Una ricerca sviluppata da TECHAISLE per Microsoft e Intel condotta tra oltre 1600 piccole e medie imprese in diversi paesi del mondo tra cui l’Italia. Si evidenzia chiaramente l’impatto negativo, in termini finanziari e di efficienza produttiva, derivante dall’utilizzo di hardware non aggiornato all’interno di una piccola impresa o studio professionale.

Una delle inevitabili conseguenze della pesante crisi economica degli ultimi 12-18 mesi è stata la contrazione degli investimenti in beni strumentali.

Questa dinamica si è manifestata in tutti i settori di attività (dall’industria manifatturiera, al commercio, dall’edilizia fino ai servizi) e ha interessato le aziende di ogni dimensione, in particolare le piccole, poiché normalmente più deboli sul piano patrimoniale e finanziario.

Anche il settore IT è stato significativamente impattato da questo fenomeno: numerose aziende hanno infatti differito i propri acquisti di nuovi sistemi hardware, tecnologie software e soluzioni, in attesa di prospettive migliori.

I dati raccolti dimostrano chiaramente che le conseguenze negative possono materializzarsi sia in termini di costi diretti più elevati, per esempio dovuti alla necessità di maggiore manutenzione richiesta da sistemi hardware più datati, sia di costi indiretti, derivanti dalla minore produttività che consegue da più frequenti interruzioni di servizio; a queste manifestazioni vanno poi aggiunti ulteriori fattori quali la minore sicurezza rispetto alle minacce informatiche che caratterizza i sistemi meno moderni, la più ridotta efficienza energetica e il mancato accesso a nuovi servizi (quali l’assistenza remota, piuttosto che le nuove forme di comunicazione mobile, per citarne due), ai quali sono collegati impatti negativi sul piano finanziario e dell’output produttivo.

Scarica il white paper