Il mondo non profit italiano è fra i più maturi d'Europa, visto che conta centinaia di migliaia di organizzazioni ed è molto attivo. Ma i rapporti fra questo mondo e le problematiche del cosiddetto digital divide sono ancora relativamente deboli. E non che i problemi non ci siano, visto che, solo per fare un esempio, lo scarto che ci divide dal Regno Unito per la percentuale di persone che accedono a Internet nella fascia di età 55-64 è di ben 35 punti percentuali.  Si dice che in Italia il 54% delle persone non abbia mai toccato un personal computer. E non è forse questo un problema che incide direttamente sull'autonomia e libertà dei cittadini? Parto da presupposto che una persona che abbia accesso ai mezzi informatici ottenga più rapidamente i servizi che vuole e possa soddisfare le sue curiosità e interessi intellettivi con enorme facilità: ha insomma gradi di libertà in più. Ha senso quindi secondo me sollecitare il  mondo del non profit in Italia ad essere più presente sul problema del gap digitale italiano. 

Non mancano naturalmente le esperienze eccellenti. Alcune le abbiamo ascoltate a fine gennaio in una animata tavola rotonda a Segrate. Internet Saloon ci ha raccontato le esperienze fantastiche fatte a Milano e Sondrio (e l'iniziativa si espande ulteriormente in altre città fra un pò) con migliaia e migliaia di senior che fanno l'esperienza digitale che cambia la loro vita. Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) sta facendo un lavoro egregio su tutto il territorio italiano per portare conoscenza informatica ai giovani accolti nelle proprie strutture. Banco Informatico muove migliaia di PC usati e riciclati verso il mondo del volontariato senza scopi commerciali. Erano presenti anche San Patrignano, il magazine Vita e il centro di studi Politeia, la Biblioteca Ambrosiana, Fondazione ASPHI e Amicocharly. Tutte esperienze straordinarie, anche se necessariamente ancora frammentate.

Con Microsoft Unlimited Potential, iniziativa che è stata per l'occasione raccontata dal nostro Akhtar Badshah (Senior Director Community Affairs) in un video sintetico, cerchiamo di dare una mano per amplificare e rendere scalabili queste esperienze, ma il cammino è naturalmente ancora lungo. Infatti mancando un "tavolo di lavoro" centrale che dia un orientamento (e sostentamento) da parte delle istituzioni su questa materia, ogni organizzazione si arrangia come può. In Italia abbiamo proprio bisogno di fare un bel passo in avanti, e dobbiamo - intendo come comunità che ha a cuore la diffusione senza barriere dell'informatica - a mio parere inventarci qualcosa di grosso, capace di coagulare alleanze importanti e in grado di catalizzare una massa critica di queste organizzazioni (le ONG italiane) intorno a idee semplici ma efficaci.


Video: Intervista a Akhtar Badshah su NGO