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Appunti di un consulente Microsoft di infrastruttura

WDS: gestire il Cross Platform deployment

WDS: gestire il Cross Platform deployment

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Negli ultimi anni è diventato comune disporre di hardware capace di gestire sistema operativi e applicazioni a 64bit ad un prezzo ragionevolmente basso. Col tempo l'architettura che ha sfondato è quella x64 (x86-64) che garantisce la compatibilità con Sistemi Operativi sia a 32 (x86) che a 64 bit (appunto x64). Questa disponibilità di hardware "compatibile" ha portato un problema in più: uno stesso PC può avere sistema operativo sia a 32 che a 64 bit. Tutto molto bello... ma tutto da gestire!

I moderni tool di Management e Deployment devono poter gestire sistemi a 64 bit come sistemi a 32 bit, pena rimanere "indietro" rispetto alla concorrenza. Così (da quando è nato, per la verità), WDS (Windows Deployment Services) permette di distribuire allo stesso modo sia immagini di Windows Vista a 64 che a 32 bit.

Ci sono però alcuni accorgimenti da tenere per avere tutto sotto controllo. Prendo spunto da un commento che Alberto ha lasciato ieri su un mio post per fare un po' di chiarezza.

I suoi dubbi erano relativi al cosiddetto Cross Platform Deployment, ovvero utilizzare un solo "metodo" per deployare immagini x86 o x64.

WDS (parliamo di modalità Native), per effettuare il deployment dei sistema operativi (partendo da immagini in formato WIM,  Wimdows Imaging Format) utilizza Winpe (a partire dalla versione 2.0). Quando un client con architettura x64 (quindi compatibile con x86) effettua il boot PXE, cercherà su WDS un'immagine di Boot (sia essa x64 che x86). Questa impostazione si può modificare con questo comando (che imposta come si deve comportare un cilent x64 nel scegliere l'architettura dell'immagine di BOOT):

WDSUTIL /Set-Server /Defaultx86x64ImageType:{x86|x64|both}.

V domanderete giustamente: perchè è importante scegliere l'architettura dell'immagne di boot (Winpe)?

Semplicemente perchè al momento se io voglio installare Vista x64 (64bit), devo effettuare il boot con un'immagine di quella architettura (e di quella release di sistema operativo, cioè per Vista RTM Winpe 2.0). Al contrario, se voglio installare Vista x86 devo effettuare il boot con un'immagine di boot x86.

Inoltre se effettuo il boot con una boot-image x86, il menu di WdsClient mi permetterà di installare un'immagine x86 ignorando volutamente (nascondendo) eventuali immagini x64.

Questo è il comportamento fino ad oggi.

A partire dal SP1 di Vista però c'è una novità... rilevante!

Improves OS deployment by enabling 64-bit versions of Windows Vista to be installed from a 32-bit OS. This will allow IT professionals to maintain just a single WinPE image.

Significa in breve che nel momento in cui si distribuirà Vista SP1, sarà possibile utilizzare una sola immagine di boot (Winpe 2.1, da caricare su WDS) per distribuire sia immagini x86 che x64.

Riferimenti: http://technet2.microsoft.com/windowsvista/en/library/417467e7-7845-46d4-85f1-dd471fbc0de91033.mspx?mfr=true

Buon deploy!

Comments
  • ottimo post :)

    tra l'altro ho notato un altra cosa( quasi ovvia )

    In wds carico entrambi i boot ( x86 e x64 )

    se il client e' con architettura x86 solo il boot x86 è visibile nel menu che appare , mentre utilizzando un client con architettura x64 entrambi i boot sono visibili.

    Io sto usando attualmente il boot di 2008 ma non ha possibilita di gestire x86 e x64 contemporaneamente ...non e' ancora winpe 2.1 confermi ?

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