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Quest’anno, in occasione del Data Privacy Day 2011, Microsoft ha deciso di scegliere il tema dei servizi di geolocalizzazione (LBS=Location Based Services) per sensibilizzare gli utenti rispetto ai possibili rischi di Privacy e per fornire linee guida utili per un uso più consapevole di tali strumenti:

Microsoft on The Issues > Location and Privacy: Where are we headed on Data Privacy Day?

A supporto di tale focalizzazione e per permettere di analizzare la situazione, sono stati condivisi i risultati di una ricerca che ha interessato 5 nazioni (Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Germania e Giappone) per un totale di 1500 risposte da cui si evincono alcune considerazioni:

  • il 62% dichiara di conoscere cosa siano i servizi LBS, il 51% dice di usarli, il 38% di usarli familiarmente.
  • Quasi tutti (94%) li considerano servizi utili, di valore: gli usi più diffusi mostrano ai primi posti la navigazione GPS (70%) e gli alert Meteo (46%), con solo il 18% che segnala il loro utilizzo all’interno dei social networks.
  • Il 52% dichiara di essere preoccupato dei rischi che possono derivare dalla condivisione delle informazioni di posizione, di cui l’87% è preoccupato dalla condivisione di tali informazioni con persone/organizzazioni non gradite, l’84% dalla condivisione senza esplicito consenso, l’84% dal rischio di furto di informazioni personali/identità, e l’83% dalla perdita di privacy.
  • il 18% dei consumatori dichiara di aver visto pubblicità legata alla propria posizione e circa la loro metà (46%) dice di aver effettuato qualche azione in conseguenza/suggerita da tali pubblicità.
  • I risultati mostrano una certa uniformità di risultati nelle diverse nazioni, ad eccezione del Giappone dove è molto più elevato il numero di chi si dice abituato all’uso dei servizi LBS (62%), ed è sensibilmente minore (42%) la preoccupazione verso i rischi derivanti da tali servizi.

Il punto cruciale su questi servizi di geolocalizzazione è che non sono buoni o cattivi di per sé, ma di certo serve che si sviluppi un senso critico per poter imparare a valutare quando il contesto e il ritorno di valore giustifica la necessità di condividere la nostra posizione e quando questo possa invece rappresentare una condivisione non giustificata, o addirittura rischiosa. Esempi:

  • è difficile chiedere al nostro smartphone di indicarci la farmacia o il bancomat più vicino senza autorizzare l’applicazione a condividere dove ci troviamo…
  • d’altra parte qual’è la vera necessità di segnalare la nostra posizione ad una platea indistinta di “facebook friends” che molto probabilmente comprende, oltre agli amici più intimi, anche semplici conoscenti o addirittura sconosciuti ma amici degli amici?
  • Avete pensato alle implicazioni di rischio nel geo-taggare foto delle vostre persone più care, dei vostri figli, dei vostri beni (casa, auto, moto)?

A tale proposito Microsoft ha attrezzato una sezione specifica del suo portale dedicato alla Privacy con una serie di risorse utili per migliorare questa consapevolezza dei rischi associati ai servizi LBS:

http://www.microsoft.com/privacy/dpd/

Abituatevi ad essere parsimoniosi rispetto a quello che condividete online, e in particolare cercate di acquisire dimestichezza con le impostazioni di privacy dei vari servizi che utilizzate in modo da sapere cosa condividete e da selezionare anche i destinatari di tali contenuti, se possible.

Be private! Happy Data Privacy Day a tutti!

Feliciano

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