzazione di Office in Office 2010, rispettivamente per le versioni di Office 2010 a 32 bit e a 64 bit. Lo Strumento di personalizzazione di Office è disponibile solo nelle versioni con contratto multilicenza di Office 2010 e Office System 2007. Per determinare se un'installazione di Office 2010 è una versione con contratto multilicenza, controllare se è presente una cartella denominata Admin nel disco di installazione di Office 2010. Se la cartella Admin è presente, si tratta di una versione con contratto multilicenza.

    Per utilizzare questo metodo, gli amministratori devono eseguire le attività seguenti:

    • Eseguire lo Strumento di personalizzazione di Office e utilizzare l'opzione Aggiungi file (Add files) nella sezione Contenuto aggiuntivo (Additional content) per aggiungere il file del dizionario personalizzato.
    • Utilizzare l'opzione Aggiungi voci del Registro di sistema (Add registry entries) e fare clic su Aggiungi (Add) per aggiungere le chiavi del Registro di sistema.
    • Utilizzare l'opzione Rimuovi voci del Registro di sistema (Remove registry entries) e fare clic su Rimuovi (Remove) per rimuovere una chiave del Registro di sistema.
    • Al termine delle modifiche, salvare il file di personalizzazione dell'installazione con estensione msp.
    • Distribuire il file msp di personalizzazione.

    Per ulteriori informazioni sull'utilizzo dello Strumento di personalizzazione di Office, vedere le risorse seguenti:

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale: Deploying a custom dictionary

  • Blog di Office per professionisti IT

    Processi business-critical con SharePoint e SQL

    Articolo originale pubblicato venerdì 18 novembre 2011

    SharePoint 2010 consente di connettersi a sistemi aziendali back-end, di evidenziare dati aziendali in SharePoint e renderli accessibili e utilizzabili dai dipendenti dell'intera organizzazione. Pressoché tutte le società di notevoli dimensioni utilizzano soluzioni ERP e CRM per eseguire i processi aziendali essenziali. Benché nel tempo le società abbiano sviluppato procedure dettagliate relativamente all'uso di tali sistemi per supportare aree tecniche verticali all'interno dell'organizzazione (ad esempio la pianificazione dei prodotti, la gestione delle prestazioni finanziarie, la gestione della catena di fornitura e così via), sono ancora presenti problematiche relative all'incremento della visibilità e della collaborazione, in base ai dati aziendali, tra le diverse aree tecniche e i diversi team. Queste problematiche derivano dal fatto che solo una piccola parte dei dipendenti è qualificata e autorizzata all'uso dei sistemi back-end, nonché dal costo elevato e dalla complessità dell'integrazione di tali sistemi tra le diverse funzioni e i team.

    Con SharePoint e SQL, una volta evidenziati i dati aziendali di interesse in una piattaforma di collaborazione a livello aziendale, è possibile ottenere numerosi vantaggi. Innanzitutto, l'accesso ai dati alla base dei processi aziendali principali, i quali ora possono essere visualizzati, analizzati e utilizzati da qualsiasi dipendente dell'organizzazione (in base alle priorità aziendali e alle autorizzazioni concesse). La disponibilità immediata dei dati aziendali di interesse migliora il processo decisionale, velocizza e rende più efficiente la gestione delle eccezioni e accorcia i tempi di introduzione del prodotto sul mercato. Inoltre, gli utenti sono in grado di interagire con i dati aziendali tramite un'interfaccia utente con cui hanno già familiarità, anziché dover utilizzare più interfacce diverse, spesso non intuitive.   
     
    Stranamente, le riduzioni dei costi di formazione non sono importanti nella riduzione complessiva del costo totale di proprietà che è possibile ottenere implementando la connettività dei dati back-end con SharePoint. Il maggior beneficio in termini di efficienza è costituito dall'impatto della riduzione del rischio aziendale. Dal momento che più funzioni all'interno dell'organizzazione sono esposte ai dati aziendali correlati alle loro responsabilità giornaliere e poiché vengono implementati flussi di lavoro per supportare la gestione delle eccezioni e la risoluzione dei problemi tra i diversi team, è possibile attenuare gran parte dei rischi associati ai processi aziendali sottostanti, con un conseguente aumento dell'efficienza dei processi e una riduzione dei costi operativi.

     

    Per ulteriori informazioni sui vantaggi derivanti dall'utilizzo di soluzioni business-critical con SharePoint e SQL, fare clic qui.

     

    Questo è un post di blog localizzato. Consultate l'articolo originale Business-critical processes with SharePoint and SQL

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