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Impressioni dalla relazione annuale del Garante della Privacy

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Ieri ho avuto l'onore e il piacere di partecipare per conto di Microsoft alla cerimonia in cui l'Autorità garante per la protezione dei dati personali ha esposto la sua relazione annuale sulle attività svolte nel 2006 e sui propositi per il prossimo anno. La location era spettacolare, la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani alle spalle del Senato, solo un pò strettina per tutti gli invitati: ho quindi seguito la relazione in piedi, visto che mi sembrava non elegante togliere il posto a sedere Prodi, Letta, Gasparri, e a diverse altre autorità ... ;-)...!

Ho trovato molto interessante la relazione, e vi condivido l'estratto che tocca più da vicino chi come me e voi si occupa di sicurezza delle informazioni nel mondo digitale, chiamato "realtà immateriale" dal prof. Pizzetti:

 

"L'innovazione tecnologica ci sfida ogni giorno. Il mondo dei computer e dei bit è completamente diverso da tutto quello che abbiamo imparato a padroneggiare grazie all'esperienza di tante generazioni. Le azioni, le parole e le immagini si trasformano in miriadi di dati, che moltiplicano all'infinito, come in un prisma, i mille diversi aspetti della realtà materiale. Ogni individualità si disarticola e si scompone in tanti frammenti quanti sono i dati e le informazioni che la riguardano. Basta digitare il proprio nome su un motore di ricerca per rendersene conto.

Sulla rete i dati vivono una vita propria, senza regole e senza possibilità di prevedere tutte le finalità e tutti i contesti in cui saranno utilizzati. Nella realtà immateriale si possono assumere nuove identità, inserire informazioni vere o false, comunicare con gli altri in modo circolare, diventare allo stesso tempo produttori e destinatari di notizie. Nel mondo della comunicazione globale, di YouTube e di Google, tutto cambia dimensione e impatto.

Come applicare le regole dell'informazione al fenomeno dei blog, i siti autogestiti che ogni giorno si moltiplicano sulla rete?

Cosa significa diritto all'oblio, di fronte ai motori di ricerca che conservano e mettono a disposizione per un tempo tendenzialmente indeterminato dati e informazioni sulle persone?

Cosa vale esercitare i propri diritti di fronte a dati che circolano sulla rete senza possibilità di ottenere che siano cancellati o rettificati se inesatti o lesivi della nostra dignità?

Qual è la differenza tra uso personale e uso pubblico delle immagini nel mondo delle videocamere e dei videotelefonini che mandano in tempo reale in rete foto e filmati?

Come garantire la tutela di una cartella clinica, di un dato sensibile relativo alla salute, trattati elettronicamente?

Come aiutare i nostri cittadini a utilizzare queste innovazioni senza lasciarli indifesi di fronte a strumenti di cui non conoscono l'invasività e spesso l'assenza di limiti?

Non possiamo accettare che il mondo di Internet sia visto dai nostri ragazzi come una sorta di "Paese dei balocchi", nel quale tutto è bello e possibile. Questa è la nuova frontiera. Una frontiera difficile da difendere per almeno due ragioni. La prima, il continuo mutare delle tecnologie. La seconda, la dimensione globale che la caratterizza.

Una dimensione che richiede regole condivise a scala planetaria e che obbliga a misurarsi con i limiti che le leggi nazionali ed europee incontrano."

 

Domande importanti e legittime, che dimostrano come possa essere complessa l'opera di miglioramento degli aspetti di sicurezza di Internet, a cui tutti sono chiamati, fornitori di tecnologia e operatori, utenti (privati e aziende), istituzioni e legislatori.

Devo dirvi che da cittadino/utente mi sono sentito ben gratificato dalle attività e dall'impegno che l'Autorità ha profuso a tutela delle nostre informazioni, svolgendo spesso un ruolo di "supplenza"rispetto ad altre istituzioni. Da professionista informatico sulla sicurezza mi auguro invece che le attività del Garante da un lato aiutino sempre di più l'aumento della security awareness e delle misure di sicurezza all'interno delle realtà aziendali, e dall'altro che tali attività vengano supportate da un costante dialogo con chi opera attivamente nel campo della sicurezza informatica, consulenti e fornitori di tecnologie, per poter fornire raccomandazioni realizzabili di fatto e accettabili in termini di rapporto costo/benefici.

Trovate qui il testo integrale della relazione.

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  • Technorati Tags: Privacy E' un periodo in cui è " caldo " il tema Privacy ... e in quest'ambito spero

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