Articolo originale pubblicato giovedì 19 maggio 2011
Salve, mi chiamo Sam Chung e ricopro la carica di Program Manager nel team di SharePoint Designer. In questo blog illustrerò come utilizzare Visio 2010 e SPD 2010 insieme per creare flussi di lavoro. Esaminerò inoltre alcuni problemi e domande comuni che molti si trovano ad affrontare quando utilizzano i due strumenti insieme.
Per preparare il campo abbiamo bisogno di alcune informazioni di contesto a proposito della relazione tra SPD e Visio. Sono già disponibili alcune risorse relative al modo in cui utilizzare i due strumenti insieme, in particolare gli interventi sul blog seguenti descrivono questo aspetto dal lato di Visio:
http://blogs.msdn.com/b/visio/archive/2009/11/23/sharepoint-workflow-authoring-in-visio-premium-2010-part-1.aspx
http://blogs.msdn.com/b/visio/archive/2010/01/19/sharepoint-workflow-authoring-in-visio-premium-2010-part-2.aspx#comments
Tali post di blog sono tuttavia alquanto datati, pertanto ho deciso di riesaminare interamente questo aspetto. Approfondirò inoltre alcune aree e affronterò alcuni problemi comuni che sono stati riscontrati.
Per questo blog partirò dal presupposto che non avete consultato altre informazioni relative a Visio e SPD, definendo quindi il contesto. Se avete già una certa familiarità con Visio e SPD vi suggerisco di saltare questa sezione e passare a quella successiva.
Il team SharePoint Designer 2010 a collaborato con il team Visio per consentire agli utenti di utilizzare i due strumenti insieme per creare e visualizzare i flussi di lavoro. Questo blog sarà incentrato maggiormente sull'aspetto della creazione di questa relazione e non approfondirà invece la visualizzazione sul lato server (questo argomento verrà trattato in un altro blog).
La creazione di un flusso di lavoro può svolgersi in due modi. Gli utenti possono utilizzare una finestra di progettazione comune basata sulle frasi in SPD per creare/modificare i flussi di lavoro oppure possono utilizzare il client Visio. Poiché la creazione dei flussi di lavoro nella finestra di progettazione basata sulle frasi è un processo alquanto noto, mi concentrerò sul modo in cui gli utenti possono utilizzare il client Visio per creare e modificare flussi di lavoro.
**NOTA** Dovete disporre di Visio 2010 Premium per poter eseguire queste operazioni. È inoltre necessario che SPD 2010 e Visio 2010 siano installati insieme nello stesso computer.
Questa relazione è stata creata per aiutare tutti quelli che hanno una maggiore dimestichezza con Visio a utilizzare un'area di progettazione più familiare. L'area di progettazione di Visio offre inoltre una visione assolutamente univoca del flusso di lavoro che può risultare utile a molti utenti durante la progettazione/revisione dei flussi di lavoro. Sebbene l'intero flusso di lavoro non possa essere creato in Visio, gli utenti possono comunque creare la struttura generale del flusso di lavoro e quindi completare l'impostazione dei parametri mediante SPD.
1. Avviate Visio 2010 Premium.
2. Create un nuovo diagramma.
3. In Categorie di modelli (Template Categories) selezionate Diagramma di flusso (Flowchart).
4. Selezionate quindi Flusso di lavoro Microsoft SharePoint (Microsoft SharePoint Workflow).
5. Premete il pulsante Crea (Create) sulla destra.
***Nota*** La scelta di unità di misura USA o metriche non comporta alcuna differenza, poiché entrambe determinano la creazione dello stesso diagramma di flusso di lavoro.
6. Verrà visualizzata un'area di disegno vuota. Prima di iniziare, dovete inserire la forma di inizio e la forma di fine.
· Tutti i flussi di lavoro di SharePoint devono contenere queste forme.
· Tutte le forme dei flussi di lavoro che aggiungete devono essere inserite tra queste due forme.
7. Tutte le forme dei flussi di lavoro sono state organizzate in categorie nel riquadro dello stencil.
· Forme rapide: contengono le forme posizionate nella parte superiore di ogni singola categoria.
***Nota*** Le forme rapide rappresentano un'ottima soluzione per velocizzare il processo di creazione del flusso di lavoro. Ogni categoria nello stencil dispone di una sezione di forme rapide. Ad esempio, se osservate la categoria Azioni del flusso di lavoro di SharePoint (SharePoint Workflow Actions), noterete che c'è una linea sottile che separa l'insieme di azioni superiore da quello inferiore.
Le azioni posizionate nella parte superiore sono le forme rapide per quella categoria. Le forme rapide non vengono selezionate automaticamente in base all'utilizzo o ad altri aspetti. In realtà le forme incluse in questa sezione sono definibili dall'utente. Provate a fare clic e a trascinare qualsiasi forma sopra la linea, vedrete che tale forma diventerà parte dell'elenco delle forme rapide. Potete quindi utilizzare queste forme per velocizzare la creazione del diagramma. Le prime quattro forme rapide vengono visualizzate come opzioni di ghosting sulle forme nell'area di disegno. Basterà posizionare il puntatore del mouse sulle punte delle frecce celesti ai lati di qualsiasi forma per visualizzarle.
· Azioni del flusso di lavoro di SharePoint (XXX unità) [SharePoint Workflow Actions (XXX units)]: è l'area in cui vengono memorizzate tutte le azioni del flusso di lavoro di SharePoint.
· Condizioni flusso di lavoro di SharePoint (XXX unità) [SharePoint Workflow Conditions (XXX units)]: è l'area in cui vengono memorizzate tutte le condizioni del flusso di lavoro di SharePoint.
· Terminatori del flusso di lavoro di SharePoint (XXX unità) [SharePoint Workflow Terminators (XXX units)]: è l'area in cui potete trovare le forme di inizio e fine del flusso di lavoro descritte nel passaggio 6.
***Nota*** Le Azioni del flusso di lavoro di SharePoint (SharePoint Workflow Actions) mostrate nel riquadro dello stencil non sono filtrate in base al tipo di flusso di lavoro che desiderate creare. In genere quando create un flusso di lavoro in SPD, l'elenco di azioni mostrato viene filtrato in base all'insieme di azioni che sono pertinenti per il tipo di lavoro che state creando. Se pertanto state creando un flusso di lavoro elenco, potrete vedere solo le azioni del flusso di lavoro elenco, analogamente a quanto avviene per i flussi di lavoro del sito o i flussi di lavoro riutilizzabili. Nel client Visio non viene tuttavia applicato alcun filtro all'elenco di azioni messo a vostra disposizione. Se quindi create flussi di lavoro utilizzando Visio, dovrete accertarvi di utilizzare solo le azioni che sono pertinenti per il tipo di flusso di lavoro che state creando.
Le azioni specifiche per il flusso di lavoro del sito non sono disponibili in questo riquadro, pertanto non potrete creare flussi di lavoro del sito utilizzando il client Visio. Durante l'impostazione noterete che non sono disponibili opzioni per creare flussi di lavoro del sito basati su un diagramma di Visio.
8. Aggiungete ora le forme che preferite e create il flusso di lavoro. Per questo blog ho creato un esempio molto semplice.
***Nota*** Non dimenticate di impostare le opzioni Sì/No (Yes/No) per tutte le forme condizionali. Un modo rapido per eseguire questa operazione consiste nel fare clic con il pulsante destro del mouse su uno dei connettori di una forma condizionale e scegliere Sì (Yes) o No.
Tenteremo ora di fare in modo che il diagramma di Visio passi da Visio a SPD. Nelle prossime sezioni verranno illustrati i modi migliori per eseguire questa operazione.
1. Dopo aver creato il diagramma, quando siete pronti per inviarlo a SPD dovete premere il pulsante Esporta (Export).
· Questo pulsante si trova nella scheda Processo (Process).
2. Se sono presenti errori nel diagramma, verranno visualizzati nel riquadro degli errori.
***Nota*** A questo punto Visio verifica che il diagramma che state tentando di inviare a SPD possa essere convertito direttamente in un flusso di lavoro. La verifica si limita tuttavia all'ambito compreso tra la forma di inizio e quella di fine . Al di fuori di questo ambito potete quindi posizionare qualsiasi forma di Visio vogliate. Verificate tuttavia che tra le forme di inizio e fine siano presenti solo forme di flusso di lavoro e che siano connesse correttamente.
3. Presupponendo che la convalida venga superata (in caso contrario, risolvete gli errori e riprovate), verrà visualizzata la finestra di dialogo Esporta flusso di lavoro (Export Workflow) in cui potete specificare dove salvare il file VWI. Selezionate una posizione, assegnate un nome al file e premete Salva (Save). Nell'esempio ho denominato il mio file Flusso di lavoro semplice (Simple Workflow) e l'ho salvato sul desktop.
***Nota*** Il file VWI salvato rappresenta un file Open XML, ovvero un file ZIP che contiene altri file. Potete utilizzare il vostro programma di compressione preferito per decomprimere il file ed esaminare i file in esso contenuti. In genere troverete i file seguenti:
[tipo_di_contenuto].xml
Workflow.vdx
Workflow.xoml
Workflow.xoml.rules
I file che solitamente vi interessano di più sono quelli con estensione vdx e xoml. Il file vdx è il diagramma di Visio che avete appena creato, mentre il file xoml rappresenta il flusso di lavoro effettivo che verrebbe eseguito dopo la pubblicazione. In questa fase i file xoml non contengono molti elementi in quanto il flusso di lavoro non è ancora stato configurato correttamente SPD. Una volta completata la configurazione del flusso di lavoro, se dovessimo esportare di nuovo il flusso di lavoro da SPD, notereste molti più elementi nei file xoml. Vedreste anche un file workflow.config che contiene ulteriori dettagli relativi al flusso di lavoro. Per il momento non ci occuperemo di questi file e procederemo con il passaggio successivo.
Per ulteriori informazioni sui file Open XML, consultate il collegamento seguente: http://msdn.microsoft.com/en-us/library/aa338205(v=office.12).aspx
4. Passeremo ora all'importazione del file VWI in SPD. Aprite SPD e stabilite una connessione al vostro sito di SharePoint 2010 preferito.
5. Fate clic sul collegamento dei flussi di lavoro presente nella barra di spostamento sinistra.
6. Premete quindi il pulsante Importa da Visio (Import from Visio) sulla barra multifunzione.
7. In questo modo verrà visualizzata l'Importazione guidata (Import Wizard). Selezionate il file VWI e premete il pulsante Avanti (Next).
8. Assegnate un nome al flusso di lavoro e selezionatene il tipo.
9. Se tutti i passaggi sono stati eseguiti correttamente, dovreste visualizzare una schermata simile alla seguente:
1. Potete ora iniziare a importare i parametri per ogni singola azione all'interno del flusso di lavoro. Al termine di questa operazione, il flusso di lavoro dovrebbe avere l'aspetto seguente:
2. Prima di passare alla pubblicazione, aggiungiamo un'altra azione al flusso di lavoro. Io ho inserito una semplice azione di registrazione nella cronologia alla fine del flusso di lavoro.
***Nota*** Questa è una nota molto importante. Se avete intenzione di aggiungere, eliminare o spostare azioni nel flusso di lavoro, ci sono buone possibilità che il diagramma iniziale non avrà lo stesso aspetto quando lo osserverete nella visualizzazione sul lato server. Ciò accade poiché, quando si modificano le posizioni delle azioni in SPD, il componente aggiuntivo di Visio all'interno di SPD deve ricreare dinamicamente il diagramma e ridefinire il layout dell'intero diagramma. Per questo motivo l'aspetto potrebbe risultare diverso da quello previsto. Se pertanto la visualizzazione sul lato server è importante, dovreste procedere come segue:
a) Esportate il flusso di lavoro da SPD in Visio.
b) Modificate il diagramma.
c) Esportate il diagramma da Visio a SPD.
d) Ripubblicate il flusso di lavoro, senza modificarlo di nuovo in SPD.
3. Pubblicate il nuovo flusso di lavoro che avete creato.
Avete potuto sperimentare in modo rapido e diretto cosa comporta il passaggio da Visio a SPD. Spero che vi sia stato di aiuto. Ho provveduto a consolidare le note relative a quello di cui abbiamo parlato sopra nella sezione seguente di Domande frequenti e suggerimenti.
Potete pubblicare le vostre domande di seguito. Cercherò di rispondere al maggior numero di domande possibile.
Spero inoltre di creare nelle prossime settimane un altro post di blog di completamento nel quale descriverò il passaggio da SPD a Visio, insieme ai problemi che possono sorgere quando si tenta di aggiornare un flusso di lavoro esistente con un diagramma di Visio.
Grazie per l'attenzione.
Sam
1. Dovete disporre di Visio 2010 Premium per poter creare un flusso di lavoro di SharePoint 2010. È inoltre necessario che SPD 2010 e Visio 2010 siano installati insieme nello stesso computer.
2. Quando si crea un nuovo diagramma del flusso di lavoro SharePoint 2010 di Visio, la scelta tra unità di misura USA o metriche non comporta alcuna differenza, poiché entrambe determinano la creazione dello stesso diagramma di flusso di lavoro.
3. Le forme rapide rappresentano un'ottima soluzione per velocizzare il processo di creazione del flusso di lavoro. Ogni categoria nello stencil dispone di una sezione di forme rapide. Ad esempio, se osservate la categoria Azioni del flusso di lavoro di SharePoint (SharePoint Workflow Actions), noterete che c'è una linea sottile che separa l'insieme di azioni superiore da quello inferiore.
4. Le Azioni del flusso di lavoro di SharePoint (SharePoint Workflow Actions) mostrate nel riquadro dello stencil non sono filtrate in base al tipo di flusso di lavoro che desiderate creare. In genere quando create un flusso di lavoro in SPD, l'elenco di azioni mostrato viene filtrato in base all'insieme di azioni che sono pertinenti per il tipo di lavoro che state creando. Se pertanto state creando un flusso di lavoro elenco, potrete vedere solo le azioni del flusso di lavoro elenco, analogamente a quanto avviene per i flussi di lavoro del sito o i flussi di lavoro riutilizzabili. Nel client Visio non viene tuttavia applicato alcun filtro all'elenco di azioni messo a vostra disposizione. Se quindi create flussi di lavoro utilizzando Visio, dovrete accertarvi di utilizzare solo le azioni che sono pertinenti per il tipo di flusso di lavoro che state creando.
5. Le azioni specifiche per il flusso di lavoro del sito non sono disponibili in questo riquadro, pertanto non potrete creare flussi di lavoro del sito utilizzando il client Visio. Durante l'impostazione noterete che non sono disponibili opzioni per creare flussi di lavoro del sito basati su un diagramma di Visio.
6. Non dimenticate di impostare le opzioni Sì/No (Yes/No) per tutte le forme condizionali. Un modo rapido per eseguire questa operazione consiste nel fare clic con il pulsante destro del mouse su uno dei connettori di una forma condizionale e scegliere Sì (Yes) o No.
7. Quando tentate di esportare un diagramma da Visio, il programma verifica che il diagramma che state tentando di inviare a SPD possa essere convertito direttamente in un flusso di lavoro. La verifica si limita tuttavia all'ambito compreso tra la forma di inizio e quella di fine . Al di fuori di questo ambito potete quindi posizionare qualsiasi forma di Visio vogliate. Verificate tuttavia che tra le forme di inizio e fine siano presenti solo forme di flusso di lavoro e che siano connesse correttamente.
8. Il file VWI salvato rappresenta un file Open XML, ovvero un file ZIP che contiene altri file. Potete utilizzare il vostro programma di compressione preferito per decomprimere il file ed esaminare i file in esso contenuti. In genere troverete i file seguenti:
I file che solitamente vi interessano di più sono quelli con estensione vdx e xoml. Il file vdx è il diagramma di Visio che avete appena creato, mentre il file xoml rappresenta il flusso di lavoro effettivo che verrebbe eseguito dopo la pubblicazione. I file xoml non contengono molti elementi quando vengono esportati da un nuovo diagramma di Visio in quanto il flusso di lavoro non è ancora stato configurato correttamente SPD. Una volta completata la configurazione del flusso di lavoro, se dovessimo esportare di nuovo il flusso di lavoro da SPD, notereste molte più informazioni nei file xoml. Vedreste anche un file workflow.config che contiene ulteriori dettagli relativi al flusso di lavoro.
9. Se avete intenzione di aggiungere, eliminare o spostare azioni nel flusso di lavoro, ci sono buone possibilità che il diagramma iniziale non avrà lo stesso aspetto quando lo osserverete nella visualizzazione sul lato server. Ciò accade poiché, quando si modificano le posizioni delle azioni in SPD, il componente aggiuntivo di Visio all'interno di SPD deve ricreare dinamicamente il diagramma e ridefinire il layout dell'intero diagramma. Per questo motivo l'aspetto potrebbe risultare diverso quello previsto. Se pertanto la visualizzazione sul lato server è importante, dovreste procedere come segue:
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Creating a SharePoint 2010 Workflow using SPD 2010 and Visio 2010: How-To & FAQ
Articolo originale pubblicato lunedì 2 maggio 2011
Salve a tutti. Mi chiamo JongHwa Lim e ricopro la carica di Program Manager nel team SharePoint Designer. È passato tanto tempo. Alcuni avranno pensato che questo sito sia in disuso poiché non ci sono stati nuovi post da aprile dell'anno scorso. Invece siamo tornati. Manterremo attivo questo sito e pubblicheremo nuovi blog almeno una volta al mese, tentando al contempo di restare in contatto con lettori e clienti.
Per riprendere il ritmo (e anche per preparare il team ai prossimi post), inizieremo esaminando una caratteristica piccola ma utile di SharePoint Designer 2010 (anche noto come SPD).
È innanzitutto importante definire uno scenario. Immaginate di essere un autore di flussi di lavoro abituato a utilizzare SPD che deve creare un flusso di lavoro che verrà utilizzato in molti elenchi e raccolte documenti con alcuni campi specifici per il flusso di lavoro. In che modo potete implementarlo? Di seguito sono elencati alcuni esempi di opzioni possibili per raggiungere questo obiettivo.
· Flusso di lavoro elenco
o Potete iniziare dai flussi di lavoro elenco, aggiungendo direttamente all'elenco i campi specifici per il flusso di lavoro. Durante la fase di progettazione in SharePoint Designer potete quindi visualizzare i campi e utilizzarli per creare la logica del flusso di lavoro.
o Se però sarà necessario riutilizzare il flusso di lavoro in altri elenchi o raccolte documenti, non saprete come fare.
· Flusso di lavoro riutilizzabile
o Avendo una maggiore familiarità con i flussi di lavoro SPD, scegliete di utilizzare i flussi di lavoro riutilizzabili per risolvere il problema del riutilizzo del flusso di lavoro. Tuttavia, quando aprite Progettazione flussi di lavoro è presente solo Titolo (Title) come campo impostabile e Tipo di contenuto (Content Type), Data creazione (Created), Autore (Created By), ID, Data modifica (Modified), Autore modifica (Modified By) e Titolo (Title) come campi leggibili.
o Non potete utilizzare i campi di cui avete bisogno per creare la logica del flusso di lavoro.
· Flusso di lavoro riutilizzabile con tipo di contenuto di base
o Gli utenti esperti di flussi di lavoro SPD conoscono il concetto di tipo di contenuto di base per i flussi di lavoro riutilizzabili.
o Si crea innanzitutto un nuovo tipo di contenuto e vi si aggiungono i campi necessari. Nella finestra di dialogo Crea flusso di lavoro riutilizzabile selezionate il tipo di contenuto creato come tipo di contenuto di base.
o A questo punto potete vedere i campi in Progettazione flussi di lavoro e completare le attività richieste. Questa soluzione non presenta problemi nello scenario di riutilizzo purché il flusso di lavoro venga associato al tipo di contenuto e quest'ultimo venga aggiunto all'elenco o alla raccolta documenti.
o Ma cosa succede se scoprite di dover utilizzare un nuovo campo? Ogni volta che avete bisogno di un nuovo campo, dovete passare al tipo di contenuto del sito o all'elemento di interfaccia relativo alla colonna del sito sul server o in SPD.
o Esiste tuttavia un altro punto debole. Quando si tenta di spostare il flusso di lavoro utilizzando Salva come modello, il flusso di lavoro estratto dal pacchetto perderà alcune informazioni sul tipo di contenuto di base se si tratta di un tipo di contenuto personalizzato o se contiene una colonna del sito personalizzata.
· Flusso di lavoro riutilizzabile con colonne di associazione
o Se avete una certa familiarità con SPD, conoscerete il concetto delle colonne di associazione.
o Quando iniziate a creare e modificare il flusso di lavoro, se avete bisogno di un campo, potete crearlo direttamente con le colonne di associazione, scegliendo tra una colonna del sito esistente o una nuova colonna. Non dovrete quindi spostarvi ripetutamente tra Progettazione flussi di lavoro, il tipo di contenuto del sito e l'elemento di interfaccia relativo alla colonna del sito. Potete eseguire semplicemente tutte le operazioni in un solo luogo.
o Non si verificano problemi in caso di riutilizzo anche perché le definizioni dei flussi di lavoro riutilizzabili includono i campi e il pacchetto del flusso di lavoro li supporta.
Se avete provato a cercare informazioni su questo argomento, avrete trovato alcuni dei seguenti esempi di descrizione:
· Per impostazione predefinita, i flussi di lavoro riutilizzabili non prevedono un contesto costituito da uno specifico elenco o raccolta. Includono pertanto solo le colonne comuni a vari elenchi e raccolte, ad esempio Data creazione (Created) e Autore (Created By). Se un determinato flusso di lavoro riutilizzabile richiede la presenza di alcune colonne nell'elenco o nella raccolta a cui è associato, è possibile aggiungere tali colonne sotto forma di colonne di associazione. Queste ultime vengono aggiunte automaticamente a un elenco o una raccolta quando un flusso di lavoro riutilizzabile viene associato ad essi.
· Colonne di associazione Se un determinato flusso di lavoro riutilizzabile richiede la presenza di alcune colonne nell'elenco o nella raccolta a cui è associato, è possibile aggiungere tali colonne sotto forma di colonne di associazione. Queste ultime vengono aggiunte automaticamente a un elenco o una raccolta quando un flusso di lavoro riutilizzabile viene associato ad essi.
· (Descrizione comando del pulsante della barra multifunzione) Definisce le colonne che verranno aggiunte a un elenco quando il flusso di lavoro è associato a tale elenco. Questa opzione non è disponibile per i flussi di lavoro del sito.
Tutte queste descrizioni sono valide e spiegano perfettamente cosa siano le colonne di associazione e a cosa servano. Le colonne di associazione sono state introdotte per sopperire alla mancanza di soluzioni valide per gli autori di flussi di lavoro riutilizzabili che desiderano aggiornare i campi dell'elemento corrente. Poiché non esisteva un concetto di flusso di lavoro riutilizzabile prima di SharePoint Designer 2010, non esistevano neanche le colonne di associazione. Senza le colonne di associazione l'unica alternativa consiste nell'utilizzare il tipo di contenuto di base. Questa soluzione pone tuttavia varie limitazioni all'esperienza utente in relazione all'associazione e alla fase di progettazione in quanto l'associazione è possibile solo con il tipo di contenuto di base o i tipi di contenuto ereditati e l'autore deve passare più volte da Progettazione flussi di lavoro al tipo di contenuto del sito o all'interfaccia utente delle colonne del sito.
Creare una colonna di associazione è semplice e ve ne mostrerò un esempio. Come illustrato di seguito, potete iniziare con il pulsante della barra multifunzione Colonne di associazione (Association Columns).
Se fate clic su questo pulsante viene visualizzata una finestra di dialogo simile a quella mostrata di seguito.
Se selezionate OK, verrete indirizzati alla finestra di dialogo principale per la colonna di associazione.
Potete scegliere tra Seleziona colonna sito (Select Site Column) e Aggiungi nuova colonna (Add New Column). Se selezionate la colonna del sito, verrà mostrata la finestra di dialogo seguente.
Se selezionate il campo Indirizzo (Address), verrà aggiunto alla finestra di dialogo principale.
Se aggiungete una nuova colonna, verrà mostrata l'interfaccia utente seguente in cui potete definire la nuova colonna.
In questo esempio è stato creato un campo di testo a più righe denominato Commenti per gli approvatori (Comments from Approvers).
Come potete notare, quando si seleziona una nuova colonna, viene abilitato anche Modifica (Modify), mentre sarà disabilitato per le colonne esistenti.
Se fate clic su OK, completerete le operazioni relative alla colonna di associazione. Nell'area di progettazione sarà quindi visibile Indirizzo (Address) e Commenti per gli approvatori (Comments from Approvers).
La colonna di associazione utilizza, al suo interno, la colonna del sito, per questo è possibile vedere il pulsante Seleziona colonna sito (Select Site Column) nell'interfaccia utente. Le colonne di associazione, sia che siano state create appositamente o scelte tra le colonne del sito, vengono salvate in modo permanente nel file wfconfig in modo da poter essere utilizzate durante la fase di progettazione.
Se osservate tuttavia il file wfconfig prima di pubblicare il flusso di lavoro, potrete trovare la seguente definizione di campo. Ciò si spiega in quanto creiamo le colonne del sito durante la fase di pubblicazione e aggiorniamo la definizione del campo corrispondente nel file wfconfig.
Se pertanto osservate di nuovo la finestra di dialogo della colonna di associazione dopo la pubblicazione, potrete vedere la differenza, ovvero che Nuova colonna (New Column) è diventato Colonna esistente (Existing Column) e non è possibile modificarlo.
Quando il flusso di lavoro riutilizzabile viene associato all'elenco o alla raccolta documenti, aggiungiamo le colonne di associazione a tale elenco o raccolta documenti in modo che il flusso di lavoro riutilizzabile che fa riferimento ai campi funzioni correttamente.
Se includete il flusso di lavoro riutilizzabile in un pacchetto e quindi lo estraete in un altro sito, le colonne di associazione vengono mantenute, ovvero anche le colonne di associazione vengono incluse nel pacchetto ed estratte. Diversamente, il tipo di contenuto di base personalizzato e la colonna del sito personalizzata nel tipo di contenuto di base non vengono inclusi completamente nel pacchetto, pertanto potrebbero andare perse delle informazioni durante il trasferimento.
Quando associamo un flusso di lavoro riutilizzabile a un tipo di contenuto, le colonne di associazione vengono aggiunte all'elenco o alla raccolta documenti insieme al tipo di contenuto. Non aggiungiamo quindi le colonne di associazione direttamente al tipo di contenuto.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Association Columns
Articolo originale pubblicato giovedì 12 maggio 2011
All'inizio di marzo abbiamo annunciato (su Windows Live SkyDrive e Hotmail) che Office Web Apps è diventato disponibile in oltre 190 Paesi. Man mano che gli utenti provano Web Apps e forniscono commenti sulle proprie esperienze, noi ci impegniamo ad apportare miglioramenti continui che contribuiscano a migliorare la produttività dei clienti con PC, computer Mac, telefoni e Web browser.
Verranno pubblicati aggiornamenti regolari in questo blog ogni volta che ci saranno nuove caratteristiche da condividere e oggi siamo lieti di annunciare alcuni nuovi miglioramenti apportati a Web Apps:
Gli esperti di Excel possono festeggiare poiché ora possono inserire, eliminare o ridenominare i fogli di una cartella di lavoro in Excel Web Apps e utilizzare strumenti familiari quali Somma automatica e la finestra per l'inserimento delle formule allo scopo di elaborare dati in modo più efficiente. La finestra per l'inserimento delle formule, in particolare, è un'importante aggiunta a Excel Web App in quanto consente di accedere online alle formule di Excel più utilizzate.
Inserire, eliminare o ridenominare fogli in Excel Web App:
Somma automatica in azione:
Finestra per l'inserimento delle formule in azione:
Ora potete modificare il tema di una presentazione di PowerPoint in PowerPoint Web App.
Selezione dei temi in PowerPoint Web App:
Potete fare clic sul pulsante Cambia tema (Change Theme) in qualsiasi momento per scegliere tra oltre 45 temi realizzati in modo professionale (insieme a quelli che verranno aggiunti regolarmente) da applicare alla presentazione.
Esempi di temi:
Provate queste nuove caratteristiche e fateci sapere cosa ne pensate. Aspettiamo vostre notizie.
Andrew HowardTeam di Office Communications
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Office Web Apps Service Update Brings New Features to Excel, PowerPoint Web Apps
Articolo originale pubblicato giovedì 26 maggio 2011
I team Office Sustained Engineering e Office Deployment Support hanno pubblicato Robust Office Inventory Scan (ROIScan.vbs), un nuovo script Visual Basic che gli amministratori possono utilizzare per raccogliere dati sulle installazioni di Office e per semplificare l'individuazione e la risoluzione degli errori di installazione e aggiornamento. Quando eseguite ROIScan.vbs, viene creato un file di registro che potete utilizzare per eseguire attività quali quelle elencate di seguito:
Potete scaricare lo script ROIScan.vbs (http://go.microsoft.com/fwlink/?linkid=217656&clcid=0x410) dalla sezione Office dello Script Repository in TechNet Script Center.
Per ulteriori informazioni sul come eseguire lo script ed esaminare il file di registro, consultate Utilizzare lo script Robust Office Inventory Scan (http://technet.microsoft.com/en-us/library/25ead2db-02bd-4b79-a7d6-00c14a6b1d7a.aspx).
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Collect data about Office installations by using the new Robust Office Inventory Scan script
Articolo originale pubblicato mercoledì 25 maggio 2011
Non siete riusciti a partecipare a Tech-Ed North America 2011 la scorsa settimana? Oppure ci siete stati ma non siete riusciti a partecipare a tutti gli interventi che volevate? Nessun problema, molte delle presentazioni sono ora disponibili per essere visualizzate online o scaricate per visualizzarle su un dispositivo a vostra scelta in un secondo momento.
Di seguito sono riportati alcuni interventi presentati da autori che dovrebbero risultarvi familiari in quanto hanno pubblicato contenuti in questo blog:
Per ulteriori interventi, consultate gli oltre 40 interventi su Office e SharePoint (molti dei quali prendono in considerazione Office 365) disponibili per la visualizzazione online o per il download qui.
Buon lavoro.Cat
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Tech-Ed Atlanta presentations available online
Articolo originale pubblicato venerdì 20 maggio 2011
Un consulente ci ha chiesto di recente se OMPM supporta l'uso di caratteri jolly per eseguire l'analisi dei file. In realtà, OMPM non supporta questa funzione, tuttavia Curtis Sawin, il nostro esperto di OMPM, suggerisce che è preferibile eseguire un'analisi generale e quindi filtrare i risultati. Riportiamo di seguito alcuni dei suoi suggerimenti su alcune tecniche di filtro avanzate per l'utilizzo di filtri SQL.
OMPM supporta l'uso di caratteri jolly per l'analisi dei documenti?Più o meno, ma non in senso stretto.
Ciò significa che quando si esegue l'analisi tramite offscan.exe, è possibile definire:
Tutto qui.
Queste impostazioni vengono definite nel file offscan.ini. La strategia consigliata per eseguire l'analisi e valutare i documenti, tuttavia, consiste nell'utilizzare offscan.exe per l'analisi delle unità locali o di rete e quindi di utilizzare lo strumento per i report di OMPM (OMPM.accdr) per filtrare i risultati. In altre parole, utilizzare offscan.exe per determinare “cosa si ha a disposizione” e quindi utilizzare OMPM.accdr per determinare “cosa è necessario”.
A questo scopo, è possibile creare un filtro SQL personalizzato in OMPM.accdr, ovvero una semplice clausola SQL WHERE.
Se, ad esempio, si desidera escludere tutti i file che iniziano con caratteri specifici, aggiungere una clausola WHERE in OMPM.accdr per escluderli. Nella schermata sottostante è visualizzata la casella Filtro SQL selezionato (Selected Filter SQL) in OMPM.accdr con una clausola WHERE secondo cui vengono inclusi solo i file che iniziano con “pr”
Dopo aver fatto clic sul pulsante Applica filtro (Apply Filter), la schermata precedente mostra che solo il 7% dei file analizzati soddisfa i criteri del filtro.
Nota: per il corretto funzionamento di questa query, è necessario che la scheda File sottoposti ad analisi (Scanned Files ) sia aperta in OMPM.accdr.
Un esempio ancora più utile consiste nell'escludere tutti i “file proprietari”, ovvero quei documenti che iniziano con una tilde (~) seguita da un segno di dollaro ($), seguito a sua volta dal resto del nome del documento, cioè “~$ome file.doc”. Questi file vengono creati quando si apre un file salvato e vengono eliminati quando si chiude il file. Se si esegue l'analisi di un'unità di rete, possono essere rilevate migliaia di questi file, a indicare che vi sono migliaia di documenti attualmente aperti da parte degli utenti. La query riportata di seguito consente di escludere questi file:
Tramite questo filtro ho potuto ridurre il numero di file che dovevo valutare.
Riepilogando, con lo strumento per i report di OMPM potete applicare i filtri in modo molto granulare, perciò anche se l'uso di caratteri jolly per l'analisi dei file non è supportato, è sicuramente possibile applicare filtri utilizzando caratteri jolly. L'approccio basato sul concetto di “analizzare di ciò che si ha a disposizione…creare report di ciò che serve” riduce la possibilità di eseguire più volte l'analisi della stessa posizione.
Curtis
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Tips for using SQL filters with OMPM
Articolo originale pubblicato martedì 17 maggio 2011
È stato recentemente pubblicato Microsoft Security Intelligence Report - volume 10 (SIR v10).
Che cos'è il Security Intelligence Report?
Il Security Intelligence Report (SIR) è un'indagine del panorama corrente delle minacce esistenti per i sistemi operativi, i Web browser e le applicazioni. Il report contiene un'analisi degli exploit, delle vulnerabilità e del malware basata sui dati raccolti da oltre 600 milioni di sistemi in tutto il mondo, dai servizi Internet e da tre siti Centro sicurezza PC Microsoft.
Dove posso trovare un breve video che illustri alcuni dei principali risultati presenti nel report SIR v10?
Il video seguente, Consumerizzazione dell'IT e sofisticazione degli attacchi, illustra alcuni dei principali risultati presenti nel report SIR v10.
Dove posso trovare informazioni che chiariscano i concetti e la terminologia utilizzata nel SIR?
La Guida di riferimento per SIR è una parte integrante del report SIR ed è concepita per offrire informazioni complementari per migliorare l'efficacia e la comprensione della telemetria contenuta nella sezione dei principali risultati del SIR.
Dove posso trovare le principali attività legate alla sicurezza relative a Office 2010?
Il Centro risorse Office 2010 Security contiene istruzioni tecniche e risorse che possono aiutare gli esperti di sicurezza IT a comprendere e applicare meglio i controlli di sicurezza disponibili in Office 2010 per contribuire a realizzare una solida difesa contro le minacce e al contempo garantire la produttività degli Information Worker.
Ross Carter, CISSP
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Microsoft Security Intelligence Report Volume 10 (SIR v10)
Articolo originale pubblicato lunedì 16 maggio 2011
La divisione Office ha oggi diffuso sul blog degli aggiornamenti di Microsoft Office maggiori dettagli sull'imminente rilascio del SP1 per Office 2010 e SharePoint 2010. Il rilascio del SP1 è previsto per la fine di giugno 2011. Le versioni in tutte le lingue del SP1 verranno rilasciate contemporaneamente. Inizialmente il SP1 verrà offerto come download manuale dall'area Download e da Microsoft Update, e sarà reso disponibile come aggiornamento automatico dopo 90 giorni dal rilascio.
Di seguito è riportato un elenco di esempio degli elementi di rilievo del SP1:
Per maggiori dettagli, consultate il blog degli aggiornamenti su Microsoft Office Microsoft Office Updates.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Announcing additional details of SP1 for Office 2010 and SharePoint 2010
Il nuovo Centro Risorse di Project 2010 contiene collegamenti a numerosi articoli e video che spiegano gli aspetti professionali di Project Professional 2010 e Project Standard 2010, insieme a informazioni relative a Project Server 2010. Il formato del Centro Risorse è coerente con altri centri Risorse di Office 2010 e contiene sezioni per istruzioni tecniche, video, blog, forum, nonché una barra laterale per le risorse principali, le risorse correlate e informazioni per contattare il team di Project 2010. Speriamo che tutto ciò possa agevolarvi nell'apprendimento delle caratteristiche di Project 2010.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Project Resource Center updated for Project 2010
Articolo originale pubblicato matedì 10 maggio 2011
Se avete intenzione di creare un host del servizio di gestione delle chiavi (KMS) di Office 2010 su Windows Server 2003, è importante che sappiate che tale host è attualmente supportato solo sulle versioni Standard, Enterprise e Datacenter di Windows Server 2003. L'host del servizio di gestione delle chiavi (KMS) di Office 2010 non è invece supportato su Windows Small Business Server 2003.
Consultate gli articoli di TechNet seguenti che sono stati aggiornati con questa modifica:
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in The Office 2010 KMS host is no longer supported on Windows Small Business Server 2003
Articolo originale pubblicato venerdì 6 maggio 2011
Abbiamo ricevuto alcune domande relative alla distribuzione degli aggiornamenti software di Office 2010 mediante la cartella Updates. Questa cartella viene utilizzata per memorizzare i file msp (file di personalizzazione dell'installazione) dello Strumento di personalizzazione di Office e qualsiasi aggiornamento software di Office 2010 che desiderate distribuire insieme a un'installazione iniziale di Office 2010. Quando utilizzate lo Strumento di personalizzazione di Office per configurare un'installazione iniziale di Office 2010 (o Office 2007), salvate le personalizzazioni in un file di personalizzazione dell'installazione con estensione msp e posizionate il file nella cartella Updates nel punto di installazione di rete (la posizione nella condivisione di rete che contiene i file di origine di Office 2010). Lo Strumento di personalizzazione di Office è incluso nelle versioni di Office 2010 e Office 2007 con contratto multilicenza. I file dello Strumento di personalizzazione di Office si trovano nella cartella Admin, illustrata di seguito.
Se desiderate installare gli aggiornamenti relativi al prodotto Office 2010, ad esempio Service Pack o hotfix, durante l'installazione iniziale del prodotto, potete inserire i file di aggiornamento (con estensione msp) nella cartella Updates. In questo caso, il programma di installazione applicherà il file msp di personalizzazione dell'installazione con l'installazione iniziale, mentre gli aggiornamenti software verranno installati al completamento dell'installazione. Tenete presente che è possibile utilizzare la cartella Updates per gli aggiornamenti di prodotto solo durante le installazioni iniziali e non per distribuire gli aggiornamenti di prodotto dopo l'installazione iniziale di Office.
Nota:
Se intendete distribuire più file di personalizzazione dell'installazione (file con estensione msp), potete inserire nella cartella Updates un solo file msp per ogni prodotto Office 2010 da installare per un'installazione iniziale. Al completamento dell'installazione di Office, è necessario distribuire il resto dei file msp di personalizzazione per un prodotto. Nella cartella Updates è infatti supportato un solo file di personalizzazione dell'installazione per ciascun prodotto. Se desiderate distribuire più prodotti Office 2010, ad esempio Microsoft Office Professional Plus 2010 e Microsoft Visio Professional 2010, potete includere nella cartella Updates un file msp di personalizzazione per Office Professional Plus 2010 e uno per Visio Professional 2010. I file msp di personalizzazione inseriti nella cartella Updates verranno distribuiti per primi. Devono pertanto includere le eventuali personalizzazioni dell'installazione che non possono essere modificate dopo l'installazione, ad esempio il percorso di installazione.
Se state distribuendo un'installazione iniziale di Office 2010 e desiderate distribuire anche aggiornamenti software relativi a Office 2010, quali Service Pack e hotfix, il programma di installazione potrà applicare gli aggiornamenti di prodotto come parte del processo di installazione. Gli aggiornamenti di prodotto di Office 2010 possono essere inseriti nella cartella Updates. In scenari come questo, in cui nella cartella Updates sono presenti sia un file msp di personalizzazione dell'installazione che gli aggiornamenti di prodotto, il programma di installazione applica solo il file msp con l'installazione iniziale e quindi applica gli aggiornamenti di prodotto al termine dell'installazione.
Per distribuire gli aggiornamenti utilizzando la cartella Updates, dovete innanzitutto estrarre le patch con estensione msp dal file di Microsoft Self-Extractor (file exe dell'aggiornamento di prodotto scaricato). Nella procedura seguente viene utilizzato l'Aggiornamento per Microsoft Office 2010 (KB2202188), edizione a 32 bit come esempio.
Tenete presente che in Office 2010 sono disponibili due versioni dello Strumento di personalizzazione di Office specifiche dell'architettura, ovvero una versione per Office 2010 a 32 bit e una per Office 2010 a 64 bit. La versione a 64 bit dello Strumento di personalizzazione di Office supporta le edizioni client a 64 bit di Office 2010 e fornisce la stessa interfaccia utente e le stesse funzionalità e impostazioni configurabili della versione a 32 bit. I file dello Strumento di personalizzazione di Office si trovano nella sottocartella Admin rispettivamente delle cartelle x86 (32 bit) e x64 (64 bit), illustrate di seguito. Per ulteriori informazioni, leggete l'articolo Versioni dello Strumento di personalizzazione di Office specifiche dell'architettura.
Per installare aggiornamenti software utilizzando la cartella Updates:
1. Copiate l'immagine del CD di Office 2010 compressa nel punto di installazione di rete. Per informazioni, consultate l'articolo Creare un punto di installazione di rete per Office 2010.
2. Utilizzate lo Strumento di personalizzazione di Office per apportare eventuali modifiche necessarie. Per eseguire lo Strumento di personalizzazione di Office a 32 bit, eseguite la riga di comando setup.exe /admin , ad esempio:
\\server\condivisione\Office14\x86\setup.exe /admin
Per informazioni sulle personalizzazioni, leggete gli articoli Strumento di personalizzazione di Office in Office 2010 e Personalizzare Office 2010.
3. Configurate le personalizzazioni che desiderate applicare e quindi salvate il file di personalizzazione dell'installazione con estensione msp nella cartella Updates.
Se utilizzate lo Strumento di personalizzazione di Office per creare una patch del file di personalizzazione dell'installazione con estensione msp, vi consigliamo di ridenominare tale file in modo che venga installato per primo. Il file setup.exe elabora solo un file msp durante l'installazione. Tutti gli altri file msp contenuti nella cartella Updates vengono installati alla fine del processo di installazione. Potete ridenominare il file di personalizzazione dell'installazione con estensione msp aggiungendo "1" all'inizio del nome del file per garantire che venga elaborato per primo (prima degli aggiornamenti software). In questo modo potete accertarvi che qualsiasi personalizzazione, ad esempio gli stati delle opzioni di una caratteristica e altre impostazioni che avete specificato, venga impostata prima di applicare le patch del prodotto.
4. Scaricate l'aggiornamento per Microsoft Office 2010 (KB2202188), edizione a 32 bit (http://go.microsoft.com/fwlink/?linkid=201488&clcid=0x410).
5. Per estrarre le patch con estensione msp dal file di Microsoft Self-Extractor (in questo esempio office-kb2202188-fullfile-x86-glb.exe), eseguite il file exe con il parametro /Extract:[percorso cartella di estrazione]. Ad esempio, digitate quanto segue al prompt della riga dei comandi:
office-kb2202188-fullfile-x86-glb.exe /extract:"c:\ExtractFiles"
Questo comando consente di estrarre i file msp. Prima dell'inizio del processo di estrazione, vengono visualizzate le Condizioni di licenza software Microsoft. Dopo avere accettato tali condizioni, i file vengono estratti nel percorso specificato (in questo esempio C:\ExtractFiles). Non è necessario utilizzare le virgolette per il percorso, tuttavia semplificano la lettura della riga di comando. Utilizzando le virgolette potete anche evitare problemi legati ai percorsi che contengono spazi.
6. Copiate i file della patch di Windows Installer (con estensione msp) nella cartella Updates.
7. Ripetete i passaggi da 4 a 6 per tutti gli altri pacchetti di aggiornamento di Office 2010 che desiderate installare. I nomi dei file della patch di Windows Installer sono univoci, pertanto non si corre il rischio di sovrascrivere accidentalmente un file, causando problemi nell'installazione. Se distribuite il prodotto con Language Pack aggiuntivi, i Service Pack dei Language Pack verranno aggiunti alla cartella Updates.
Dopo aver completato i passaggi precedenti potete distribuire il prodotto.
Per informazioni su come distribuire gli aggiornamenti software dopo un'installazione iniziale di Office 2010 utilizzando i file di Microsoft Self-Extractor, leggete la sezione relativa alla distribuzione di pacchetti di Microsoft Self-Extractor in una cartella in Distribuire aggiornamenti di prodotto per Office 2010.
Per ulteriori informazioni, consultate le risorse seguenti:
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Using the Updates folder to deploy software updates during an Office 2010 installation
Articolo originale pubblicato mercoledì 4 maggio 2011
Le precedenti guide alla sicurezza specifiche per prodotti autonomi, inclusa la Guida alla sicurezza di Microsoft Office 2010, sono ora incluse nello strumento Microsoft Security Compliance Manager (SCM). Le informazioni relative alla sicurezza di Microsoft Solution Accelerators non sono state eliminate, bensì semplicemente riorganizzate.
Scaricate e installate lo strumento SCM. Importate quindi Microsoft Office 2010 Security Baseline. Selezionate infine la scheda Documents in questo strumento per accedere alla guida alla sicurezza per Microsoft Office 2010.
Passaggi successivi
Microsoft Solution Accelerators
SCM è solo uno degli strumenti realizzati dal team di Microsoft Solution Accelerators. Microsoft Assessment and Planning Toolkit, Microsoft Deployment Toolkit e Security Compliance Manager offrono istruzioni testate e strumenti automatizzati per aiutarvi nella pianificazione, distribuzione sicura e gestione delle nuove tecnologie Microsoft in modo più semplice, rapido e conveniente. Tutti questi strumenti sono disponibili gratuitamente e sono interamente supportati da Microsoft. Ulteriori informazioni.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Where is the Microsoft Office 2010 Security Guide?
Abbiamo apportato alcune modifiche alla modalità di sviluppo e test del nostro software per la produttività che hanno reso Office 2010 la versione più sicura di Microsoft Office mai realizzata. Oltre a progettare Office tenendo sempre presenti le potenziali minacce, accertare che il codice sia privo di difetti relativi alla sicurezza ed eseguire test di penetrazione, il test con dati casuali è un altro processo utilizzato in Microsoft per creare software più sicuro. Alcune delle novità in termini di sicurezza verranno esaminate in un post successivo.
Si è parlato molto ultimamente dei test con dati casuali tra gli esperti di sicurezza. È anche stato pubblicato un post di recente da Computer Emergency Response Team (CERT), Confronto in termini di sicurezza: Microsoft Office e Oracle OpenOffice e un articolo di Dan Kaminsky: Fuzzmarking: metriche per la sicurezza dell'hardware applicate alla qualità del software?.
Oggi illustreremo in che modo il team di Office esegue test con dati casuali e con file in formato casuale.
Per ulteriori informazioni sulla sicurezza di Office 2010, consultate il white paper, Sicurezza dei dati aziendali con Microsoft Office 2010 nell'Area download Microsoft e il Centro risorse Office 2010 Security su TechNet.
Test con file in formato casuale 101
Il test con file in formato casuale è il processo di modifica dei formati di file inserendo dati casuali in un'applicazione e quindi monitorando la risposta dell'applicazione ai dati. Questa procedura di test viene eseguita sia dalle aziende che sviluppano software che dagli autori di attacchi che sviluppano malware. Le aziende che sviluppano software utilizzano la tecnica per individuare errori o problemi nelle applicazioni software e garantire quindi la massima sicurezza e stabilità dell'applicazione prima di distribuirla al pubblico. Gli autori di attacchi che sviluppano malware utilizzano invece gli attacchi basati su file in formato casuale per tentare di individuare e quindi sfruttare vulnerabilità dell'applicazione. Dopo aver individuato una vulnerabilità, l'autore di attacchi può creare un attacco a determinati formati di file per provare a sfruttare la vulnerabilità nell'applicazione software.
Gli attacchi basati su formati di file sfruttano l'integrità di un file e si verificano quando qualcuno modifica la struttura di un file con l'intento di aggiungere malware. Il malware introdotto dall'autore dell'attacco viene eseguito quando si apre il file con formato casuale. L'autore dell'attacco può quindi riuscire ad accedere a un computer al quale non poteva precedentemente accedere. Questo accesso non autorizzato può consentire all'autore dell'attacco di leggere informazioni riservate dal disco rigido del computer o di installare malware, ad esempio un worm o un programma keystroke logger.
Test con dati casuali e prevenzione
Il team di Office ha utilizzato test con dati casuali automatizzati in file distribuiti per identificare bug e potenziali vulnerabilità delle applicazioni durante lo sviluppo di Office 2010. Continueremo inoltre a eseguire test per tutto il ciclo di vita del supporto. Nell'ambito delle nostre attività di test sono stati sottoposti a test con dati casuali milioni di file di Office, che rappresentano l'intero spettro degli oltre 300 formati di file diversi nell'intera famiglia di prodotti Office, per milioni di volte alla settimana in vari modi per tentare di identificare nuove vulnerabilità in tutti i formati di file supportati da Microsoft Office.
In Microsoft Office 2010 possono essere utilizzate altre misure che contribuiscono ad aumentare la sicurezza contro gli attacchi con dati casuali, ad esempio Visualizzazione protetta, impostazioni di blocco dei file, Protezione esecuzione programmi (DEP), Address Space Layout Randomization (ASLR) e la convalida dei file.
Di recente abbiamo inoltre incorporato la tecnologia di convalida dei file in un aggiornamento per Office 2003 e Office 2007. Questa soluzione contribuisce a proteggere gli utenti che non utilizzano ancora Office 2010 dagli attacchi con dati casuali. È consigliabile che tutti i clienti distribuiscano questi aggiornamenti. Per ulteriori informazioni consultate l'articolo di TechNet Convalida file di Office per Office 2003 e Office 2007.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Fuzz Testing in Office
Un Centro risorse è un portale di accesso a informazioni di importanza cruciale sulle applicazioni per i professionisti IT.
Le pagine delle risorse di Office 2010 offrono collegamenti a informazioni che includono articoli, video, white paper, blog e forum relativi a modifiche apportate alle caratteristiche delle applicazioni di Office 2010, migrazione, prestazioni, servizi, Web Apps e molto altro ancora.
Abbiamo recentemente aggiornato l'elenco dei Centri risorse disponibili, aggiungendovi Word 2010 e PowerPoint 2010.
Visitate la pagina e segnalate le vostre opinioni, indicando se avete trovato utile questa risorsa o se vi piacerebbe che venisse aggiunto qualcosa. Saremo felici di sapere cosa ne pensate.
Grazie a tutti.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in You Asked...We Answered...What is a Resource Center?
Articolo originale pubblicato giovedì 21 aprile 2011
Salve a tutti, Sono state poste alcune domande sulle versioni di Microsoft Office Communicator supportate con Outlook 2010. Le versioni supportate sono Office Communicator 2007 e versioni successive (inclusi Office Communicator 2007 R2 e Lync 2010). Office Communicator 2005 non è supportato con Outlook 2010. Non esiste pertanto alcuna integrazione tra Office Communicator 2005 e Outlook 2010. È possibile eseguirli nello stesso computer come applicazioni autonome, ma non sarà possibile usufruire di alcuni dei vantaggi dell'integrazione, ad esempio le informazioni sulla presenza per i contatti, la possibilità di avviare un messaggio immediato da Outlook e così via. Se si dispone di Office Communicator 2005 nel proprio ambiente e si prevede di distribuire Outlook 2010, valutare la possibilità di eseguire la migrazione a Lync 2010. Che cos'è Office Communicator? Office Communicator è l'applicazione client di Microsoft Office Communications Server per le comunicazioni in tempo reale. Offre funzionalità quali informazioni avanzate sulla presenza, funzionalità vocali basate sul software, messaggistica istantanea, condivisione di audio, video e deskop con più utenti e integrazione con Microsoft Office 2007 e Microsoft Office 2010 (con OCS 2007 e versioni successive). Per ulteriori informazioni su OCS 2007, vedere Microsoft Office Communications Server su TechNet. Che cos'è Lync 2010? Lync 2010 è la generazione successiva di Office Communicator. Se non si è già proceduto in tal senso, leggere le informazioni sul prodotto e osservarlo in azione: La nuova generazione delle comunicazioni unificate - Microsoft Lync Server 2010. Mi auguro che queste informazioni possano essere utili.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Office Communicator 2005 is not supported with Outlook 2010.
Articolo originale pubblicato giovedì 14 aprile 2011
Office 2010 SP1, insieme a SharePoint 2010 SP1, sarà disponibile a metà estate 2011. Per informazioni aggiornate e per indicazioni su come rimanere in contatto per gli aggiornamenti delle versioni, vedere Office 2010 Service Pack 1 is Almost Here.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Office 2010 Service Pack 1 is coming soon!
Articolo originale pubblicato mercoledì 23 marzo 2011
Per informazioni su come accedere rapidamente alle informazioni delle intestazioni dei messaggi di posta elettronica in Outlook 2010, vedere il post di blog pubblicato nel blog del team di Exchange relativo a questo argomento. Le intestazioni dei messaggi non sono elementi che vengono esaminati dalla maggior parte degli utenti, ma sono comunque utili agli amministratori di Exchange per la risoluzione dei problemi di posta elettronica.
Nel post di blog del team di Exchange viene illustrato come aggiungere il pulsante "Opzioni messaggio" alla barra di accesso rapido. Questa barra è posizionata al di sopra della barra multifunzione in alto a sinistra nella finestra principale di Outlook:
Se si desidera esaminare le informazioni di intestazione di un messaggio di posta elettronica, è quindi possibile selezionare il messaggio e fare clic sul pulsante "Opzioni messaggio" sulla barra di accesso rapido. Verrà visualizzata la finestra Proprietà (Properties).
Per la procedura dettagliata per l'aggiunta del pulsante "Opzioni messaggio" alla barra di accesso rapido, vedere il post Hey Outlook 2010, where are my message headers?
Se se desidera accedere facilmente ad altri comandi, è possibile aggiungerli alla barra di accesso rapido. Per ulteriori informazioni, vedere Personalizzazione della barra di accesso rapido. Per ulteriori informazioni sulla personalizzazione della barra multifunzione, della barra di accesso rapido e dei menu di scelta rapida in Office 2010, vedere l'argomento per professionisti IT Personalizzare l'interfaccia utente di Office in Office 2010.
Per quanto riguarda le caratteristiche "veloci", uno dei miei strumenti preferiti per gestire rapidamente la posta elettronica è Azioni rapide. Un semplice pulsante consente di applicare più azioni contemporaneamente ai messaggi di posta elettronica. È possibile personalizzare la caratteristica Azioni rapide esistente oppure la propria. Per ulteriori informazioni, vedere Automazione di attività comuni o ripetitive.
Saluti
Cat
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Need quick access to message headers in Outlook 2010?
Articolo originale pubblicato giovedì 18 marzo 2010
Se si desidera ottenere ulteriori informazioni su come controllare l'utilizzo di SharePoint Designer 2010 nei siti di SharePoint, eseguire questa esercitazione video per la gestione di SharePoint Designer per un resoconto completo. Per suggerimenti più utili, visitare inoltre il blog Get the Point o il canale YouTube. Buona lettura!
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Managing SharePoint Designer 2010 Video.
Articolo originale pubblicato martedì 26 aprile 2011
"Le mode passano, lo stile è eterno". Yves Saint Laurent
Come ha affermato una volta Yves Saint Laurent, famoso stilista francese, "Le mode passano, lo stile è eterno". La formattazione dei documenti è solo un altro modo per esibire il proprio stile personale. Quando però giunge il momento di salvare e condividere i documenti online, a volte lo stile risulta decisamente poco eterno.
Quando si è in movimento, l'archiviazione dei documenti online rappresenta una soluzione ottimale, poiché consente di accedere ai dati in base alle proprie esigenze ovunque ci si trovi, una caffetteria, il computer di un collega o addirittura un telefono cellulare.
Chiunque abbia salvato un documento online sa tuttavia che i documenti sul Web non corrispondono sempre ai documenti creati nel computer: un grafico scompare, un'immagine non è visibile oppure la spaziatura risulta danneggiata. È frustrante trascorrere ore a perfezionare l'aspetto di un documento per perdere poi tutto lo stile sofisticato, il PROPRIO stile, con il salvataggio online.
Questi problemi appartengono ormai al passato. Con Office Web Apps, è possibile accedere ai propri fantastici documenti salvati online in SkyDrive praticamente da qualsiasi luogo ED essere certi che la formattazione sarà rimasta invariata, indipendentemente dal fatto che il documento si trovi nel computer o sul Web. Non tutte le applicazioni software online possono vantare gli stessi risultati.
Per ulteriori confronti tra Office Web Apps e altro software online, leggere un recente post di blog qui.
Se non si dispone di un account Windows Live ID, è possibile iscriversi gratuitamente. Dopo aver creato un account Windows Live ID, è possibile accedere ai documenti online effettuando l'accesso a SkyDrive, lo spazio di archiviazione personale online.
Office Web Apps consente di mantenere il proprio stile personale, indipendentemente da come venga definito, ovunque ci si trovi.
Jamie BothwellApplicazioni di Office
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Looking Good!
Articolo originale pubblicato sabato 10 aprile 2010
Salve, sono di nuovo Kolby. Man mano che si avvicina l'uscita di SharePoint 2010, sono sempre più entusiasta del nostro prodotto e di alcune delle nuove funzionalità che abbiamo inserito. Sono soprattutto ansioso di farvi conoscere le funzionalità di gestione dei temi che il team SharePoint ha aggiunto a questa versione. La scorsa settimana ho imparato a impostare un file CSS per l'applicazione di temi a una pagina master in SharePoint Designer 2010 e ho pensato "Lo devono sapere tutti".
Quali sono le funzionalità di gestione dei temi disponibili?
Il motore di gestione dei temi agisce sui file CSS ed è in grado di eseguire le operazioni seguenti (il nome del token è in corsivo):
Mediante l'interfaccia utente del browser è possibile selezionare un tema del sito predefinito oppure con SharePoint Server creare un nuovo tema selezionando dodici colori e due tipi di carattere. Questi valori vengono archiviati in un file THMX, uno standard utilizzato anche da Microsoft Office. È inoltre possibile creare un tema in Microsoft PowerPoint e salvarlo come file THMX da utilizzare in SharePoint. I file THMX vengono archiviati nella Raccolta temi del sito radice ed è possibile aggiungere temi tramite SharePoint Designer o tramite la raccolta temi di Impostazioni sito nel browser. I dodici colori del tema sono rappresentati dai token seguenti:
Il motore di gestione dei temi funziona con questi colori e produce cinque ulteriori permutazioni di ognuno, ovvero Lightest, Lighter, Medium, Darker e Darkest. Per fare riferimento a una permutazione nel file CSS, utilizzare il formato Colore-Permutazione, ad esempio "Light2-Darkest".
Sintassi
Il motore di gestione dei temi funziona leggendo i commenti presenti nel file CSS. Per uno stile con tema, definire una scelta predefinita e inserire un token di gestione dei temi direttamente prima dello stile. Si supponga ad esempio di avere un elemento background-color a cui si desidera venga applicato il tema Light2-Darkest. La definizione nel file CSS sarà simile alla seguente:
/* [ReplaceColor(themeColor:"Light2-Darkest")] */ background-color:#707070;
Nel tema predefinito lo sfondo risulterà come #707070, ma se viene applicato un tema, il colore di sfondo verrà sostituito da Light2-Darkest. Per alcuni esempi sull'utilizzo degli altri token, vedere la fine di questo articolo o esaminare il file CSS predefinito per v4.master (corev4.css), che costituisce un utile riferimento.
Impostazione del file
Per impostare una pagina master con funzionalità di gestione dei temi, è necessario eseguire due operazioni:
Percorso
Il motore di gestione dei temi agirà sui file CSS solo se questi si trovano nel percorso corretto. Per le nostre personalizzazioni, verrà utilizzata la cartella RootSite/Style Library/~language/Themable. Tale cartella sarà disponibile per i siti di SharePoint Server con la funzionalità Pubblicazione SharePoint Server attivata. Se si sta lavorando in un sito radice senza questa struttura, sarà necessaria solo una cartella denominata "Style Library" nel sito radice con una sottocartella denominata "Themable". Qualsiasi contenuto presente nella cartella Themable verrà rilevato dal motore di gestione dei temi, incluso il contenuto delle sottocartelle. Ricreare questa struttura di cartelle in SharePoint Designer o tramite il browser. La cartella della lingua (language) è facoltativa, ma diventa necessaria se si desiderano file CSS diversi per lingue diverse. Nel caso dell'inglese, denominare la cartella en-us.
Non è necessario che le immagini si trovino in un percorso specifico, tuttavia il percorso consigliato è la cartella RootSite/Style Library/Images.
Ecco un paio di suggerimenti per ricolorare le immagini. Se si ricolora un'immagine visualizzata in più posizioni, l'ultima ricolorazione eseguita sull'immagine verrà utilizzata in tutte le posizioni con tema. Desideravo ad esempio mostrare i diversi metodi di ricolorazione sulla stessa immagine (tinta, miscela e riempimento), ma dappertutto è risultato il riempimento. Ho dovuto salvare singole copie dell'immagine e applicarvi temi diversi. (Nota: come ultima procedura alternativa, è possibile utilizzare un attributo detach per indicare al motore di creare una nuova immagine al momento della ricolorazione, ma questo metodo deve essere applicato raramente perché comporta un calo delle prestazioni a seguito del download di diverse copie dell'immagine durante il rendering. Non mi soffermerò perciò oltre sull'argomento). Nel caso di cluster di immagini, ovvero un singolo file contenente più di un'immagine, è possibile ricolorare parti dell'immagine utilizzando il parametro includeRectangle. Per un esempio, esaminare corev4.css.
Registrazione
Per applicare i file CSS con tema alla pagina master, è necessario registrare il file CSS invece di collegarlo semplicemente. In questo modo, con l'applicazione di un tema, la pagina master punterà al file CSS con tema. Nel tag head della pagina master inserire il parametro seguente:
<SharePoint:CssRegistration name="<% $SPUrl:~sitecollection/Style Library/~language/ Themable /myStyleSheet.css %>" After="corev4.css" runat="server"/>
Il parametro After garantisce che il file CSS con tema venga applicato alla pagina dopo corev4.css. Il token <% $SPUrl non verrà tuttavia risolto in SharePoint Foundation, dove sarà necessario indicare il percorso utilizzando un URL specificato a livello di codice (hard-coded). Ciò sarà sfortunatamente limitante se si desidera utilizzare file CSS diversi per lingue diverse, dal momento che non vi sarà un token ~language.
Demo
A questo punto, il file CSS con possibilità di applicazione del tema è stato impostato. Creare una pagina master e provare a eseguire la procedura. Per avere una migliore comprensione del pallet di colore che si otterrà alla fine con questi temi, in v4.master ho creato una tabella di grandi dimensioni in cui sono riportate tutte le permutazioni di colore. Ho inoltre incluso un'immagine di esempio e ho tentato di ricolorarla. La tabella è riportata qui di seguito con la combinazione di colori predefinita. Ho utilizzato il bianco come impostazioni predefinite per gli stili background-color.
Passare quindi al browser e selezionare un nuovo tema del sito, ad esempio Convention with Papyrus e Segoe Script come tipi di carattere. Viene così visualizzata una tabella molto più colorata (vedere di seguito). Ho applicato un tema ai testi dei collegamenti ipertestuali e alle etichette delle immagini. Per la ricolorazione ho utilizzato Dark2-Lightest . È possibile notare la perfetta corrispondenza dei colori tra la cella Dark2-Lightest e il logo ricolorato con il metodo di riempimento.
Codice di esempio
Di seguito è riportata come esempio una parte del file CSS per la seconda immagine del logo per cui ho applicato il tipo di carattere, il relativo colore e il colore dell'immagine come tema:
/* [ReplaceFont(themeFont: "MinorFont")] */ font-family:Verdana;/* [ReplaceColor(themeColor:"Dark2-Darker")] */ color:black;/* [RecolorImage(themeColor:"Dark2-Lightest",method:"Tinting")] */ background:url("/Style Library/images/spdicon1.png") no-repeat;
La qualità della ricolorazione dell'immagine è veramente sorprendente. Se utilizzato correttamente e con senso estetico, il motore di gestione dei temi di SharePoint può essere uno strumento prezioso per chi è interessato sia all'aspetto che alla funzionalità dei documenti.
Grazie per avere letto questo post. Spero che anche voi possiate come me scoprire quanto sia utile e straordinario il nuovo motore di gestione dei temi di SharePoint.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Working with the SharePoint Theming Engine.
Articolo originale pubblicato lunedì 26 aprile 2010
È pronto! In breve siamo lieti di annunciare la disponibilità di SharePoint Designer 2010, insieme alle versioni di SharePoint 2010 e Office 2010. È possibile scaricarlo ora gratuitamente utilizzando i collegamenti seguenti: 32 bit, 64 bit. Buona lettura!
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in SharePoint Designer 2010 RTM
Per garantire che l'installazione di Office 2010 funzioni in modo corretto ed efficiente, è consigliabile disinstallare le versioni precedenti di Office eventualmente presenti nel computer prima di installare Office 2010. Se non è possibile disinstallare queste versioni dal Pannello di controllo, utilizzare lo strumento Fix it. Utilizzare la versione dello strumento Fix it progettata per la famiglia di prodotti Office (versione definitiva/beta/di valutazione di Office 2010, Office 2007, Office 2003) che si desidera disinstallare.
Per disinstallare automaticamente la famiglia di prodotti Microsoft Office 2003, fare clic sul pulsante o sul collegamento Correggi problema. Fare clic su Esegui nella finestra di dialogo Download file e quindi seguire le istruzioni della correzione guidata.
Correggi problema Microsoft Fix it 50416
Per disinstallare automaticamente la famiglia di prodotti Microsoft Office 2007, fare clic sul pulsante o sul collegamento Correggi problema. Fare clic su Esegui nella finestra di dialogo Download file e quindi seguire le istruzioni della correzione guidata.
Correggi problema Microsoft Fix it 50154
Per disinstallare automaticamente la famiglia di prodotti Microsoft Office 2010, fare clic sul pulsante o sul collegamento Correggi problema. Fare clic su Esegui nella finestra di dialogo Download file e quindi seguire le istruzioni della correzione guidata.
Correggi problema Microsoft Fix it 50450
Per ulteriori informazioni, vedere http://support.microsoft.com/kb/290301.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Having problems uninstalling Office 2010, 2007, or 2003 from the Control Panel? Use the Fix it Tool.
Articolo originale pubblicato venerdì 8 aprile 2011
Avete osservato esempi particolarmente incisivi pubblicati recentemente nei blog?
Si tratta in genere di foto di famiglia, elenchi di prodotti, punteggi delle squadre sportive e così via.
In molti blog e siti vengono inseriti collegamenti a foto o documenti da scaricare, un sistema che funziona correttamente. In altri vengono inseriti collegamenti a documenti online, il che facilita la visualizzazione. Esiste tuttavia una soluzione migliore per gli elementi che si desidera esibire in un blog o in un sito Web.
Avete mai visto post di blog con informazioni presentate in modo simile? È possibile infatti fare clic per filtrare i tipi di chicchi di caffè esattamente come si procederebbe in Excel nel proprio computer.
Cosa ne pensate invece dell'esempio seguente? È possibile fare clic sulle frecce nella parte inferiore per scorrere le diapositive di PowerPoint.
È fantastico, perché anche se un utente accede al sito da un dispositivo in cui non è installato Office, ad esempio un telefono cellulare o un computer con touchscreen, potrà visualizzare direttamente nel browser il contenuto condiviso. L'incorporamento funziona con i browser più comuni, inclusi Internet Explorer 9, Chrome, Safari e Firefox. Se inoltre un altro utente desidera inserire il documento nel proprio sito, potrà facilmente accedere al codice e incorporarlo personalmente. Se si aggiorna il documento in un momento successivo, l'aggiornamento verrà esteso anche in altre posizioni.
Questo processo è noto come incorporamento di un foglio di calcolo o di una presentazione e può essere eseguito con Excel Web App e PowerPoint Web App.
Fare clic per informazioni su come incorporare file di PowerPoint e di Excel nel blog o nel sito Web.
Se disponete di esempi interessanti di operazioni di incorporamento, inserite un commento con un collegamento al sito e potremmo presentare il vostro lavoro in www.office.com/webapps.
Jennifer KensokProduct Manager, Applicazioni di Office
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Embed a spreadsheet or presentation.
Articolo originale pubblicato lunedì 18 aprile 2011
Per ulteriori informazioni su come distribuire OEAT utilizzando SCCM, è disponibile un post di blog scritto da Rob York, Premier Field Engineer presso Microsoft Premier Field Engineering, Regno Unito, in cui vengono fornite le procedure dettagliate per la creazione del file settings.xml da distribuire con OEAT.exe e per la creazione del pacchetto in SCCM.
Deploying Office Environment Assessment Tool (OEAT) with ConfigMgr
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Deploying the Office Environment Assessment Tool (OEAT) by using ConfigMgr and SCCM.
Articolo originale pubblicato sabato 23 aprile 2011
Mi chiamo Alistair Speirs e sono Senior Product Manager per il team di Office. Secondo la mia filosofia personale, esistono due importanti prerequisiti che consentono di lavorare al meglio: A. un caffè espresso sempre disponibile e B. un desktop ben gestito con una famiglia di prodotti Office recenti. La produttività dell'organizzazione risente della mancanza di uno di questi requisiti (almeno per quanto mi riguarda). Mentre le bevande rientrano nella sfera di competenza della gestione dei servizi, garantire agli utenti la disponibilità di una famiglia di prodotti Office moderni e sicuri è di competenza dei professionisti IT. Riporto di seguito due domande comuni poste da professionisti IT:
D: Desidero distribuire Office 2010 nell'organizzazione... da dove devo iniziare?
R: È necessario innanzitutto conoscere bene l'ambiente in cui deve essere effettuata la distribuzione.
Accertarsi di disporre di tutte le informazioni necessarie relative all'ambiente, ovvero hardware, applicazioni e compatibilità dei file. Office 2010 è stato progettato per interagire con l'hardware già presente, ma l'implementazione sottostante ha determinato un aumento significativo della velocità di esecuzione di Office 2010. Come esempio, esaminare la velocità di ricalcolo in uno dei fogli di calcolo di test, una simulazione del metodo Monte Carlo con oltre un milione di righe di dati:
Non sarebbe giusto inoltre parlare di prestazioni senza menzionare l'applicazione di Office probabilmente in esecuzione da più tempo, ovvero Outlook. In Office 2010 sono stati apportati miglioramenti significativi alle velocità di avvio, sincronizzazione e chiusura:
Outlook 2010 RTM
Outlook 2007 SP2
% di miglioramento
Avvio (a freddo)
7,6 s
10,3 s
26%
Avvio (a caldo)
0,53 s
0,77 s
31%
Sincronizzazione cassetta postale completa: 1 GB
12,7 min
18,6 min
32%
Sincronizzazione cassetta postale completa: 2 GB
26,8 min
28,3 min
5%
Flusso di lavoro velocità di risposta (numero di pause)
27
41
34%
Arresto
0.64 s
1,17 s
45%
I requisiti di sistema di Office 2010 sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a Office 2007, pertanto dovrebbe essere possibile eseguire senza problemi Office 2010 in qualsiasi computer acquistato negli ultimi 4 anni (anche netbook e computer con touchscreen basati su Atom). Dal punto di vista del software, è importante informarsi sulle altre applicazioni desktop che si basano su Office. Esistono numerosi sistemi CRM che interagiscono con Outlook, strumenti di analisi che interagiscono con Excel e sistemi di gestione dei record che interagiscono con Word. È forse più difficile raccogliere informazioni sugli archivi documenti: dove sono archiviati, a chi appartengono, se contengono macro e così via. La conoscenza degli archivi documenti consente di prendere decisioni ottimali per l'eventuale conversione nei nuovi formati di file XML, per l'individuazione degli utenti che creano problemi inserendo macro e per la scelta delle impostazioni da configurare, ad esempio i formati e i percorsi di salvataggio predefiniti.
Sono disponibili strumenti che consentono di ottenere informazioni sull'ambiente in uso. Office Environment Assessment Tool (OEAT) analizza i computer client per ricercare componenti aggiuntivi e applicazioni che interagiscono con Office 97-2010. Gestione pianificazione migrazioni di Microsoft Office (OMPM) per Office 2010 consente di analizzare i file per ricercare eventuali problemi di conversione, creare report e addirittura convertire documenti nei nuovi formati di file Open XML. In questo caso il suggerimento è di non tentare di analizzare ogni file della società, bensì di analizzare un sottoinsieme oppure soltanto i file modificati negli ultimi 12 mesi. Office Code Compatibility Inspector (OCCI) analizza la macro VBA o il codice VSTO per individuare problemi di compatibilità noti, ad esempio modifiche del modello a oggetti o problemi di compatibilità dei sistemi a 64 bit.
D: Dal momento che sto per implementare la distribuzione di Windows 7 a 64 bit, devo distribuire Office 2010 a 64 bit?
R: Utilizzare Windows 7 a 64 bit con Office 2010 a 32 bit.
Anche se i requisiti di sistema sono in linea con Office 2007, Office 2010 usufruisce dei vantaggi offerti da nuovi componenti hardware con schede grafiche avanzate, processori multicore e dispositivi di fattori di forma alternativi. Nella maggior parte dei casi si tratta di miglioramenti automatici, ma la scelta per la distribuzione di Office a 64 bit o a 32 bit è una decisione che i professionisti IT devono prendere in anticipo. È consigliabile distribuire Office a 32 bit. Benché la versione a 64 bit sia utile qualora un'istanza di foglio di calcolo utilizzi più di 2 GB di memoria, questo non è uno scenario comune. La versione a 64 bit presenta alcuni inconvenienti, ad esempio la necessità di aggiornare tutte le macro VBA (a meno che gli sviluppatori non siano stati così previdenti da dichiarare variabili non dipendenti dai puntatori, cosa estremamente improbabile) e di riscrivere i componenti aggiuntivi non VSTO. Tutto questo richiede molto lavoro per usufruire di vantaggi minimi. Se eseguito in un sistema operativo a 64 bit invece Office 2010 a 32 bit usufruisce di diversi vantaggi, poiché la memoria massima più estesa consente di eseguire più applicazioni.
In sintesi, è possibile semplificarsi la vita raccogliendo tutte le informazioni necessarie relative all'ambiente di Office tramite gli strumenti disponibili, distribuendo Office 2010 a 32 bit con Windows 7 a 64 bit e bevendo caffè espresso. Ulteriori informazioni su questi argomenti (caffè escluso) e altre considerazioni per professionisti IT di Office sono disponibili nel sito Technet di Office all'indirizzo www.officeitpro.com oppure nell'articolo Applicazione per Windows Phone 7. Buona distribuzione.
Questo è un post di blog localizzato. L'articolo originale è disponibile in Common questions when planning Office 2010 deployments.