E' incredibile! Gli eventi si succedono in modo da garantire in automatico che io scriva un post della mia rubrica Anti-FUD abbastanza spesso! (A chi ancora non sapesse di questa mia particolare rubrica: trattasi di post in cui mi prendo la briga di smontare le informazioni false e tendenziose che hanno l'obiettivo di seminare paura, incertezza e dubbio - FUD appunto - nei confronti degli aspetti di sicurezza della piattaforma Microsoft). Il bello è che questa volta sono anch'io parte della catena di disinformazione dilagante (a seguito del mio post precedente) e quindi urge fare chiarezza!
Ok, partiamo dall'inizio: un (poverino, quasi ingenuo... visto quello che si è scatenato dopo!) brillante ricercatore Microsoft, tutto contento per aver visto il suo paper accettato da una importante conferenza (IEEE Infocom 2008), rilascia una intervista al NewScientist per anticipare i risultati di questa ricerca.
L'intervista si è focalizzata sulla possibile applicabilità di questa ricerca alla distribuzione di aggiornamenti di sicurezza, visti i possibili benefici di velocità e pervasività (benefici fondamentali per il processo di security patching): da qui l'uso di termini come "virus buoni", "infettare" e così via... Doveva essere chiaro (se i lettori leggevano l'articolo...) che l'uso di questi termini era una semplificazione giornalistica per far capire il concetto a utenti non tecnici! Invece no!
Confesso: io stesso ho usato la stessa semplificazione giornalistica nel titolo su MClips per far trovare il mio post a chi avesse cercato le parole "virus buoni", ma ho aggiunto apposta le parole "sta studiando..." per ribadire il concetto di uno studio di ricerca di base. Non a caso il titolo del mio post di approfondimento è stato: "Microsoft impara dai worm per distribuire le security patch alla velocità della luce".
Nel mio post poi, per darvi più informazioni sul tema della possibile evoluzione dei meccanismi di distribuzione degli aggiornamenti, ho aggiunto anche il riferimento ad un altro studio di ricerca (a cui ha partecipato lo stesso Milan Vojnovic), nel quale si ipotizza l'uso del p2p come metodo per passare da una architettura centralizzata, ad una de-centralizzata, più scalabile sui grandi numeri che sta raggiungendo questo servizio importante.
Invece per tanti è stato come andare a nozze! Subito a lanciarsi su critiche sulle possibili caratteristiche tecniche (inesistenti, che nessuno ha mai dato!) di una tale soluzione dandola come prodotto già pronto!
Quindi lungi dall'impedire la libera riflessione critica sugli aspetti di fattibilità, sarebbe almeno più corretto non fare il processo alle intenzioni (pratica comune nei confronti di Microsoft), visto che i dettagli tecnici non sono ancora stati pensati... suvvia!!
PingBack from http://blogs.technet.com/feliciano_intini/archive/2008/02/16/microsoft-impara-dai-worm-per-distribuire-le-security-patch-alla-velocit-della-luce.aspx
Ciao Feliciano, l'idea comunque non è proprio nuovissima: http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/scienza_e_tecnologia/virusgood/virusgood/virusgood.html
Ciao ciao
nel giro di pochissimi anni sono piu che convinto che la piattaforma più sicura sarà WIndows, come forse in effetti..........
Grazie feliciano.
Ciao Francesco, hai ragione, ma non mi sembra che Microsoft si sia vantata di questo! E' l'attenzione dei media a volte esagerata e il tam-tam che distorce le informazioni iniziali che può dare questa falsa impressione.