Terminata la Virtualization & Private Cloud Conference (approfitto per fare un ringraziamento agli organizzatori che mi hanno chiesto di essere presente come speaker, e a tutti i partecipanti!) voglio riprendere l’attività sul Blog con un primo post introduttivo sulle novità di Windows Server 2012 relative allo storage. Vi ricordo che nella prima settimana di giugno sarà disponibile la Release Candidate di WS2012, mentre potete ancora scaricare la Beta.

Windows Server 2012 porterà novità importanti dal punto di vista della gestione del networking, ad esempio con il supporto nativo al teaming, e molte novità nella gestione dello storage e nella sua condivisione tramite share di rete. Il tema delle novità dello storage è sicuramente molto esteso, e lo approfondiremo passo dopo passo nei prossimi mesi.

Storage Pools

Storage Pool e Storage SpaceIl primo nuovo concetto per la gestione dello storage in Windows Server 2012 è quello di Storage Pool: un gruppo di dischi, anche di tipologie differenti tra loro che, una volta raccolti in un pool, vengono “virtualizzati” e resi disponibili come risorsa unica per la creazione di uno Storage Space accessibile dal sistema.

Lo Storage Pool una volta creato può essere esteso con l’aggiunta di altri dischi, andando così ad estendere la dimensione potenziale degli Storage Spaces che lo utilizzano.

Storage Spaces

Gli Storage Spaces rappresentano le unità logiche di archiviazione che vengono rese accessibili al sistema e agli utenti, possono essere create sfruttando le funzionalità di thin provisioning e consentono sia di avere un volume logico esteso su più dischi, sia di avere affidabilità e ridondanza dei dati grazie al supporto per il mirroring e la parity (come già avveniva con gli stripe-set with parity) . 

Più Storage Spaces sullo stesso Storage Pool

E’ molto interessante ed utile la possibilità di utilizzare lo stesso Storage Pool di base per creare differenti Storage Spaces, con caratteristiche di affidabilità e ridondanza dei dati differenti che saranno gestite in automatico e in modo indipendente dal sistema. E’ supportato ovviamente l’utilizzo di PowerShell per la gestione della nuova infrastruttura di storage.

Potete approfondire il funzionamento di Storage Pools e Storage Spaces già da ora a partire da questi articoli:

ReFS – Resilient File System

Oltre ad una nuova infrastruttura di base per la gestione dello storage è stato introdotto anche un nuovo file system, costruito sulla base di NTFS, da cui eredita il supporto per BitLocker, le ACL, le funzionalità USN Journal, le change notifications, i symbolic link, junction point, mount point, reparse point, gli snapshot e le stesse API client per l’accesso ai file e allo storage.

NTFS vs ReFS

ReFS è pensato per i volumi di storage e per i volumi dati (non ancora per il filesystem del volume di boot) ed estende ed evolve le funzionalità di NTFS, con l’obiettivo di rispondere alle nuove esigenze che nel corso degli anni si sono sviluppate, in particolare relativamente alla necessità di avere infrastrutture di storage e volumi sempre più grandi e strumenti più efficienti nella gestione degli errori.

E’ stato volutamente sfruttato per quanto possibile il set di API che le applicazioni utilizzano attualmente per interagire con NTFS per assicurare la massima compatibilità con le applicazioni esistenti (ad esempio i prodotti di backup, gli antivirus, …) .

Grazie alle nuove funzionalità di ReFS sarà possibile inoltre eseguire eventuali operazioni di troubleshooting e di recovery dei dati senza la necessità di mettere offline l’intero volume, ma sarà il sistema a bloccare momentaneamente l’accesso alle strutture dati su cui è sono corso le operazioni di check e recovery.

Per quanto riguarda l’affidabilità ReFS utilizzerà checksum ed integrity streams per assicurare la validità delle strutture dati e il recupero delle informazioni in caso di problemi. In particolare l’utilizzo congiunto di ReFS (con integrity streams abilitati sia per i dati che per i metadati dei file) con un mirrored Storage Space consentirà in automatico di ripristinare dati ed informazioni corrotte o compromesse, senza la necessità di un intervento manuale dell’utente.

Se volete iniziare ad approfondire le novità di ReFS vi consiglio questi articoli:

 

Renato F. Giorgini Segui i miei update su Twitter