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Microsoft introdurrà in IE9, a partire dalla prossima Release Candidate, una nuova funzionalità in ambito Privacy denominata “Tracking Protection”:

 IEBlog > IE9 and Privacy: Introducing Tracking Protection

 

Questa funzionalità permetterà un controllo più granulare e selettivo dei fornitori di contenuti web che si vuole disabilitare per evitare un indesiderato tracciamento delle nostre attività online, grazie all’uso di liste dinamiche di siti da bloccare chiamate “TPL” (Tracking Protection List) che potranno essere compilate dall’utente stesso o fornite da soggetti terzi, in particolare da organizzazioni operanti in ambito privacy, che provvederanno ad aggiornarle costantemente.

In questo modo Microsoft raccoglie subito l’invito lanciato dalla FTC ad introdurre appunto delle funzionalità di Do-Not-Track nei browser, e lo fa proponendo una funzionalità, che è sicuramente da affinare con l’aiuto dei feedback degli utenti come è ormai prassi nello sviluppo di IE9, ma che dimostra l’impegno inequivocabile a cercare di conciliare un delicato equilibrio tra due esigenze: da un lato la necessità di fornire all’utente strumenti adeguati per permettergli di avere il pieno controllo delle proprie informazioni e poter quindi esprimere le sue scelte di condivisione dei dati in modo consapevole (=tutela della Privacy), dall’altro fornire all’industria dell’online advertising i mezzi per mostrare il valore delle proprie proposte pubblicitarie personalizzate e la trasparenza dei trattamenti di profilazione necessari a tale scopo, come indicato dal post sul blog di Microsoft Advertising.

Come tanti degli aspetti di sicurezza e privacy relativi ad Internet, anche questo tema, molto caldo in questo periodo, ha bisogno di una discussione attiva per essere pienamente indirizzato e risolto, non solo sul fronte tecnologico (serve concordare su cosa si intenda per tracking e le diverse possibilità tecniche per controllarlo), ma anche su quello socio-politico-economico (ci si deve mettere d’accordo su cosa sia giusto tracciare e cosa no, e come farlo nella piena tutela della Privacy degli utenti), e mi fa quindi piacere vedere Microsoft muoversi proattivamente per stimolare questa discussione e proporre possibili soluzioni.

Feliciano

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