Cloud computing e Windows Azure sono strumenti rivoluzionari e ancora non e’ completamente chiaro fino a che punto cambieranno il nostro modo di lavorare e di vivere. Ma non ci siamo arrivati per caso, dall’oggi al domani...

 

In principio era il Calcolatore: una schiera di tecnici lo accudiva e quasi venerava perche’ era molto delicato. Eseguiva un’istruzione per volta e “tempo macchina” significava proprio il tempo in cui la si poteva usare in modo esclusivo.

Poi venne il multitasking: calcolatori in grado di eseguire piu’ programmi contemporaneamente, compreso un sistema operativo che garantiva, tra le altre cose, che le risorse venissero allocate adeguatamente. Gia’...le risorse erano il vero problema: mai abbastanza RAM, mai abbastanza spazio su disco, mai abbastanza velocita’ di CPU...per questo i server venivano specializzati attraverso configurazioni hardware particolari, a seconda che si trattasse di gestire Data Base, servizi Internet, posta elettronica ecc.

 

Oggi esistono macchine che possono “eseguire” altre macchine, imitandone perfettamente il comportamento e le prestazioni, con tempi di configurazione iniziale di qualche ora.

 

L’hardware e’ diventato sempre piu’ un fornitore di pura potenza di calcolo che noi, in maniera flessibile, possiamo dedicare a un servizio o a un altro. Questa potenza e’ il cuore pulsante del Cloud (e per chi non l’avesse ancora letta suggerisco l’efficacissima descrizione del cloud di Giorgio Malusardi). 

La parola chiave e’ flessibile: in passato il server era fisicamente configurato (tot RAM, tot dischi, tot processori) oggi lo e’ logicamente, quindi noi vogliamo che le risorse siano variabili in funzione delle nostre necessita’ del momento, non sulla media di utilizzo giornaliera o mensile. E vogliamo anche pagare per quel che si consuma, non per una scatola che a volte si surriscalda ma, piu’ spesso, siede nel data center a far poco o niente.

 

Questo e’ il motivo per cui nasce Windows Azure: per governare questa potenza di calcolo mettendola a disposizione di chi finalmente puo' concentrarsi sui servizi e non piu' sui server.