La redirezione dei documenti degli utenti e dei loro profili, che nella piattaforma di virtualizzazione Microsoft prende il nome di “User State Virtualization”, è una delle tecnologie “abilitanti” per gli altri tipi di virtualizzazione.

La piattaforma di Virtualizzazione Microsoft

Infatti, spostando i documenti degli utenti e i loro profili dal loro PC ad una share di rete / fileserver, possiamo:

  • consentire agli utenti di avere sempre i propri documenti e il proprio profilo utente a disposizione, sia che stiano usando il proprio PC, un macchina virtuale in una infrastruttura VDI, una sessione remota via Remote Desktop Server / Terminal Server;
  • eseguire dei backup centralizzati dei dati, utilizzando ad esempio Windows Server Backup o System Center Data Protection Manager;
  • garantire la disponibilità dei dati anche nel caso di problemi al fileserver, utilizzando il Clustering e le funzionalità di High Availability;
  • limitare la quantità di dati che gli utenti possono salvare all’interno dei propri profili e delle proprie cartelle documenti, tramite le Quote disco;
  • utilizzare le funzionalità di File Screening  per monitorare e limitare le tipologie di documenti memorizzati dagli utenti nelle proprie cartelle;
  • sfruttare tecnologie come la File Classification Infrastructure per gestire la confidenzialità dei documenti ed applicare in modo automatico delle policy di protezione utilizzano Rights Management Services;
  • rendere i documenti sempre disponibili e sempre sincronizzati con la copia principale, utilizzando la tecnologia di Offline Files;
  • ottimizzare il traffico di rete e ridurre eventuali latenze quando gli utenti si connettono tramite WAN sfruttando le funzionalità di Transparent Caching e Background Sync.

Ovviamente, la scelta di centralizzare i documenti degli utenti va pianificata attentamente, e richiede anche un corretto dimensionamento delle risorse (spazio disco, disponibilità di banda…). Un documento che può esserci di aiuto nel valutare queste scelte è la guida “Implementing an End-User Data Centralization Solution”.

Oltre alla guida, vi volevo segnalare un post importante: “Microsoft’s Support Statement Around Replicated User Profile Data”. Nel post sono indicati una serie di scenari, relativi alla differenti tecnologie, che ci consentono di capire quali configurazioni sono supportate e quali configurazione possono invece portare a rischi (anche gravi) di perdita o di inconsistenza dei dati, in particolare quando si utilizzano configurazioni con più link all’iterno dello stesso namespace del DFS.

Vi consiglio quindi di leggere il post e la guida con attenzione, e di assicurarvi di aver costruito una architettura affidabile e … a prova di problemi :) .

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