È legittimo l’accertamento induttivo basato sulle movimentazioni bancarie della moglie o di altro parente del contribuente”. Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Cassazione (sentenza n. 17390 del 23 luglio 2010), la quale ribadisce il principio secondo cui i conti correnti bancari dei parenti dell'imprenditore possono essere validamente utilizzati come elementi di prova per la ricostruzione dei suoi redditi.

In questo caso, dunque, l’onere della prova si ribalta in capo all’imprenditore, il quale è tenuto a giustificare come i versamenti sui conti correnti del parente non possano essere assolutamente imputati all’attività commerciale (in merito agli accertamenti bancari e onere della prova si veda anche la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Bologna n. 158 del 4/06/2007, liberamente scaricabile dal sito www.studiolegalesances.it - sezione documenti).

Avv. Matteo Sances

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