Di Cristina Cimato

Cloud computing: con le soluzioni online di Microsoft risparmi sino al 60% per l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù e l'Istituto universitario europeo

All'interno dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, proprietà della Santa Sede, nel 2010 gli investimenti stanziati in tecnologia sono stati 10 volte superiori a quelli del 2008, mentre nel 2011 l'ammontare è sei volte quello di tre anni fa. Una delle principali svolte è avvenuta verso architetture di cloud computing, utilizzate per esempio per la gestione della posta aziendale.

L'esigenza maggiore del presidio ospedaliero era infatti quella di dotare il personale di strumenti di comunicazione affidabili, avendo la possibilità di allegare cartelle cliniche voluminose o condividere la pianificazione di meeting e incontri.

«La soluzione adottata in precedenza aveva molti limiti di gestione ed era dispendiosa», ha affermato Giulio Siccardi, chief information officer del Bambino Gesù, «abbiamo quindi optato per un'applicazione di posta elettronica e collaborazione residente su di un data center esterno e fruibile come servizio online. Abbiamo quindi acquistato un servizio al posto di un prodotto».
La scelta è ricaduta su Microsoft per ragioni di affidabilità e fruibilità. «Abbiamo preso in considerazione anche soluzioni di Google e Ibm», ha proseguito Siccardi, «ma nel primo caso non è stata offerta garanzia di sicurezza in merito alla collocazione dei server sui quali sarebbe confluita la mole di dati, nel secondo caso la difficoltà di utilizzo non andava nella direzione di un servizio intuitivo».

Con Microsoft business productivity online suite, l'ospedale ha risparmiato il 60% rispetto alla soluzione precedente, riuscendo a completare in un mese l'autorizzazione di accesso al servizio ai computer di 3 mila dipendenti, spostando un Terabyte di dati. Per far fronte a un business in crescita a livello europeo, la società di Redmond ha costruito un datacenter da 500 milioni di dollari a Dublino, «che rappresenta il più ampio investimento di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti», ha spiegato Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia, «e in tutto il mondo ci sono 30 mila ingegneri al lavoro in questo settore».

La soluzione cloud è stata adottata di recente anche dall'Istituto Universitario Europeo, scuola di specializzazione dottorale e post dottorale di scienze economiche, politiche, storia e giurisprudenza. Il servizio è stato adottato a partire dallo scorso settembre su 500 caselle di posta con una dimensione massima di 25 gigabyte per ognuna. Dopo un periodo di osservazione iniziale si stanno facendo migrare online tutte le caselle di posta di ricercatori e personale della facoltà, per un totale di circa 2.500 mailbox. «Per fare l'upgrade del servizio di posta e offrire la stessa capienza avremmo dovuto stanziare oltre 345 mila dollari, mentre con la soluzione cloud abbiamo risparmiato il 43% senza l'onere di supervisioni e controlli quotidiani dei servizi mail», ha commentato Marco Rulent, dictor computing service dell'Istituto universitario europeo.

Fonte: ItaliaOggi Sette

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