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Ieri è stata annunciata la disponibilità per i sottoscrittori di TechNet e MSDN della beta 1 di Windows 7 e Windows Server 2008 R2. Da oggi (direi dopo le 18?) le due beta saranno di pubblico dominio.
Spero che siate in molti a scaricarle e provarle, entrambe, perché meritano attenzione.
Per chi di voi ha un particolare interesse per la virtualizzazione voglio iniziare ad introdurre, brevemente, le novità della nuova versione di Hyper-V.
La prima e forse più attesa novità è sicuramente Live Migration, ossia la possibilità di muovere a caldo (senza interruzione di servizio) le macchine virtuali da un host di virtualizzazione ad un altro. Come per Quick Migration di Hyper-V v1, Live Migration richiede che tutti gli host appartengano ad uno stesso cluster di alta disponibilita (Failover Cluster) e che sia abilitato, per i dischi condivisi su cui risiedono i VHD, il Clustered Shared Volume che consente l’accesso simultaneo allo stesso disco condiviso da parte di host diversi.
Una seconda importante novità è il supporto alle tecnologie Nested Page Tables (AMD) ed Extended Page Tables (Intel). Queste tecnologie consento ai processori che le supportano di gestire pagine di traslazione della memoria virtuale-fisica a più livelli evitando di dover far gestire all’hypervisor delle shadow page. In questo modo si guadagna circa il 10% di performance per la CPU e si risparmiano circa 2MB di ram per ogni VM in esecuzione.
Uno dei motivi per cui si implementa la virtualizzazione in un’azienda è per l’elevato livello di flessibilità che si può ottenere nella gestione dei datacenter. L’aggiunta/rimozione di dischi virtuali, alle macchine virtuali, senza doverle spegnere è una novità introdotta da Hyper-V v2 che indirizza proprio la necessità di dinamicità dei datacenter e consente, nello stesso tempo, di implementare nuovi scenari di backup e disaster recovery.
Anche la gestione della rete presenta delle novità che sfruttano meglio alcune tecnologie hardware messe a disposizione dai produttori di schede di rete:
Un’ultima novità interessante è la presenza in Windows Server 2008 R2 di un Remote Desktop Connection Broker che consente di gestire gli accessi sia a sessioni di terminale classiche (TS) sia a sessioni indirizzate verso VM con sistemi operativi desktop e quindi di implementare architetture VDI.
Per oggi ci fermiamo qui.
Appena avrò terminato di scaricare la beta di Windows Server 2008 R2 la installerò e inizierò a fare qualche esperimento di cui vi darò conto. Nel frattempo ho installato sul mio secondo portatile (quello delle demo) Windows 7… penso che a brevissimo anche il portatile principale sarà W7!
Ciao
Giorgio
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